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La storia del Crufts! L’expò più prestigiosa del mondo

Puntuale come sempre, nel mese di marzo si è svolto a Brimingham il Crufts, sicuramente una delle manifestazioni più prestigiose e ricche di storia nel mondo cinofilo.

L’esposizione deve il nome a Charles Cruft, organizzatore di expo britannico, che nel 1891 mise in piedi il “Cruft’s Greatest Dog Show” alla Royal Agricultural Hall di Islington con 2.437 partecipanti di 36 razze diverse. 

È del 1928 la prima edizione che mette in palio il titolo di Best in Show che andò, per la cronaca, al Greyhound Primley Sceptre. Da allora, il Crufts si svolge ininterrottamente fino a oggi, fatta eccezione le pause per eventi bellici (dal 1918 al 1920 per la Prima Guerra Mondiale e dal 1941 al 1947 per la seconda), indisponibilità delle maestranze (nel 1954, per uno sciopero degli elettricisti) e per motivi sanitari (2021, epidemia di Covid).

Dal 1928 si sono succeduti sul gradino più alto del podio ben 86 vincitori del Best in Show, appartenenti a 46 razze diverse; il Cocker Spaniel è la razza che ha ottenuto più BIS (7), seguito, con 4 vittorie ciascuno, da Setter Irlandese, Barbone Standard, Welsh Terrier e Whippet.

Due le vittorie di cani italiani: nel 1986 con l’Airedale Terrier Ginger Christmas Carol (Emma) e nel 2025 con il Whippet Una Donna Che Conta (Miuccia), mentre nel 2023 è satauna razza italiana, il Lagotto Romagnolo, a trionfare, “interpretata” da Kan Trace Very Cheeky Chic.

Pochi i cani che sono riusciti a vincere due volte: i Cocker Spaniel Luckystar of Ware (1930 e 1931), Exquisite Model of Ware (1938 e 1939) e Tracey Witch of Ware (1948 e 1950) e il Labrador Retriever Bramshaw Bob (1932 e 1933).

Le tappe fondamentali

Nel 1974 il Cruft’s cambia nome e diventa Crufts, senza apostrofo, mentre nel 1979 la mostra si sposta, per far fronte al crescente numero di partecipanti, dall’Olympia all’Earls Court Exhibition Centre, infine nel 1991, l’anno del centenario, si cambia addirittura città, non più Londra ma Birmingham, presso il National Exhibition Centre.

Al di là degli aspetti prettamente logistici e cinotecnici, una svolta epocale nella storia del Crufts avviene nel 2012: il Kennel Club introduce i controlli veterinari che vengono effettuati ai cani vincitori di categoria appartenenti a 15 razze canine (Basset Hound, Bloodhound, Bulldog, Chow Chow, Clumber Spaniel, Dogue de Bordeaux, Pastore Tedesco, Mastiff, Mastino Napoletano, Pechinese, Shar Pei, Sanbernardo, Bouledogue Francese, Carlino e Chinese Crested Dog), arrivando ad eliminare alcuni esemplari dopo il riscontro di problemi oculari, dermatologici, respiratori e di movimento.

Il benessere del cane, finalmente, ha la priorità sullo show.

Crufts 2026: il Best in Show a un Clumber Spaniel

L’edizione di quest’anno, con oltre 18.000 iscritti, si è svolta dal 5 all’8 marzo e ha visto assegnare il Best in Show al Clumber Spaniel Vanitonia Solista (Bruin), un esemplare di 4 anni, mentre la riserva di BIS è andata al Basset Griffon Vendeen Black Majesty Some Way.Nella storia del Crufts solo un altro Clumber aveva ottenuto il Bis, Raycrofts Socialite nel 1991.

Un po’ di colori italiani ci sono stati nel gruppo del Terrier: il 3° BOG è andato all’Irish Terrier Taggiasca, allevato dall’americana Anna Tureen, titolare dell’allevamento Tuscan Red, che ha sede a Reggello, nel fiorentino.

Per quanto riguarda le razze di casa nostra, si sono distinti il Maltese e il Piccolo Levriero Italiano, rispettivamente 3° e 4° nel Toy Group.

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Ad Asha l’Hero Dog Winner 2026

Da qualche anno, accanto ai campioni di bellezza, vengono premiati anche i campioni di fedeltà, conforto e lealtà: quest’anno il premio Hero Dog Award 2026 è stato assegnato ad Asha, una Staffordshire Bull Terrier di otto anni che è entrata nel cuore di tutti.

Asha è la migliore amica di Logan Dagnall, un diciassettenne affetto da paralisi cerebrale e malattia mitocondriale, costretto a vivere la sua vita su una sedia a rotelle e bisognoso di assistenza H24. Asha è sempre accanto a lui, dorme ai piedi del suo letto, gli sta vicino ogni giorno, soprattutto nei momenti più difficili. La sua presenza è diventata indispensabile ed è inutile dire che per Logan e la sua famiglia Asha sia ben più di un semplice cane: lei è ormaiun membro della famiglia, capace di dare a Logan conforto, amore, assistenza, compagnia e supporto costante. In poche parole, un vero hero dog!

Clumber Spaniel, uno spaniel … francese

Vediamo di scoprire un po’ di più sulla razza del vincitore. Sicuramente il Clumber Spaniel non è un cane molto diffuso e conosciuto nel nostro Paese (0 cani iscritti nel 2020, 2022, 2 nel 2021, 3 nel 2023 e 9 nel 2024) ma non lo è nemmeno in Gran Bretagna, dal momento che da diversi anni fa parte delle Vulnerable Breeds, ovvero razze che in un anno registrano meno di 300 iscrizioni. 

Con quell’occhio infossato dall’espressione pensierosa, il tartufo carnicino (o addirittura rosso ciliegia), l’andatura tipica tendente al rollio, il colore bianco e la costruzione massiccia, è sicuramente il più aristocratico della famiglia spaniel, anche se sarebbe inglese al 100%. 

Secondo alcuni, infatti, sarebbe stato creato nell’allevamento del duca di Noailles nel XIX secolo, affermandosi subito come cane da riporto e, in muta, come battitore. Allo scoppio della Rivoluzione Francese il duca trasferì tutti i cani in Gran Bretagna, nel Nottinghamshire, presso la residenza dei duchi di Newcalstle, a Clumber Park (da cui il nome). Qui il Clumber, oltre al nome, trovò una seconda patria, anche perché nel frattempo il duca di Noailles rimase ucciso durante la Rivoluzione e i suoi cani restarono definitivamente in Inghilterra, allevati per la caccia e il lavoro dal guardiacaccia del duca di Newcastle, William Mansell. 

Sicuramente in Inghilterra il Clumber ha trovato molti estimatori tra la nobiltà, dal principe Alberto a Edoardo VII a Giorgio V. 

Le sue doti non si limitano all’aspetto esteriore: il Clumber è infatti dotato di grande passione venatoria, ottimo olfatto e grande resistenza.

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Lorena Quarta

Da sempre appassionata di cani, ha un’esperienza ultra trentennale nel mondo del giornalismo cinofilo in cui si è occupata di ogni settore, dal mondo dell’allevamento a quello dell’agonismo, dagli aspetti caratteriali e comportamentali del cane al suo impiego sportivo e in campo sociale. Ha collaborato con le più importanti riviste del settore e pubblicato cinque libri di argomento cinofilo: "Fido e Dintorni", "Il dizionario della cinofilia", "Il rottweiler", "Il Pinscher" e "La terza vita di Jasmine", la storia della sua cagnolina anziana adottata in un canile, scritto per sostenere la sezione ENPA in cui è dal 2011 volontaria e dove si occupa dell’ufficio stampa e del Progetto Famiglia a Distanza.

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