L’aggressività rediretta umana sui social

L’aggressività rediretta umana sui social…

Non so come si chiami in “umana” ma con i cani parliamo di “aggressività rediretta”: quando un cane si innervosisce per qualcosa e si sfoga su qualcos’altro. 

Nei cani un caso tipico è quello di una passeggiata in città dove ci sono altri cani sconosciuti, persone che passano molto vicino, rumori o altri fattori stressanti. Il cane che patisce in maniera particolare la situazione e non può sfogarsi con lo stimolo stesso (ad esempio con un altro cane che lo minaccia fuori dalla portata del guinzaglio) si attacca alla prima cosa che gli capita a tiro e l’aggredisce. La prima cosa che gli capita a tipo potrebbe essere, nel migliore dei casi il guinzaglio ma non è raro che sia una persona che entra nel suo spazio intimo o il proprietario stesso. 

Non so come si chiami in “umana” ma anche le persone sono “vittime” di questa aggressività rediretta.

È capitato a tutti, in un momento di grande alterazione emotiva, ti tirare un pugno a un tavolo o lanciare un oggetto per terra o contro il muro.

L’uomo però gestisce le proprie emozioni in maniera più strutturata e complessa rispetto a un cane infatti c’è un modo molto più “sottile” in cui vediamo quotidianamente esprimere questo tipo di aggressività rediretta umana.

Lo vediamo tutti i giorni nei social network: la gente è frustrata dalla propria vita e si sfoga andando a cercare nei social un’occasione qualunque per fare polemica, per criticare, per litigare. Si vede anche nella semplice battutina sarcastica bastian contrario. Voi scrivete un pensiero leggero, una stronzata, per dire “bianco” e loro fanno la battutina insinuando che avreste dovuto dire “grigio”. 

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Avete presente quando scrivete qualcosa e vi arriva la notifica che uno di questi ha commentante e vi parte il “madonnacheccoglioni” prima ancora di leggere? 

Ecco, a quelle persone non ha molto senso rispondere perché non ce l’hanno davvero con ciò che avete scritto. Loro non hanno una reale opinione sull’argomento, stanno solo cercando di fuggire a una vita di merda. Reagiscono a una brutta giornata di lavoro, ai conti da pagare, a un litigio con la moglie o a un malessere più generalizzato. 

A meno che non abbiate bisogno anche voi di un pungiball emotivo su cui sfogare la vostra frustrazione fingete di non aver letto o mettete un like, una faccina sorridente, un “d’altra parte è così” e compatiteli. 

Poi prendete il cane e andate a farvi una bella passeggiata nel verde che si sa, ha un’azione catartica sullo spirito e vi aiuta a sconfiggere lo stress molto più di una litigata senza senso su Facebook


AUTORE

Tania Andreutti

educatrice cinofila di Trieste

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Dogsportal Redazione

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Il portale italiano su cani, sport & società. info@dogsportal.it

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