Cani. Ma all’educazione umana chi ci pensa? Il mio è buono e il suo?

di Ylenia Zampieron

“E’ maschio o femmina? Ma il mio è buono”

Quante volte l’ho sentita questa frase, urlata a centinaia di metri di distanza, in mezzo ai boschi o in aperta campagna, mentre il dolce cagnolone ti viene incontro al galoppo, dritto come un razzo, verso te e il tuo cane al guinzaglio, che nel frattempo cercate di capire cosa fare.

Premessa: non sono contraria ai cani lasciati liberi, anzi credo che la libertà sia un’attività necessaria per il cane e fondamentale per affinare il rapporto, non che un modo per lasciarli sfogare, liberi dai nostri condizionamenti.

Ma la legge parla chiaro.

L’attuale normativa di riferimento che disciplina l’uso della museruola e del guinzaglio è contenuta nel Ordinanza contenibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dell’aggressione dei cani (13A07313) (GU Serie Generale n.209 del 06-09-2013)

che in poche parole dice:

  • I cani vanno condotti sempre al guinzaglio (lunghezza massimo 150 cm) nei luoghi pubblici* e nei luoghi aperti al pubblico, fatta eccezione per le aree cani

*Attenzione: con la definizione “luoghi pubblici” si intende qualsiasi luogo nel quale qualsiasi persona è libera di transitare e trattenersi

  • Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso
  • Proprietari o detentori momentanei, sono responsabili civilmente e penalmente di danni o lesioni procurate a cose, animali o persone
  • È obbligatorio portare con sé la museruola, da applicare al cane, in caso di rischio per l’incolumità delle persone, cose o animali o su richiesta di autorità competente
  • L’animale va affidato a persone maggiorenni e in grado di gestirlo correttamente

 E molto altro ancora, vi lascio il link della Gazzetta Ufficiale, sul quale potete consultare l’ordinanza completa.

Ora, al di là della legge vige sempre e comunque il buon senso e il rispetto del prossimo, non che la responsabilità che abbiamo sul nostro cane, indipendentemente che pesi 3 o 30 kg.

Camminare o passeggiare, che sia in montagna o in campagna, con il nostro amico a 4 zampe libero, credo sia una delle cose più belle al mondo: ci si spoglia di quel condizionamento che è il guinzaglio, per godere appieno della bellezza della natura, respirare a pieni polmoni il profumo della libertà, il silenzio dettato dal rumore dei nostri passi.

Ma per fare tutto questo serve una cosa: il Richiamo.

Il richiamo è uno dei primi comandi che un cucciolo impara, e purtroppo uno dei primi che dimentica, è un comando che ha la necessità di essere rinforzato all’infinito, affinato e generalizzato in tutte le situazioni possibili e immaginabili.

È quel comando che ci permette di godere a pieno della libertà del nostro cane: ne preserva l’incolumità ed è basilare per un corretto vivere comune.

“Il mio cane mi ascolta, ma ama le persone e voleva venire a salutare”

No, il richiamo è tale quando, al di là di ogni possibile stimolo il cane ritorna, senza esitare troppo o meglio, senza esitare affatto.

Un buon richiamo mi permette di avere il completo controllo sul mio cane in qualsiasi situazione e di conseguenza mi permette di poterlo liberare senza troppi fastidi: so che sarò in grado di richiamarlo all’occorrenza, nel caso in cui sia prossimo a ficcarsi nei guai o nel più semplice caso in cui trovi un’altra persona che sta passeggiando con il suo cane.

Si, perché vi svelo una cosa: non tutti i cani vogliono fare amicizia.

Alcuni possono avere paura, altri semplicemente non amano gli approcci scorretti fatti al guinzaglio, altri ancora hanno umani antipatici e asociali che desiderano rimanere soli con il proprio cane, senza per forza dover instaurare una conversazione.

“Si ma io lo libero solo in montagna”

L’ambiente “montagna” apre un capitolo a parte, senza sottolineare che la legge vigente è valida pure in montagna. L’ambiente montano offre stimoli e odori che per un cane sono un orgasmo olfattivo: lo stimolo per il cane si alza all’ennesima potenza e se il nostro amico non ha un buon richiamo, difficilmente tornerà. Senza contare, che da noi le montagne non sono paragonabili al deserto del Gobi, che mal che vada ne trovi uno ogni 70km, ma in certi periodi risultano più affollate dei centri commerciali alla vigilia di Natale.

E no, non ci siamo solo noi (vi piacerebbe un sacco eh?), ci sono altre persone che come noi, hanno il diritto di godere dei sentieri e dei prati verdi delle nostre montagne, e di viverli in sicurezza e tranquillità con il loro amico a 4 zampe o anche senza.

La montagna non è uno sgambatoio, dove tutto è concesso, ma ha le stesse regole di qualsiasi altro luogo pubblico o area urbana e anche in montagna noi siamo responsabili del nostro cane, dei danni che può causare al prossimo e della sua stessa incolumità.

Non c’è necessità che il soggetto in questione dimostri aggressività verso altri cani o verso chi incontriamo per far danni, ma basta più semplicemente che spinga o urti chi incontriamo facendolo cadere, o che salti addosso per “salutare”, o si avvicini ad un altro cane che non vuole essere avvicinato, per mettere in difficoltà il prossimo che incontriamo sulla nostra strada.

Sì, perché la montagna, al di là del pensiero comune, nasconde più insidie di un parcheggio dell’autogrill sull’A4. Quando camminiamo in montagna siamo circondati da un mondo invisibile: oltre alla natura che ci circonda, in quella stessa natura si muovono e si sentono odori e profumi che noi non siamo in grado di percepire ma il nostro amico a 4 zampe si.

Il selvatico è uno stimolo fortissimo per un cane, in relazione alla sua attitudine di razza: ci sono razze più predisposte a sentirlo e portate a seguirlo e altre razze meno, ciò nonostante per qualsiasi cane è uno stimolo molto forte.

Non vi spiegherò come insegnare il richiamo al vostro cane, per quello c’ha già pensato il bravissimo Davide Cardia del Gruppo Cinofilo Debùnell’articolo Il Richiamo! , a me interessa soffermarmi maggiormente sulla bellezza e sul senso di questo comando.

La collaborazione e la fiducia che nascono da un buon lavoro sul richiamo ci permettono di gestire il nostro cane al di là del guinzaglio e di qualsiasi stimolo: il cane preferirà sempre noi a ciò che lo circonda, e noi diventeremo quell’ancora, quel punto di riferimento, quel centro sul quale tornare, perché su quel centro ci sarà sempre qualcosa di bello ed interessante da vivere e condividere assieme, non da soli.

Ricordiamocelo, il cane è un animale sociale, nato per collaborare, creato e selezionato per “lavorare” affianco all’uomo. Sfruttare questa attitudine innata a nostro favore, preservarne l’incolumità e il benessere e rispettare chi incontriamo come binomio, questo è solo compito di noi umani.

Foto di @OfficinaFotograficaGodegoY

http://www.borgocinofilo.it

Ylenia Zampieron

Nata a Bassano del Grappa il 4 Febbraio del 1986, Dog Trainer Professional riconosciuto FCC, Educatore CSEN e Istruttore Cinofilo presso il Centro Borgocinofilo Mikamale di Padova. Da sempre affascinata dal mondo animale e in particolare da quello cinofilo. Comincia il percorso assieme al suo AustralianCattleDog in Protezione Civile come Unità Cinofila da Soccorso, per ampliare in seguito le sue conoscenze del mondo dei cani. Amante della montagna coordina il progetto MountainDogWalk.

Ylenia Zampieron

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