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“CodaNonMente”: otto test comportamentali che rivelano chi è davvero il tuo cane

Negli ultimi mesi, in alcuni centri cinofili sono successe cose interessanti. Cani e conduttori entrano in campo per una normale attività ma ne escono con uno sguardo diverso. Non tanto sul lavoro svolto, quanto sul cane stesso. O meglio, sulla sua vera personalità.

Il progetto si chiama “CodaNonMente”, è un marchio registrato e porta la firma dell’istruttore cinofilo Andrea Comini. La definizione del format è molto semplice, “Otto test per svelare la vera personalità del tuo cane”, ma quello che succede sul campo non è banale.

Ce ne parla l’ideatore che qui su Dogsportal conosciamo molto bene e stimiamo.

«Dopo tanti anni di cinofilia attiva e di studio del comportamento canino, mi sono reso conto mancava qualcosa di etologicamente valido che permettesse di descrivere in modo più oggettivo e realistico la personalità del cane».

Il riferimento è a ciò che accade da tempo in questo ambito in Svezia.

«Da decenni in Svezia si svolge il Dog Mentality Assessment, sviluppato dalla SBK, il club nazionale dei cani da lavoro. È una serie di test di grande valore; infatti anni fa, con il mio amico e maestro Carlo Marzoli, avevamo invitato in Italia uno dei grandi nomi della SBK, Roland Sjösten, per studiare insieme il DMA, attuarlo e diventarne valutatori ufficiali, cosa che poi avvenne».

«Il problema», prosegue Andrea Comini, «è che quel protocollo è concepito per una popolazione canina sottoposta a una pressione selettiva molto più esigente sugli aspetti comportamentali, con soggetti mediamente solidi e omogenei per tempra, temperamento, soglie di reattività e stabilità emotiva. In Italia siamo lontani anni luce dal livello di selezione e di cultura cinofila svedesi, quindi il DMA era uno strumento troppo “esigente” e il progetto, purtroppo, si spense».

Ma alcune idee, quando sembrano valide, continuano a lavorare sottotraccia…

Spiega Andrea: «Volevo un protocollo più adatto a noi e che permettesse di osservare i cani da un punto di vista etologico e non antropocentrico, quindi più rispettoso. Il punto di partenza è stata una frase che diceva spesso Carlo: “Non parlare e guarda il cane”».

E così, dopo anni di prove e di riflessioni, è nato “CodaNonMente”: una serie di test comportamentali unici, costruiti sul livello medio della cinofilia italiana, in grado di svelare la vera personalità dei nostri cani. Lo scopo? Raccogliere informazioni il più possibile oggettive per farli vivere meglio, costruire un rapporto più appagante e individuare le attività più adatte a ciascun binomio. E attenzione: sono stati sviluppati per tutti i cani, non solo per quelli di razza.

Ma quali sono le differenze rispetto a una valutazione “classica”?

«Le valutazioni classiche», spiega Andrea Comini, «fanno perno su di noi, non sul cane, e finiscono con etichettarlo in modo riduttivo: “dominante”, “sottomesso”, “insicuro”, “aggressivo” e via banalizzando; definizioni spesso usate in modo improprio e prive di reale valore etologico. Sono scorciatoie linguistiche e intellettive. Il problema è che poi finiamo per leggere tutti i comportamenti del cane attraverso queste lenti deformanti».

E invece cosa emerge di diverso dai test di “CodaNonMente”?

«Emerge un quadro molto più articolato e, soprattutto, più realistico. Una lettura trasversale di aspetti comportamentali fondamentali per la convivenza e la relazione tra noi e il cane: socialità interspecifica, motivazione ludica, neofilia e neofobia, reattività agli stimoli ambientali, risposta predatoria, flessibilità adattativa, gestione di stimoli sociali multispecie, intraprendenza. Una volta tanto, poi, con “CodaNonMente” siamo noi ad apprendere dal cane e non il contrario: e a mio avviso, quelle impartite dai cani sono le lezioni più preziose in assoluto».

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Conclusi gli otto test, che sono suddivisi in due giorni, cosa succede?

«Viene consegnata una scheda di valutazione che contiene indicazioni pratiche in base a quanto osservato: potranno esserci suggerimenti sulla gestione, su quali aspetti del rapporto lavorare, sulle attività che possono essere più adatte al binomio e così via. La valutazione viene condotta da me e da un osservatore terzo con competenze cinofile avanzate, in modo da ottenere una lettura il più possibile coerente e affidabile. L’obiettivo è che ciò che emerge durante i test abbia una ricaduta concreta e positiva nella vita quotidiana di quel cane e di quella persona, e che seguendo le indicazioni il loro legame possa liberarsi dai preconcetti che, spesso, impediscono una vera sintonia e una crescita reciproca».

Ma i test di “CodaNonMente” sono adatti a qualsiasi cane, anche a soggetti con problemi?

«Questo è un punto importante da chiarire: il protocollo non è rigido. Se conosciamo già alcune criticità del cane o se ne emergono durante lo stage, i test vengono adattati. Lo scopo è mettere il cane nelle condizioni più adatte per esprimere il suo comportamento spontaneo, non certo introdurre inutile disagio che, tra l’altro, non servirebbe a trarre informazioni utili».

A livello pratico, cosa serve per organizzare lo stage?

«Il format “CodaNonMente” è concepito per i centri cinofili, sia perché servono spazi adeguati sia perché ha senso organizzarlo se ci sono diversi binomi da testare. In termini pratici, serve poco materiale, economico e facile di reperire, e un osservatore qualificato, un istruttore del club in genere, che mi affianchi nelle valutazioni. A livello intellettivo, servono solo sana curiosità cinofila e apertura mentale».

Da quando hai iniziato a tenere questo stage, che cosa ti ha colpito maggiormente dei binomi che hai osservato?

«Verso la fine succede spesso che i conduttori inizino ad agire in modo diverso. Cambia il modo in cui si muovono in relazione al cane, a volte persino il linguaggio del corpo. Diventano più coerenti con il loro partner. È il primo passo verso una crescita condivisa. Ma la cosa più bella, per me, è accorgermi che molti cani cambiano letteralmente nell’arco di poche ore: potendo essere per la prima volta se stessi, senza condizionamenti in atto, tirano fuori la loro vera personalità, quella che spesso inibiscono per compiacerci. Se il conduttore se ne rende conto e capisce che quella personalità merita il massimo rispetto e va coltivata, allora il mio lavoro è compiuto. E anche quello di Carlo Marzoli, spero».

Per contattare Andrea in merito a CodaNonMente: 391 0909488 – comini.a@tiscali.it

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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