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Covid-19 e animali: basta catene contro i virologi. Cosa dicono i veterinari?

Portrait of a cute sick Dachshund dog, black and tan, wearing white medical mask on a muzzle on a blue background, with schematically drawn red viruses or molecules. concept of pet protection

L’Ordine dei Veterinari deve NUOVAMENTE perdere tempo per smentire gli organi di stampa.

Corretta informazione per una sana convivenza

Così inizia il comunicato redatto qualche giorno fa da Fnovi, la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani.

E’ abbastanza illogico se ci pensate, che l’Ordine dei Veterinari debba ripetutamente perdere del tempo prezioso per stare dietro agli organi di stampa…ma purtroppo così è…

La prima smentita arriva già a fine febbraio

Se ricordate, in quel periodo caldeggiava da un lato la paura vera per l’aumento vertiginoso dei casi umani… e nello stesso tempo rimbalzavano titoli allarmistici su ogni giornale, spesso poi ridotti al nulla nel testo degli stessi articoli…ne parlavamo qui

Cosa succede ora?

A causa di qualche limitato caso in Europa e nel mondo di alcuni – limitati e lievi – casi di animali contagiati dal SARS-CoV2 è di nuovo rimbalzato il titolo allarmistico ovunque…

Sarebbe da specificare inoltre che il perenne caso citato del cane di Honk Kong è stato poi rivelato negativo ( ovvero non positivo) ovvero NON contagiato.

Ne parlavamo qui già il 13 di Marzo

Il 4 di Aprile FNOVI deve nuovamente intervenire dunque:

Come già specificato sullo stesso sito dell’Istituto Superiore di Sanità, non esistono, ad oggi, evidenze scientifiche convincenti su un significativo ruolo attivo degli animali domestici nella diffusione del SARS-CoV2. 

Cosa può avvenire quindi?

Alla luce dei dati attualmente disponibili gli animali da compagnia possono avere un ruolo di trasporto passivo delle particelle virali alla stregua di oggetti inanimati, come ad esempio la suola delle scarpe del proprietario stesso.

Se invece il nostro animale rimane contagiato da noi?

In tal caso è lui la vittima…ma attenzione anche in questo caso è necessario parlarne con il dovuto valore senza creare allarme…ecco cosa dicono su questo punto i Veterinari italiani:

Il secondo ruolo, che attualmente è oggetto delle notizie allarmistiche in circolazione, è legato la possibilità che gli animali stessi vengano infettati da basse cariche virali se venuti a stretto contatto con un paziente umano positivo. 
In tal caso, nell’animale soggetto ad infezione naturale, si possono verificare forme asintomatiche o paucisintomatiche

Si citano inoltre studi scientifici e NON catene di WhatsApp contro i virologi che hanno dimostrato  una scarsa suscettibilità del cane all’infezione da SARS-CoV-2.

Tradotto significa:

  • Il nostro animale potrebbe essere contagiato da noi ma con una bassa carica virale
  • Non esistono conferme o prove in nessun caso al mondo e ormai i CASI STUDIO possono essere enormi…che gli animali possano contagiare noi
  • Il cane e il gatto quindi eventualmente sono vittime potenziali da tutelare

Ad oggi, pertanto, gli animali da compagnia risultano semplicemente “vittime” del contagio da parte di esseri umani infetti, oltretutto, nel caso di infezione naturale, con forme asintomatiche o paucisintomatiche e con possibilità estremamente scarse di rappresentare un rischio effettivo per la salute umana. 

Quali sono le raccomandazioni?

ridurre quanto più possibile l’esposizione del proprio animale ad un eventuale contagio, evitando i contatti ravvicinati con l’animale stesso facendo una vera quarantena con tutti i membri del nucleo familiare, mantenendo le normali misure igieniche, ed ovviamente rivolgendosi a familiari o ad associazioni di volontariato per provvedere alle uscite dell’animale per i suoi bisogni fisiologici.

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