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Riapre la caccia: attenzione ai vostri cani.

Le preaperture sono già partite in diverse regioni nei primi giorni di settembre, e l’apertura generale della stagione venatoria è fissata per il 20 settembre. Da adesso e fino a fine gennaio, i sentieri, le campagne, i boschi e le piste ciclabili che percorriamo ogni giorno diventano anche spazi di caccia. Non è un allarme ideologico, è un dato di calendario, e chi vive con un animale nelle zone rurali o ai margini delle aree boschive sa già cosa significa.

Dogsportal segue da anni le storie di animali colpiti da armi da fuoco, e la cosa che colpisce di più non è la gravità dei singoli episodi, che pure è enorme, ma la loro ripetitività. Cambiano i nomi, le regioni, le circostanze; la dinamica è quasi sempre la stessa, un animale che si muove in un posto dove si muove da anni, qualcuno che spara, una famiglia che resta senza risposte.

Le storie che abbiamo raccontato

Nel dicembre 2023, in Val Germanasca, Argo e Fiamma sono stati uccisi a fucilate vicino al Rifugio Lago Verde di Prali. Due colpi, due morti, e a pochi metri Maurizio, che ha raccolto Fiamma ancora viva e l’ha portata a casa correndo attraverso il bosco. Chi aveva sparato è stato individuato dai carabinieri, ma la vicenda si è poi chiusa con un’archiviazione.

Pochi giorni dopo, in Toscana, Oreste, un lupo cecoslovacco di due anni e mezzo, è stato ucciso con un colpo al cuore in un’oliveta di Palaia, in provincia di Pisa, davanti alla sua umana di riferimento e al figlio di lei. Chi ha sparato si è giustificato dicendo di averlo scambiato per un lupo, animale peraltro protetto da leggi nazionali e internazionali, il che rende la giustificazione ancora più fragile.

Nell’ottobre 2025, a Cumiana, in provincia di Torino, Rocky è sparito dopo pranzo e il suo corpo è stato ritrovato cinque giorni dopo in un campo vicino alla pista ciclabile che percorreva ogni giorno, colpito in pieno petto. Aveva undici anni, viveva in una cascina con un uomo di novantuno e correva ogni mattina con Antonio, un podista della zona. In quei giorni si svolgeva una battuta al cinghiale in un’area dove la caccia non era consentita. Il responsabile non è mai stato identificato.

C’è poi il caso di Franco, ucciso a fucilate, e quello di Stienta, in provincia di Rovigo, dove un uomo di 64 anni ha sparato a due animali usciti dal perimetro di casa, a un giorno di distanza l’uno dall’altro; il porto d’armi gli è stato revocato in via definitiva soltanto a indagini chiuse, mesi dopo.

Non solo animali

Nel giugno 2026, nel Pordenonese, un runner di 68 anni è stato raggiunto da alcuni pallini mentre correva su una strada adiacente a una zona cinofila, con ferite al braccio destro e al volto, vicino all’occhio. L’area era segnalata da cartelli all’ingresso, il che non è bastato.

I numeri raccolti dall’osservatorio di Vittime della caccia parlano di 29 persone colpite da armi da caccia tra il 1° settembre e il 1° dicembre 2025, con sette morti e ventidue feriti; sull’intera stagione 2025/26 il bilancio arriva a 46 vittime, tredici delle quali erano persone estranee all’attività venatoria. Accanto a questo, l’associazione ha raccolto decine di episodi che riguardano animali domestici, e una parte consistente riguarda cani da caccia caduti in dirupi, pozzi artesiani, tane profonde, scarpate, spesso durante l’attività stessa, spesso senza che nessuno vada a recuperarli.

Cosa possiamo fare, concretamente

Il primo passo è informarsi sul calendario venatorio della propria regione, perché le date cambiano da territorio a territorio e le preaperture anticipano di due o tre settimane l’apertura generale. Sapere quali sono le giornate di silenzio venatorio, il martedì e il venerdì, aiuta a scegliere quando uscire. Su questo abbiamo già pubblicato un approfondimento dedicato, conoscere la caccia per proteggere noi e i nostri compagni a quattro zampe, che vale la pena rileggere proprio in questi giorni.

Nei fine settimana di settembre e ottobre, che sono i più frequentati, conviene privilegiare percorsi noti, aree urbane o parchi dove la caccia è vietata, e tenere il proprio compagno a guinzaglio nelle zone di margine, dove è più facile che un animale che corre nell’erba alta venga scambiato per qualcos’altro. Una pettorina o un collare ad alta visibilità in colori accesi non risolve tutto, però riduce le ambiguità, soprattutto con mantelli scuri, fulvi o lupini; i lupi cecoslovacchi, i pastori e i meticci di taglia media pagano un prezzo sproporzionato proprio per questo.

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Se vivi in campagna e il tuo compagno ha accesso libero al terreno intorno a casa, durante la stagione vale la pena rivedere quell’abitudine, almeno negli orari di maggiore attività venatoria. La maggior parte delle storie che abbiamo raccontato riguarda animali colpiti a poche decine di metri da casa propria.

In caso di ferimento da arma da fuoco, la corsa in clinica veterinaria è immediata e la radiografia è indispensabile, perché i pallini possono restare in profondità e i danni interni non sono sempre visibili. Documenta il luogo, l’orario, la posizione, e sporgi denuncia ai carabinieri forestali: l’uccisione di animali è un reato, e la scarsità di denunce è uno dei motivi per cui tante di queste vicende finiscono archiviate.

Una cosa che vogliamo dire

Ogni volta che pubblichiamo contenuti su questi temi, nei commenti arrivano schiere di cacciatori verbalmente illeggibili. Ci dispiace leggere quei commenti, perché immaginiamo che anche nel mondo venatorio ci siano persone intelligenti, capaci di fare denuncia quando ci sono errori, capaci di parlare di questi aspetti senza denigrare e senza insultare. Purtroppo esiste anche una fetta di personaggi molto corporativisti e omertosi, che non denuncerebbero mai un collega e che si infastidiscono al solo fatto che se ne parli.

Non è a loro che stiamo scrivendo. Noi parliamo a chi vive con un animale e ama la natura, e l’intento di questo articolo è uno soltanto: da adesso la caccia è aperta, fate attenzione. Tutto qui.

Fonti: Vittime della caccia, Bikeitalia, Il Tirreno, La Nazione, TorinoToday, Quotidiano Piemontese, Il Gazzettino, ANSA, calendari venatori regionali.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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