Tutte le notizie sul cane

Cimitero per cani abusivo di Porto Recanati: indagato un cacciatore di 53 anni

La svolta nell’inchiesta sulle 55 carcasse di cani ritrovate a Scossicci porta a un uomo di Loreto. L’ipotesi è quella di uno smaltimento sistematico a pagamento.

Quasi due mesi dopo il ritrovamento choc, arriva il primo indagato nell’inchiesta sul cimitero abusivo di cani scoperto nella zona di Scossicci, a Porto Recanati. La Procura di Macerata, su richiesta del pubblico ministero Stefania Ciccioli, ha iscritto nel registro degli indagati un cacciatore di 53 anni residente a Loreto, con l’ipotesi di reato di uccisione di animali.

Lettura correlata Cimitero abusivo di cani a Loreto: ritrovamento e il caso di Fonzie

La storia ha inizio il 6 febbraio scorso, quando una volontaria dell’associazione “Amici Animali Osimo”, durante una passeggiata con il proprio cane, scoprì i primi animali morti nella scarpata. Come avevamo raccontato anche su Dogsportal, in quella prima fase erano 28 le carcasse rinvenute. Con il proseguire delle ricerche da parte dei Carabinieri forestali di Macerata e Ancona, il numero è salito progressivamente fino a raggiungere 55, tutte abbandonate in sacchi di plastica lungo la scarpata vicino al cavalcavia dell’autostrada A14.

Lettura correlata Indagato un cacciatore di 53 anni per il cimitero abusivo di cani a Porto Recanati — TGR Marche

Il quadro che emerge dagli atti investigativi è agghiacciante. Secondo quanto sta emergendo dalle indagini, il 53enne si sarebbe occupato, dietro compenso, di ricevere i cani portati da altri cacciatori nel momento in cui questi li ritenevano non più utili. Le carcasse, prima di essere gettate nei sacchi dell’immondizia, venivano private dei microchip, con una precisione che gli investigatori stessi descrivono come quasi chirurgica, rendendo impossibile risalire alla provenienza degli animali e suggerendo una pratica consolidata nel tempo, non un episodio isolato.

A metà marzo i Carabinieri forestali si sono presentati nell’abitazione dell’indagato per eseguire una perquisizione. I militari hanno sequestrato il cellulare, diversi documenti, un’agenda con nomi e numeri di telefono e alcune gabbie, tra cui alcune contenenti uccelli catturati. Il telefono sarà analizzato per ricostruire comunicazioni, messaggi e ricerche sul web. Gli accertamenti sulle carcasse sono intanto in corso presso il Servizio zooprofilattico di Tolentino e serviranno a chiarire le cause della morte, la razza e l’età degli animali. Gli inquirenti cercano inoltre di stabilire se i cacciatori che si sarebbero rivolti all’indagato fossero consapevoli del destino che attendeva i loro cani, e se esistano altri soggetti coinvolti.

La reazione del mondo associazionistico è stata immediata. Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, ha parlato di un possibile sistema di morte lucido e organizzato, in cui esseri viventi vengono trattati come rifiuti da smaltire quando non sono più utili, definendo la vicenda una visione aberrante che calpesta ogni principio etico.

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

Il punto di Dogsportal

Questa vicenda parla di qualcosa che nel mondo cinofilo si conosce ma raramente si nomina ad alta voce: l’esistenza di una zona grigia in cui certi cani da caccia vengono trattati come strumenti usa e getta, non come esseri viventi con un valore proprio. È necessario dirlo con chiarezza: esiste tra cacciatori e cinofili venatori chi vive un rapporto rispettoso con i propri cani, e sarebbe scorretto generalizzare.

Ma è proprio per questo che fatti come questi, se confermati, meritano la massima attenzione e non difese corporativiste che alla fine non tutelano nessuno, men che meno chi pratica la caccia con serietà e con rispetto per gli animali.

Il microchip rimosso con precisione quasi chirurgica non è un dettaglio tecnico: è il simbolo di una volontà deliberata di cancellare ogni traccia, di rendere invisibile ciò che non si vuole vedere. Se l’inchiesta confermerà l’esistenza di un servizio organizzato a pagamento, sarà necessario interrogarsi anche sulla responsabilità di chi si è rivolto a questo presunto smaltitore sapendo, o scegliendo di non sapere. La legge italiana sanziona l’uccisione di animali, ma la prevenzione passa da un cambio di mentalità che il solo diritto non può imporre.

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Dogsportal Redazione

Il team editoriale di Dogsportal.it, coordinato dall'editore e fondatore Rocco Voto, garantisce informazione cinofila verificata grazie al supporto di giornaliste specializzate come Lorena Quarta e Alessia Colaianni e di esperti come Mirko Barrera, Andrea Comini, giornalista e cinofilo e firme storiche come Davide Cardìa. Dogsportal è un hub di cultura che negli anni ha coinvolto i migliori professionisti italiani del settore, producendo oltre 2.000 articoli e centinaia di dirette tematiche per divulgare il benessere del cane con competenza e passione

Dogsportal Redazione ha 2418 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Dogsportal Redazione

Partecipa e incontra gli esperti!

🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy