Il mondo della cinofilia sotto esame da Report: cosa aspettarsi dall’inchiesta?
Pedigree falsi e interessi economici: il lato oscuro della cinofilia italiana secondo Report
Manca poco alla puntata di Report che vede i riflettori puntati sulla cinofilia ufficiale in Italia, rappresentata dall’Ente della cinofilia Italiana, alla scoperta, parrebbe, di un’inchiesta orientata a svelare l’inefficienza e i paradossi dell’unico organismo preposto alla tutela del cane di razza e alla salvaguardia del rispetto dello standard delle oltre 342 razze riconosciute.
Si anticipano argomenti particolarmente spinosi che minano la tutela di chi della cinofilia ufficiale ha fatto il proprio mestiere: allevatori in primis e le varie professioni e attività che traendo profitti dai cani di razza, automaticamente sono coinvolte nel business che caratterizza la cinofilia definita d’eccellenza.
Il tutto, sempre secondo le anticipazioni, a scapito del protagonista principale, ovvero il cane di razza.
Indubbiamente tutto il mondo cinofilo è impaziente di ascoltare i servizi che tratteranno di questioni scottanti come pedigree falsi, doping, giudizi poco limpidi nelle competizioni o ancora, maltrattamento genetico nella selezione delle razze per esaltare caratteristiche morfologiche ricercate dall’uomo ma in realtà potenzialmente nocive per la salute del cane, fino alle possibili interferenze tra politica e cinofilia dove se da un lato si fa leva sul sentimento per gli animali per ricercare consensi politici dall’altro le lobby all’interno delle alte sfere dell’ Enci ricercano il sostegno della politica per perseguire scopi che di cinofilo poco hanno a che vedere.
Insomma tantissimi argomenti che hanno sempre rappresentato le ombre e le aspre critiche mosse all’unica associazione di allevatori di cani di razza a carattere tecnico economico riconosciuta con R.D. 13 giugno 1940 n. 1051 e sottoposta alla vigilanza del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che senza fini di lucro ha lo scopo di tutelare le razze canine riconosciute pure, migliorandone ed incrementandone l’allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l’impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi.
Il mondo dell’eccellenza della cinofilia, ovvero dei cani di razza, come definito da Report, muove milioni di euro all’anno e crea forti indotti anche nei settori produttivi che vi ruotano attorno.
Ricordiamo che l’ENCI è delegata dallo Stato alla tenuta dei libri genealogici del cane di razza e in questo compito, assolve all’unica funzione pubblicistica ad essa riconosciuta. In tal senso, i sospetti mossi in ordine ai pedigree falsi o contraffatti sono stati già in passato oggetto di interrogazioni parlamentari in cui si contestava o denunciava l’irregolarità di gestione del libro genealogico da parte dell’Ente.
Ça va sans dire che i legami tra cinofilia ufficiale e interessi politici in gioco non sono così misteriosi e non destano tanto stupore in chi questa cinofilia la vive dall’interno, così come non è mistero il fatto che, per quanto protagonista principale di questo mondo sia il cane di razza, i vantaggi economici e di prestigio siano di esclusivo interesse di chi sul cane ha la proprietà.
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Da qui le presunte irregolarità nelle competizioni sportive e di bellezza, dove spesso vengono portati all’attenzione delle Commissioni di disciplina di prima e seconda istanza dell’Enci comportamenti di giudici che nel corso di manifestazioni ufficiali danno giudizi discutibili in cui attribuiscono titoli a soggetti non meritevoli o, ancora penalizzano soggetti le cui doti sarebbero da esaltare e premiare.
Ci chiediamo, le accuse mosse all’Enci esistono realmente nella portata in cui vengono anticipate dal servizio? Sono fondate su prove certe?
Sicuramente quanto emergerà dal servizio dovrà essere analizzato con senso critico e con l’onestà intellettuale che porta a riconoscere che il mondo che ruota attorno al cane di razza, perché di questo si parla, senza deviare il discorso su questioni parallele che riguardano altri aspetti della cinofila, è un fenomeno che ha ormai assunto una portata tale per cui diventa di difficile gestione da parte di un Ente che mostra numerose falle nella salvaguardia degli interessi e della tutela di chi di vive di questa attività, ovvero degli allevatori in primis.
L’ottica in cui vogliamo porre l’attenzione sull’imminente servizio di Report sarà quella di analizzare con buon senso e spirito critico le irregolarità denunciate e le storture del sistema e dell’organizzazione dell’Enci nella speranza che si crei un confronto costruttivo anche polemico, ben venga, purché finalizzato a interrogarci sul quesito “ Ma l’Enci tutela o lede gli interessi di chi intende allevare con etica e serietà il cane di razza nel rispetto dello standard e della normativa della Federazione Cinologica Internazionale o rappresenta ormai la deformazione di un ente privato della sua essenza che ha esclusivamente obiettivi economici lontani dallo scopo di tutelare le razze canine riconosciute pure?
Prima di vedere la puntata gli interrogativi sono questi.. ci riserviamo un’analisi a caldo nel dopo puntata. Buona visione
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