Il canicross a Stupinigi: non solo una gara, ma un modello di cultura cinofila
I Campionati italiani CSEN tra benessere del cane, territorio, istituzioni e una visione dello sport che costruisce e non divide.

Non ci sono eventi che nascono per caso, soprattutto quando si parla di sport cinofili costruiti con competenza, visione e responsabilità. Dietro l’arrivo dei Campionati italiani di canicross CSEN 2026, in programma il 21 e 22 febbraio nella cornice straordinaria del Parco Naturale di Stupinigi, c’è un lavoro lungo anni fatto di relazioni, formazione, cultura sportiva e scelte politiche precise. Ed è proprio questo che rende l’appuntamento di Stupinigi qualcosa che va ben oltre la gara.
Un nuovo paradigma: lo sport come welfare animale
La presentazione ufficiale, ospitata nella Palazzina di Caccia, ha restituito un messaggio chiaro. Per capire davvero la portata dell’evento bisogna partire dalle basi: cos’è il canicross? Quando è praticato e promosso nel modo corretto, non è solo una disciplina sportiva, ma uno strumento concreto di welfare animale, valorizzazione del territorio, sostenibilità e inclusione. Un paradigma diverso, che mette al centro il binomio, il rispetto dei tempi del cane e la qualità della relazione tra cane e persona.
Questo percorso di Stupinigi non nasce oggi. Si accende a Bardonecchia, dove nell’autunno 2024 si è svolto un evento mondiale che ha segnato un punto di svolta per il movimento. Proprio osservando quel contesto, la qualità organizzativa, la risposta del pubblico e la maturità del sistema sportivo, è iniziata una riflessione che oggi prende forma a Stupinigi: fare un passo in più, portare il canicross in un luogo simbolico, carico di storia e significati.
Istituzioni e territorio: la “scintilla” di Nichelino


A raccontare quella che lui stesso ha definito una “scintilla” è stato Fiodor Verzola, assessore alle Politiche animaliste del Comune di Nichelino. Su Dogsportal.it raccontiamo da anni il suo lavoro non per rapporti personali, ma perché ciò che sta portando avanti a livello locale rappresenta un caso praticamente unico in Italia. Politiche sul benessere animale, cultura cinofila, sport e territorio non restano parole, ma diventano azioni concrete, continuative e coerenti. Portare il campionato nazionale di canicross a Stupinigi è la naturale conseguenza di questo percorso.
Accanto a lui, il sindaco Giampiero Tolardo ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa, evidenziando come promuovere lo sport in un contesto naturale di altissimo pregio significhi rafforzare la relazione tra persone e cani e creare occasioni di aggregazione autentica. Non sport da guardare, ma sport da vivere.
Tecnica e sicurezza: perché non si può improvvisare
Dal punto di vista tecnico e organizzativo, la solidità dell’evento emerge anche dagli interventi di Franco Quercia, responsabile nazionale del canicross CSEN, e di Michele Bertolotti e Katia Franzese, istruttori e organizzatori di Canicross Italia CSEN. È stato ribadito con chiarezza che questa disciplina se la conosci la ami, ma non è una corsa improvvisata con il cane. È un sistema strutturato, regolamentato e fortemente orientato al benessere del binomio.

Anche l’attrezzatura gioca un ruolo fondamentale. Per capire la differenza tra Canicross e una semplice “Dog Run” bisogna guardare i dettagli: serve una pettorina di tipo “sleddog”, progettata per distribuire correttamente il carico sulla schiena del cane durante il tiro, una linea ammortizzata che riduca gli strappi e una fascia in vita per la persona. Dettagli tecnici che fanno la differenza tra uno sport rispettoso e una pratica potenzialmente dannosa.
STORIE DI VITA E SPORT
Il canicross non è solo tecnica, è soprattutto vita condivisa. Un esempio perfetto è la storia di Chiara e Guenda:compagne di vita e di sport proprio grazie al canicross, che dimostrano come la disciplina possa davvero e concretamente rafforzare la relazione in modo sano.
Il ruolo centrale della veterinaria e dell’ambiente

Un aspetto centrale, spesso poco raccontato, è quello sanitario. A ribadirlo con forza è stata Chiara Chiaffredo, medico veterinario fisiatra, da sempre amica del nostro portale e professionista di riferimento per queste discipline. Chiaffredo ha ricordato come il benessere del cane non sia un concetto astratto, ma un lavoro quotidiano che inizia prima della gara, prosegue durante e continua dopo l’evento. Nei grandi appuntamenti sportivi, più aumenta il numero dei cani presenti, più deve crescere proporzionalmente il team veterinario, per garantire controlli, assistenza e sicurezza adeguata. Un principio semplice, ma fondamentale, che distingue gli eventi costruiti con competenza da quelli improvvisati.

Un passaggio particolarmente significativo è arrivato anche dall’intervento di Luigi Chiappero, presidente dell’Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali, che ha posto l’accento sulla corsa in sicurezza come strumento di tutela non solo per i cani, ma anche per i selvatici e per l’ambiente. Correre con il cane in un contesto regolamentato significa valorizzare il territorio senza metterlo in pericolo.
Inclusione e numeri di un movimento in crescita

Sul tema dell’accessibilità e della funzione sociale dello sport sono intervenute Valentina Manzi, Coordinatore Regionale di Sport e Salute, e Francesca Grilli, in rappresentanza del CONI. Entrambe hanno rimarcato come il canicross abbia una forza sociale unica che unisce: uno sport che può coinvolgere giovani, famiglie e categorie Adapted, diventando un alleato concreto per aiutare le persone a fare movimento insieme al proprio cane, riconosciuto come membro della famiglia a tutti gli effetti.
Un ritorno alle origini per un Ente da grandi numeri

A sottolineare il legame profondo con il territorio è intervenuto Francesco Proietti, Presidente Nazionale CSEN, ricordando un dettaglio non trascurabile: l’Ente è nato proprio a Torino. Una realtà che oggi muove numeri impressionanti, con 14.000 associazioni e 2 milioni di iscritti in tutta Italia. All’interno di questo gigante della promozione sportiva, il settore cinofilia riveste un ruolo centrale, dando grande lustro all’Ente grazie a un lavoro di strutturazione iniziato quindici anni fa. I risultati sono tangibili: oggi il settore conta oltre 1.000 associazioni cinofile, capaci di generare un calendario di circa 2.000 eventi l’anno distribuiti su 18 discipline sportive riconosciute, tra cui il Canicross rappresenta un’eccellenza in costante crescita.
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A SCUOLA DI SPORT E RISPETTO
L’inclusione passa anche e soprattutto dalle nuove generazioni. Abbiamo già raccontato come questa disciplina possa diventare unformidabile strumento educativo per gli studenti, portando i valori del rispetto animale direttamente tra i banchi di scuola.
A completare il quadro è intervenuto Massimo Perla, presidente di CSEN Cinofilia, ricordando come il settore dia grande lustro all’ente. I numeri raccontano bene la portata del movimento: circa mille associazioni cinofile attive da oltre quindici anni, duemila eventi organizzati ogni anno e diciotto discipline sportive riconosciute, tra cui quelle inserite nella nostra rubrica dedicata a Canicross e Bikejoring.


Sul tema dei grandi eventi, Gianluca Carcangiu, presidente CSEN Piemonte, ha offerto una riflessione che va oltre il canicross: i grandi eventi non sono solo quelli che riempiono gli spalti, ma quelli che portano le persone a scendere in campo, ad allenarsi, a costruire una parte della propria vita attraverso lo sport.
La nostra riflessione

Per noi di Dogsportal.it, media partner di Canicross Italia CSEN e partner della Città di Nichelino con il progetto Nichelino Bestiale, raccontare eventi come questo significa raccontare una cinofilia che funziona quando smette di dividersi e inizia a costruire.
Chiudendo questa giornata, sento il bisogno di aggiungere una riflessione personale. Nel mondo della cinofilia capita spesso di sentire giudizi netti sugli sport cinofili in generale, talvolta espressi senza una reale conoscenza dei contesti. Eventi come quello di Stupinigi raccontano una realtà diversa: una cinofilia fatta di istituzioni, enti sportivi, professionisti, veterinari, amministrazioni pubbliche e organizzatori che lavorano insieme, mettendo al centro il benessere del cane e la qualità della relazione.
Forse, a volte, basterebbe venire a vedere. Ascoltare. Osservare cosa succede davvero in contesti come questo. Non per cambiare idea a tutti i costi, ma per avere qualche elemento in più prima di giudicare. È anche da qui che passa una cinofilia più matura.
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