Razze canineLe interviste di Dogsportal.itTutte le notizie sul cane

Cos’è un’esposizione canina?

Gaetano Turrini, allevatore riconosciuto con affisso “Rivarco” dal 1978, ci parla della storia e del futuro di queste manifestazioni.

Immagine di copertina: Rivarco Jack Daniels

Il mondo della cinofilia è estremamente vasto e racchiude in sé differenti anime. Chiunque ne sia parte, però, in un modo o nell’altro sarà entrato in contatto con le esposizioni canine. Si tratta di verifiche zootecniche — quindi legate all’allevamento — nelle quali i cani sono valutati per le loro caratteristiche fisiche sulla base dello standard ufficiale della razza a cui appartengono, stabilito da enti nazionali e internazionali. C’è chi ne conosce appena l’esistenza, chi ha intravisto qualche video sui social provando curiosità o sdegno, chi è contrario a questa tipologia di attività per una diversa concezione del nostro rapporto con gli altri animali e, naturalmente, chi vi partecipa con motivazioni tra le più disparate.

Ma che cosa sono le esposizioni canine, qual è la loro storia e quale potrebbe essere il loro futuro? Ne abbiamo discusso con Gaetano Turrini, allevatore storico dell’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana).

Qual è l’origine delle esposizioni canine?

In realtà il mondo della cinofilia ha origine dalla nostra relazione con il cane ed è legato alla classificazione delle razze canine. A metà Ottocento, in Inghilterra, che allora era tra le principali potenze economiche mondiali, allevatori e appassionati incominciarono a organizzare delle piccole manifestazioni dedicate ai cani e all’identificazione delle razze a cui appartenevano. In questo contesto, nel 1873 nacque il Kennel Club inglese, la più antica organizzazione dedicata alla gestione delle attività cinofile. Il suo compito fu quello di coordinare le iniziative già esistenti e, soprattutto, di promuovere il riconoscimento ufficiale delle razze, che all’epoca erano in gran parte da caccia. In seguito, un raduno di terrier risalente al 1886 si sviluppò nel corso degli anni per diventare, nel 1891, il Crufts, il più grande appuntamento internazionale che ha luogo ogni anno nel Regno Unito, ancora oggi considerato la patria della cinofilia moderna. È qui che sono stati codificati gli standard di razza, istituiti i libri genealogici e sviluppate le esposizioni canine. Da principio, questi eventi erano finalizzati al riconoscimento delle razze e, in un secondo momento, diventeranno le occasioni per selezionare i migliori riproduttori.

Quando arriva in Italia questo tipo di manifestazioni?

cucciolo di bracco italiano

Nel 1882 un gruppo di “gentiluomini” dediti alla caccia fondò il Kennel Club Italiano. Il primo cane registrato fu proprio un bracco italiano, Falco. Già nel 1904 i cani registrati annualmente erano più di 1000. Quindi è un mondo che cresce nel Regno Unito, in Italia e in tanti altri Paesi perché esiste l’esigenza di catalogare le razze. È necessaria una precisazione: le razze, solitamente, non sono selezionate per scelta di una sola persona, ma per delle precise finalità, ad esempio per la caccia — come abbiamo già accennato —, per la difesa e così via. Spetta poi agli enti cinofili nazionali valorizzare e promuovere le singole razze nei propri territori. Oggi il loro numero continua a crescere e ce ne sono tantissime in tutto il mondo che non sono state ancora riconosciute, per lo più in paesi in via di sviluppo. Le severe procedure di riconoscimento sono regolamentate dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI – Fédération Cynologique Internationale).

Abbiamo parlato di libro genealogico. Di cosa si tratta?

Il libro genealogico è il punto di partenza di tutto il sistema di selezione. Si tratta di un registro ufficiale in cui vengono annotati i genitori di ogni soggetto e, generazione dopo generazione, si costruisce la storia genealogica che certifica l’appartenenza di un cane a una determinata razza.

Da questa base si sviluppa il lavoro di selezione. Ogni razza è, infatti, descritta da uno standard, cioè da un modello di riferimento che ne definisce le caratteristiche e che può essere aggiornato nel tempo alla luce delle nuove conoscenze. Le esposizioni canine nascono proprio come prove di selezione morfologica: attraverso il giudizio di un esperto si valuta quanto un soggetto si avvicini allo standard. In altre parole, lo standard definisce il modello, mentre l’esposizione verifica la conformità del cane a quel modello. Il libro genealogico è un documento ufficiale la cui gestione è regolata da direttive europee e rientra nelle competenze dello Stato. Come avviene per tutte le razze animali impiegate nella zootecnia, i libri genealogici sono affidati a uno o più enti riconosciuti dal Ministero — in Italia è l’ENCI — che operano secondo procedure e disciplinari specifici. Nel caso delle razze canine, i singoli libri genealogici vengono inoltre riconosciuti a livello internazionale dall’FCI, anche se non tutti i Paesi aderiscono a questa organizzazione.

Chi partecipa alle gare e come funzionano?

Partecipa colui che ha un cane registrato in un libro genealogico italiano o estero. La gara è divisa in razze, questa categoria è poi divisa in maschi e femmine, che a loro volta comprendono ulteriori sottoclassi come giovani, campioni, veterani e così via. Per ogni categoria è previsto un premio. In un secondo momento i vincitori delle diverse razze gareggiano all’interno di categorie legate ai 10 raggruppamenti dell’FCI (https://www.enci.it/libro-genealogico/razze ) e, di seguito, i vincitori competono per il posto di migliore dell’esposizione.

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

Le esposizioni canine sono attività in crescita o in calo?

Le manifestazioni possono essere internazionali, nazionali, regionali e poi ci sono i raduni di razza. In Italia, nel 2025, ci sono state in tutto 603 manifestazioni di questo tipo. Gli eventi nel corso del tempo sono aumentati, mentre la partecipazione degli iscritti in realtà sta diminuendo: queste accade perché sono troppe in tempi di calo continuo d’interesse verso il cane di razza. Di conseguenza sono assegnati troppi titoli e c’è una perdita della funzione primaria dell’esposizione stessa, che è sempre stata quella di prova di selezione morfologica, cioè finalizzata a individuare i migliori potenziali riproduttori. In parole più semplici, si potrebbe dire che in questo modo abbiamo come risultato che ci sono troppi campioni, disorientando chi deve decidere come impiegarli.

Come sono cambiate le esposizioni nel corso del tempo?

Fino a una quindicina d’anni fa, le manifestazioni internazionali erano poche: in Italia quelle internazionali erano intorno alle 20-25 e vi partecipavano circa 2000 cani per evento. Questo creava competizione vera e il cane che vinceva era un potenziale riproduttore, sempre solo dal punto di vista morfologico. Un tempo questi erano luoghi in cui gli allevatori andavano per selezionare i propri cani a fini riproduttivi, negli ultimi anni prevale più l’aspetto dello spettacolo rispetto alla parte più tecnica riguardante la razza. Tra i partecipanti sono aumentati i singoli proprietari perché sono aumentate le possibilità di tornare a casa con un premio o una coccarda. Per quanto riguarda gli allevatori, invece, nessuno è in grado di sostenere le attuali circa 80 esposizioni internazionali annuali (un record mondiale, nessun’altra nazione ha numeri così alti).

Per questo si è affermata la figura dell’handler, del conduttore, il quale si presenta con anche con 10-15 cani di singoli allevatori o proprietari.


Bisogna aggiungere che l’Italia, in questo ambito, è ferma in confronto ad altri modelli europei di selezione delle razze canine. Lo scopo degli enti cinofili nazionali è la selezione e il miglioramento delle razze e il solo esame del fenotipo, ossia dell’aspetto del cane, della sua morfologia, del rispetto dello standard, senza altre informazioni, è insufficiente. Siamo arrivati al punto in cui chi compra un cane da un allevamento afferma che non gli importa il pedigree perché non partecipa alle esposizioni. Il pedigree non è più un certificato di qualità, non ha più un valore aggiunto che assicura che un cane di razza è selezionato, più sano e ha determinate caratteristiche caratteriali fissate. Spesso si sente dire “Non mi interessa il pedigree non vado alle gare”. In realtà, in molti casi, è solo un semplice documento anagrafico. In altri Paesi per ottenere il pedigree, ossia il certificato di iscrizione al Libro genealogico, è necessario depositare il profilo genetico del cane [diverso dal campione di DNA per la verifica parentale, N.d.R.], o certificati sanitari obbligatori, ad esempio per evitare problemi gravi come la displasia dell’anca. Oltre alle prove morfologiche, quindi, servirebbero anche dei controlli sanitari obbligatori.

La cinofilia si è trasformata sotto molti aspetti. Quale significato assumono attualmente le esposizioni?

Per dare un nuovo significato alle esposizioni e garantire un maggiore benessere dei cani, si dovrebbero ridurre — tornando a numeri più bassi — soprattutto le manifestazioni internazionali, accompagnate però da maggiori controlli di carattere genetico e sanitario. Non ci interessa avere cani morfologicamente corretti se poi sono portatori di malattie anche gravi. Il vero nodo della discussione è questo: maggiori sono le regole stabilite per la riproduzione dei cani di razza, più si espande il mercato parallelo dei simil-razza, questo anche per la carenza di controlli. Gli enti cinofili devono agire con più coraggio per la salute dei riproduttori in un’ottica di promozione di una cultura cinofila più attenta e moderna, senza temere di scontentare i tesserati. Nel medio periodo sarà una strategia vincente.
Quando ci saranno meno eventi, emergerà una maggiore qualità dei soggetti presentati in esposizione, quando le competizioni non saranno prevalentemente finalizzate allo spettacolo, allora le esposizioni potranno recuperare un ruolo davvero significativo e tornare allo scopo primario previsto dai regolamenti ministeriali: prove di selezione morfologica finalizzate al miglioramento dell’allevamento.

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Alessia Colaianni

Dottoressa di ricerca in Geomorfologia e Dinamica ambientale, sono poi approdata sulle rive della comunicazione e divulgazione scientifica. Sono diventata giornalista e, un articolo dopo l’altro, mi sono ritrovata a raccontare le storie di animali umani e non umani e dell’ambiente in cui vivono. Sul mio cammino ho incontrato lo sguardo di molti cani e questo mi ha convinta a suonare ai cancelli di Dogsportal per poter curiosare nella loro storia e nel loro comportamento insieme a voi.

Alessia Colaianni ha 69 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Alessia Colaianni

Partecipa e incontra gli esperti!

🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy