Premio Fedeltà del Cane 2026, la 65ª edizione a San Rocco di Camogli
Il 16 agosto tornano i riconoscimenti nati nel 1962 nel borgo del Parco di Portofino, tra cani da soccorso, cani allerta diabete, unità cinofile istituzionali e storie di adozione
Ci sono manifestazioni che raccontano il legame tra le persone e i cani meglio di qualsiasi campagna, e il Premio internazionale Fedeltà del Cane è una di queste. Il 16 agosto 2026, giorno di San Rocco, il borgo di San Rocco di Camogli ospita la 65ª edizione, organizzata dall’Associazione Valorizzazione Turistica di San Rocco di Camogli APS con il patrocinio e il contributo del Comune di Camogli e della Regione Liguria, e con la collaborazione della Pro Loco Camogli e del Parco di Portofino.
L’idea nacque nel 1962 da un cane vero, Pucci, abbandonato e arrivato in questo paese a picco sul mare, che per oltre dieci anni accompagnò ogni mattina i bambini delle scuole elementari dal piazzale della chiesa fino a scuola, li aspettava alla ricreazione, metteva da parte un pezzo di merenda per la sera e li riaccompagnava al termine delle lezioni. Giacinto Crescini ebbe l’intuizione di trasformare quella storia in un riconoscimento e, insieme all’allora parroco don Carlo Giacobbe, la legò alla festa patronale. La scelta non fu casuale, perché San Rocco è il protettore dei cani: la tradizione racconta che, colpito dalla peste e abbandonato da tutti, il santo fu aiutato ogni giorno da un cane che gli portava un pezzo di pane, ed è così che viene raffigurato nelle immagini sacre.
Da premio regionale a nazionale, poi internazionale, la manifestazione ha attraversato sessantacinque edizioni mantenendo un principio che vale la pena sottolineare: non esiste una classifica. La giuria sceglie la storia più singolare e proclama un vincitore che resta comunque primus inter pares, perché il premio è uguale per tutti i premiati. Dal 1966 accanto ai premi fedeltà sono stati istituiti i premi bontà, destinati a chi si è distinto per atti di generosità verso i cani, mentre nel 1981, per la XX edizione, nella piazza davanti alla chiesa è stato eretto il monumento dedicato al cane. Dal 2015, durante la Santa Messa, viene benedetto e poi offerto ai fedeli il pane di San Rocco proveniente da Sarmato, in provincia di Piacenza, dove si trova la grotta in cui il santo trovò rifugio e dove, secondo la tradizione, un cane di nome Reste gli portava il pane sottratto dal castello di Gottardo Pallastrelli: un legame che i rispettivi sindaci hanno suggellato con un documento di amicizia tra i due Comuni.
Il programma della giornata
L’apertura è affidata agli allievi dei Corsi di Musica del GPM di Camogli. Testimonial dell’edizione 2026 è il Vicebrigadiere Briciola, mascotte della Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, mentre lo spazio dimostrativo vede protagonista la Dog Dance di Lisa e Daisy, accanto alle mascotte di casa Playa, Polly e Spugna e alla tradizionale esibizione cinofila curata dal Comandante Aldo Taietti, istruttore per i Corpi Sanitari Internazionali. Prima della benedizione dei cani viene letta dal palco la Preghiera del cane di Piero Scanziani, un testo che accompagna la cerimonia da decenni e che ogni anno ottiene lo stesso silenzio. L’opuscolo e la narrazione delle storie sono a cura di Sonia Gentoso.
Premi fedeltà italiani
Cloè, Eevee, Google, Happy e Lana, il progetto Gimme Five! al Gaslini

Il primo riconoscimento va a Cloè, Eevee, Google, Happy e Lana, rispettivamente golden retriever di 12 e 4 anni, jack russell terrier di 7 anni e golden retriever di 7 e 3 anni, i cani impiegati nel progetto Gimme Five! – Qua la zampa, ideato e realizzato dalla Fondazione Il Porto dei piccoli e rivolto dal 2016 ai bambini ricoverati all’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Si tratta di Interventi Assistiti con gli Animali che oggi coinvolgono in modo continuativo diciannove Unità Operative, con oltre quattromila bambini incontrati nell’ultimo anno.
L’attività è calibrata sui singoli reparti: in Terapia Intensiva e Rianimazione si lavora sulla mobilizzazione precoce dopo il risveglio, sulla riduzione di ansia e paura e sulla diminuzione della frequenza cardiaca e del dolore percepito; in Neuropsichiatria Infantile il lavoro è di gruppo, con la terapista della riabilitazione, sull’empatia e sulla comunicazione verbale e non verbale; il Centro Prelievi utilizza la presenza del cane per il rilassamento e la compliance dall’inizio alla fine della procedura, mentre in Odontoiatria Eevee accompagna i bambini dalla sala d’attesa alla poltrona del dentista.
Happy, la prima rientrata operativa dopo il Covid, è un cane pacato, l’incontro giusto per i bimbi che hanno paura dei cani, e ogni giovedì con la coadiutrice Marta Pascucci entra in Emato-Oncologia. Cloè, la più esperta, con la coadiutrice Raffaella Tamagnone porta in Neuropsichiatria la caratteristica di non lasciare indietro nessuno. Lana, la più giovane, offre uno stimolo potente ai ragazzi che si stanno risvegliando da anestesie o sedazioni, permettendo i primi movimenti in modo meno doloroso. Google, ultimo arrivato, arriva al lavoro in moto con gli occhiali da sole e si esprime al cento per cento nella palestra di Riabilitazione, con la coadiutrice Viviana Russo. A questa storia sono collegati anche due premi bontà, a Il Porto dei piccoli e all’Istituto Giannina Gaslini insieme alla Fondazione Gaslininsieme ETS, che dal 2026 cofinanzia il progetto.
Dea, la pitbull che ha interrotto una crisi respiratoria
Dea, pitbull di 3 anni, ha interrotto una crisi respiratoria saltando sul letto della sua umana di riferimento. Nata a Bagheria e abbandonata da cucciola, finì insieme al fratellino Eros nel mirino di una baby gang: lui torturato e quasi seppellito vivo, lei in fuga. Recuperati dal canile di Palermo, i due arrivarono in Friuli Venezia Giulia grazie all’associazione Animal Pride Defending Fvg e furono adottati dopo un percorso di inserimento. Una notte Elisabetta ebbe un grave episodio di apnea notturna e il suo corpo era in preda a una paralisi da panico; Dea le saltò addosso e continuò a scuoterla con le zampe fino a sbloccarle la respirazione. Come sottolinea Patrizia Munarin, presidente dell’associazione, i pitbull vengono ancora dipinti come mostri, mentre trattati correttamente sono animali capaci di grande intelligenza e di affetto. Il premio va a Elisabetta Gabas, di San Canzian d’Isonzo (Gorizia).
Full, il pastore tedesco che ha svegliato Claudio durante l’incendio

Full, pastore tedesco di 7 anni, arrivò nella vita di Claudio e Daniela dopo la perdita dell’amato Jamir, quando un uomo di novant’anni fu costretto a lasciarlo per motivi di salute. Lo scorso gennaio, mentre Daniela era in ospedale dalla nipotina e Claudio riposava, Full ha intuito che qualcosa non andava, è salito sul letto ed è riuscito a svegliarlo: il fumo stava invadendo la camera e nell’ingresso si erano incendiate le canne del soffitto e le perline di legno. Claudio è stato portato al pronto soccorso e dimesso in serata, e nel soffitto resta ancora il buco da cui si vede il tetto rifatto da poco. Premiati Daniela Torre e Claudio Barabino, di Ceranesi (Genova).
Gea, il cane allerta diabete di Anitya

Gea, jack russell di 5 anni, è il cane allerta diabete di Anitya, bimba di 5 anni cui la patologia è stata diagnosticata a soli dieci mesi, con un esordio così violento da richiedere la terapia intensiva. La famiglia si è affidata a Progetto Serena e a Roberto Zampieri, che ha scelto Gea e ha avviato l’addestramento preliminare mentre la bambina era ancora ricoverata. Oggi Gea percepisce le crisi imminenti e le segnala tempestivamente, anche di notte, quando il sensore non basta a svegliare i genitori. Progetto Serena, nato nel 2013, ha formulato per primo in Italia un protocollo dedicato ai cani allerta diabete, con il sostegno di AILD e dei Lions Club. Premiati Chiara Borgato e Michele Lazzarin con Anitya, di Rovigo, e Roberto Zampieri, di Verona. Nello stesso ambito sono presentati due cani genovesi in formazione: Ael, golden retriever di 8 mesi, con Alessia di 12 anni (famiglia Streghi, Sori), e Sugar, golden retriever di 14 mesi, con Daniel di 8 anni (famiglia Mulaj De Lucchi, Genova).
Il Gruppo Cinofilo della Croce Rossa Italiana, Comitato di Piacenza

Il Gruppo viene premiato con Ary, Athena, Eva, Girou, Houdini, Jolie, Nike, Orazio e Stella. Nato nel 2003 dall’intuizione di Paolo Corbellini, è entrato a pieno titolo nei Soccorsi Speciali della Croce Rossa Italiana e opera oggi sotto la direzione di Eleonora Palumbo, con sette binomi abilitati alla ricerca su macerie e sei alla ricerca in superficie. Accanto al soccorso si è sviluppata l’ACAS, Attività Cinofila per l’Assistenza Sociale, con quattordici binomi abilitati sotto il coordinamento di Vittorio Gatti, attiva in scuole, asili, case di riposo, reparti ospedalieri, centri residenziali riabilitativi e centri diurni, oltre che in un progetto regionale a favore di ragazzi con autismo e nel percorso “Imparare insegnando”, che mette ragazzi con difficoltà di apprendimento nella condizione di insegnare ai cani. Ritirano Simona Alberoni con Nike, Giacomo Arselli con Orazio, Licia Beretta con Athena, Luisa Bisagni con Ary ed Eva, Francesco Cagni con Houdini, Vittorio Gatti con Stella, Davide Gualazzi con Girou e Camilla Perini con Jolie, insieme a Giuseppe Colla, presidente del Comitato provinciale.
Joy, la labrador che ha anticipato una diagnosi

Joy, labrador di 2 anni, ha insistito per settimane premendo il muso sempre nello stesso punto del ventre di Barbara. Quel comportamento insolito ha spinto la famiglia ad approfondire con esami specifici, ed è così che è arrivata la diagnosi di tumore al pancreas. Dopo l’intervento e durante la chemioterapia, grazie alle richieste di Barbara e del marito Antonio e alla sensibilità dell’équipe medica dell’Ospedale Cà Foncello di Treviso, è stato individuato uno spazio per permettere l’incontro tra Barbara e Joy. Da lì è nato il progetto sperimentale “Compagnia che cura” dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, avviato nell’Oncologia di Montebelluna, che per la prima volta in Veneto consente ai pazienti oncologici di avere accanto il proprio animale domestico durante le sedute di chemioterapia. Premiata Barbara Guerra, con Antonio Scalise e Valeria Vezzaro, di Bavaria di Nervesa (Treviso).
Kimo, pastore tedesco della Guardia di Finanza

Kimo, pastore tedesco di 5 anni, è Ausiliare cinofilo specializzato antidroga presso la Squadra Cinofili del Gruppo della Guardia di Finanza di Savona. Grazie anche al suo fiuto sono stati recentemente sequestrati oltre 300 chili di cocaina purissima al Porto di Vado Ligure, e viene impiegato con continuità negli istituti di istruzione primaria del comprensorio per la sua indole e la capacità di interazione con i bambini. Ritira il premio il conduttore, Brigadiere Cristian Nardone, accompagnato dall’Istruttore Cinofilo Luogotenente Corrado Di Pietro.
Leo, George e Cierzo, i cani allerta diabete e la storia di Salvatore

Leo, barboncino di quasi 3 anni, e George, jack russell di quasi 5 anni, sono i cani allerta diabete formati a Foggia dall’istruttore Rodolfo Messina nell’ambito di Progetto Serena. Dietro di loro c’è la storia di Cierzo, beagle di 7 anni già premiato nel 2023, che ha salvato la vita a Serena da gravi crisi ipoglicemiche e ha vegliato su di lei per altri sette mesi, fino al trapianto di pancreas arrivato nella notte del 14 ottobre 2023. Quel pancreas era di Salvatore Bocale, diciassettenne che aveva condiviso con la famiglia il desiderio di diventare donatore: la donazione dei suoi organi ha salvato sei vite. Una volta guarita, Serena ha incontrato i genitori del donatore, e da quell’incontro è nata l’idea di portare a Foggia il progetto in onore di Salvatore. Premiati Loredano e Libera Bocale con i figli Maya e Michael (Cagnano Varano, Foggia), Serena Pellegrini con Cierzo (Millesimo, Savona), Roberto Zampieri, Rodolfo Messina, le famiglie Capobianco con Leo e Cecere con George.
Zekkin, cane antiesplosivo della Polizia di Stato

Zekkin, labrador di 8 anni, è cane antiesplosivo della Polizia di Stato di Genova e rappresenta il lavoro spesso silenzioso delle unità ATF nelle bonifiche durante manifestazioni ed eventi. Alla capacità operativa si aggiunge una storia di solidarietà: Zekkin ha aiutato e continua a supportare Marley, suo predecessore, cane antiesplosivo di undici anni riformato in anticipo perché affetto da cecità degenerativa irreversibile. I due, in gestione al Vice Sovrintendente Cristiano Lorenzetti, hanno subito socializzato e condividono tempo e attività extra lavorative. Il premio viene ritirato dal conduttore insieme all’Ispettore Laura Emilia Bisio.
Premi fedeltà esteri
Asha, staffordshire bull terrier di 8 anni, non è un cane da assistenza, eppure è la perfect nanny dog di Logan Dagnall, 17 anni, affetto da paralisi cerebrale, malattia mitocondriale ed epilessia, che vive sulla sedia a rotelle e necessita di assistenza ventiquattro ore su ventiquattro. Asha lo accompagna dal risveglio al momento di andare a dormire, lo aspetta dopo la scuola, gli sta vicino durante le visite in ospedale e le procedure mediche; se qualcosa non va corre dalla mamma di Logan abbaiando e poi torna da lui. Di notte si sistema da sola ai piedi del suo letto e resta fino al mattino. Nessuno le ha insegnato nulla di tutto questo: l’ha deciso lei. Premiati Logan e Donna Dagnall, di Carmarthen, Galles, Regno Unito.

È una storia che i lettori di Dogsportal conoscono già, perché ne abbiamo scritto lo scorso marzo quando Asha ha vinto l’Hero Dog Award di Crufts 2026, e ritrovarla oggi sul palco di Camogli ci dice che la lettura di quel legame come scelta reciproca, e non come fedeltà dovuta, ha attraversato i confini.
Premi bontà
I riconoscimenti vanno alla Fondazione Il Porto dei piccoli ETS, nata nel 2005 dall’idea della direttrice generale e fondatrice Gloria Camurati Leonardi, per le attività a supporto dei bambini ricoverati e in particolare per Gimme Five! – Qua la zampa; all’Istituto Giannina Gaslini e alla Fondazione Gaslininsieme ETS per il sostegno al progetto.
Sergio Maddalena, già Comandante della Guardia Costiera di Sestri Levante, viene premiato per il soccorso in mare della cagnolina Joy, meticcia di 7 anni fuggita lo scorso febbraio da una frazione del Comune di Ne, in Val Graveglia, e ritrovata dopo diciassette giorni di vagabondaggio nell’entroterra del Tigullio. Spaventata dai rumori del traffico, Joy era finita in mare e nuotava esausta vicino alla barriera frangiflutti; il recupero è stato complesso e si è concluso con l’issata a bordo del gommone da parte del Comandante, mentre il microchip ha permesso di rintracciare la famiglia. A questo si aggiungono il salvataggio di un capriolo nella Baia delle Favole, l’adesione alla Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento con esercitazione dei cani da salvataggio nella Baia del Silenzio e la tutela di un nido di tartarughe Caretta caretta sulla spiaggia di Sant’Anna, che tra giugno e agosto 2025 ha visto la nascita di 82 esemplari. Premiati il Luogotenente Sergio Maddalena e, con il cane Joy, Alfredo Mazzoni di Ne (Genova).

Romualdo Maiorino Balducci viene premiato per aver adottato Ciro, il meticcio randagio di tutta Cava de’ Tirreni, diventato mascotte dell’Hotel Victoria Maiorino e simbolo di accoglienza. Ciro usciva ogni mattina per salutare i bambini davanti alle scuole e le persone alla posta, si fermava dal panificio o dalla macelleria e rientrava in albergo per riposare, in attesa di riuscire verso sera lungo le strade della cittadina. “Credo che Ciro, per il suo spirito libero e per le sue abitudini, poteva vivere solo in albergo”, racconta Romualdo, spiegando che c’era sempre il portiere di turno ad aprirgli la porta e che accoglierlo e curarlo per oltre dieci anni gli è sembrata una cosa normale, naturale e anche bella.
Caterina Uccheddu è premiata come anima dell’associazione Amici degli Animali Odv, Rifugio di Gonnosfanadiga, attiva dal 2006 in località Salaponi, in provincia di Cagliari, dove vengono accuditi circa centottanta cani. Il rifugio si autofinanzia con quote associative, donazioni private e 5 x 1000, destinando i fondi alle sterilizzazioni dei randagi, all’assistenza agli animali feriti e alla gestione della struttura. Con Caterina lavorano la figlia Valeria e le “Tate”, con turni che iniziano alle sei del mattino e finiscono la sera, tutti i giorni. Tutti i cani del rifugio hanno un nome, che è il primo passo per restituire loro una dignità che dovrebbe essere scontata e spesso non lo è.
Premio in memoria e menzioni speciali
Il Premio in Memoria è dedicato a Salvatore Bocale, per la generosità che ha trovato compimento nella scelta della famiglia di donare i suoi organi, salvando sei vite, e che oggi prosegue nella formazione di due cani allerta diabete nel territorio foggiano. Sarà conferito a Libera e Loredano Bocale con i figli Maya e Michael.

Le menzioni speciali ricordano Ciro, il meticcio di Cava de’ Tirreni, cui Rita Muscardin ha dedicato la poesia “E tu resti per sempre”, pubblicata nell’opuscolo dell’edizione. Vengono ricordati inoltre Maya, premiata nel 2019 tra le unità cinofile intervenute al ponte Morandi, del Nucleo Cinofilo dei Vigili del Fuoco della Toscana, compagna inseparabile dell’Ispettore Benedetto Catania, impiegata nei terremoti di Amatrice e Norcia e nella tragedia dell’Hotel Rigopiano; Nagut, pastore tedesco nero antidroga della Squadra Cinofili della Questura di Genova, premiato nel 2022 e guidato dalla conduttrice Tiziana; Ombra, il cui nome completo era “Cold December Night”, formata alla Scuola Nazionale Cinofila dei Vigili del Fuoco di Volpiano, operativa da febbraio 2018 e tra le prime due unità cinofile fuori Liguria ad arrivare al ponte Morandi, congedata con cerimonia ufficiale per Santa Barbara 2025 e ricordata da Ilio Donnini; Tea, labrador del Nucleo Cinofilo Veneto dei Vigili del Fuoco, mancata a 9 anni dopo oltre duecento interventi di ricerca a fianco di Simone Rosso, che oggi prosegue con il giovane golden retriever Naspo; Zoe, che aveva appena due anni il 14 agosto 2018 e si ferì a una zampa durante le ricerche tra i cumuli di cemento armato del Morandi senza per questo interrompere la sua missione, ricordata da Rocco Tufarelli, responsabile operativo del Nucleo Cinofilo Regionale Liguria dei Vigili del Fuoco.

Nell’opuscolo trova spazio anche il testo in genovese “I gatti de San Nichioso” di Benedetto Mortola, con traduzione italiana a fronte, il cui ricordo resta custodito nella memoria di quanti lo hanno conosciuto.
Il concorso “Un cane per amico”
Per il ventesimo anno consecutivo, grazie alla collaborazione del Comune di Camogli, è stato bandito il concorso riservato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado della Città Metropolitana di Genova e dell’Istituto Comprensivo “A. Casaroli” di Castel San Giovanni, che comprende anche le scuole di Sarmato. Il primo premio è dedicato alla memoria di Alberto Horak, giovane medico sarmatese che amava immensamente gli animali.
La giuria, composta da Patrizia Bertolotto, Titti Schellembrid e Alfio Rabeschi, ha assegnato i primi premi a pari merito a Carolina Masciulli (Seconda B, Camogli) e a Emanuele Russo (Terza B, Camogli); i secondi a Silvia Bozzo (Quarta A, Camogli) e Alba Rossi (Terza B, Camogli); i terzi a Marlene Chiri (Quarta A, Camogli) e Bianca Rabeschi (Seconda E, Castel San Giovanni). Menzioni speciali per i disegni alla Classe Seconda C di Recco, con i lavori di Eva Bottazzi, Matilde Ferro e Alexander Peri Munoz, alla Classe Prima C di Nozarego Basso e a Gianluca Chiesa. Per i componimenti la menzione va all’intero Laboratorio di Scrittura Creativa delle classi Prima A, Seconda A e Terza A di Busalla, con i testi di Giulia Caruso, Ivan Xie, Adele Montaldo, Hadil Ben Hassine e Roberta Andrea Polgrossi. La giuria e l’Associazione ricordano con affetto Giovanna Cerruti Schiaffino.
I sostegni che rendono possibile il Premio
L’Associazione Valorizzazione Turistica di San Rocco di Camogli APS ringrazia il Comune di Camogli e la Regione Liguria, le autorità presenti, la Parrocchia, i protagonisti della manifestazione, il pubblico, i cronisti e i fotografi, i Sanrocchini e quanti hanno curato la pesca di beneficenza (in particolare Miriam, Laila, Simonetta, Simona e i ragazzi), la Pro Loco Camogli per gli stand gastronomici, Filippo Braghieri di Sarmato per il pane benedetto e il vino, Barbara Schiaffino direttore della rivista Andersen insieme a Patrizia Bertolotto e Titti Shellembrid, Chiara Bisso e Cecilia Masciulli per la documentazione video-fotografica, Chiara Bozzo e Francesca Brignole per l’accoglienza dei premiati, Stephen Julius per il collegamento con il premiato “fedeltà esteri”, Enrica Esposito e Giorgio Boni per la cerimonia di premiazione, il Comandante Aldo Taietti per l’esibizione cinofila, e ancora Paola Pennecchi, Susanna De Vito, Antonella Gallini, Angelo Nicolin e Danilo Giovanni Marini per il sostegno dato. Un ringraziamento particolare va a Piergiuseppe Horak e Roberta Gatti in Horak per la continuità della loro vicinanza nel ricordo del figlio Alberto.
Un riconoscimento specifico spetta a Banca di Piacenza e ad Almo Nature-Fondazione Capellino, quindi a CTO Veterinario, Waldkorn Cereali Antichi, Fratelli Picasso, Remax Family-Team Golfo Paradiso, Bozzo Manlio 1982, linee traghetti Golfo Paradiso, Demonangel Stylist e a tutte le altre realtà che hanno contribuito, oltre al Gruppo Alpini Recco Golfo Paradiso per la collaborazione. Senza questi sostegni un evento gratuito e aperto a tutti come il Premio Fedeltà del Cane semplicemente non esisterebbe, e ci sembra giusto dirlo apertamente.
Perché seguiamo questo Premio da sempre
Dogsportal segue il Premio internazionale Fedeltà del Cane da moltissimi anni, con la costanza di chi non lo considera un appuntamento estivo da coprire ma un pezzo di cultura cinofila italiana da raccontare. Nel 2025 abbiamo avuto l’onore di ricevere un Premio Bontà, riconoscimento che abbiamo dedicato al nostro caporedattore a quattro zampe, Poldo, e che conserviamo con la gratitudine di chi sa quanto pesi essere riconosciuti da una comunità che di cani si occupa da sessantacinque anni.

C’è una cosa di cui andiamo particolarmente orgogliosi. Negli anni alcuni dei binomi premiati a San Rocco sono stati individuati proprio grazie alla lettura dei nostri articoli, in particolare della rubrica Cani e società, che nasce per valorizzare i cani che ogni giorno aiutano e supportano le persone: cani da soccorso, cani allerta, cani impegnati negli Interventi Assistiti con gli Animali, cani di servizio nelle forze dell’ordine, cani che stanno accanto a chi è fragile senza che nessuno glielo abbia insegnato. Vedere quelle storie arrivare fino al palco di Camogli è la conferma più concreta che raccontare bene serve a qualcosa.
Il punto di vista di Dogsportal
Il Premio Fedeltà del Cane funziona perché rifiuta due tentazioni. La prima è la classifica: qui non si stabilisce quale cane sia stato più eroico, e questa scelta, mantenuta dal 1962, protegge le storie dalla competizione e dal sensazionalismo. La seconda è la retorica del cane straordinario per razza. L’edizione 2026 lo dimostra con chiarezza: una pitbull che ha salvato la vita alla sua umana di riferimento, uno staffordshire bull terrier che accompagna un ragazzo con disabilità complessa, meticci di canile, jack russell, golden retriever, pastori tedeschi in servizio. Nessuna di queste storie si spiega con la genetica, tutte si spiegano con la relazione, con il tempo dedicato, con la formazione dove serve e con la scelta reciproca dove la formazione non c’è stata.
C’è poi un dato che merita attenzione oltre la giornata di festa: le storie di Joy a Treviso e di Gimme Five! al Gaslini raccontano un cambiamento reale nelle strutture sanitarie italiane, con protocolli, équipe formate e linee guida per gli Interventi Assistiti con gli Animali. Non si tratta di gesti simbolici ma di procedure che entrano in reparto, e che meritano di essere valutate con lo stesso rigore con cui si valuta qualsiasi altro intervento di umanizzazione delle cure. Il Premio, da questo punto di vista, fa un lavoro utile: mette insieme una volta all’anno, sullo stesso palco, chi lavora nel soccorso, chi opera in ospedale, chi gestisce un rifugio in Sardegna e chi ha semplicemente aperto la porta di un albergo a un randagio per dieci anni. È un modo per ricordare che la cinofilia seria non è una nicchia tecnica, ma una questione civile.
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