Cani e coronavirus: perchè questi titoli che non aiutano nessuno?

Decine di titoli allarmistici sul cane e il coronavirus ad Honk Kong.

Il regalo della stampa italiana ad un’ Italia già alle prese con la paura ed eccessivo allarmismo

Basta andare su google e digitare le parole “cane” “Honk Kong” e sono decine gli articoli pubblicati da tutti i più importanti giornali italiani su un presunto caso di positività di un cane.

In questo caos mediatico di questi giorni, si poteva evitare?

Non è facile dirsi, quel che risulta abbastanza chiaro è la scelta dei titoli di questi articoli.

Non possiamo affermare che si tratti di una fake news, ma è certo che la maggior parte di questi titoli non sono fatti per spiegare, non sono fatti per rassicurare.

Perchè?

Perchè è così necessario creare audience, traffico, click e condivisioni ad ogni costo?

Viviamo in un momento complesso, il problema è serio e lo spiega benissimo una lettera scritta da due docenti di Veterinaria agli studenti che vogliamo riportare integralmente e invitiamo tutti a leggere…


Care studentesse e cari studenti,

come virologi del Dipartimento di Scienze Veterinarie sentiamo il dovere di esprimere e farvi conoscere la nostra opinione su quanto sta accadendo sul nostro territorio. Chi di voi ha già frequentato le nostre lezioni di virologia e malattie virali conosce l’approccio che utilizziamo quando vi parliamo delle infezioni epidemiche e di quali strategie i virus adottano per sfruttare la popolazione animale e mantenersi in natura.

Abbiamo a che fare con un virus ad RNA con una forte propensione a mutare ed adattarsi. L’origine è sicuramente animale ed il pipistrello è la specie serbatorio più probabile (alberga numerosi betacoronavirus fra cui quello da cui ha originato il virus della SARS). È probabile che sia passato all’uomo già da un po’ di tempo e si sia adattato (abbia imparato) proprio attraverso le mutazioni, ad essere trasmesso nel circuito interumano. Il salto di specie garantisce ad un nuovo virus un notevole vantaggio verso la popolazione suscettibile. L’uomo quindi rappresenta una opportunità formidabile perché rappresenta una specie abbondante, che vive in promiscuità ed è sprovvisto di memoria immunologica. I coronavirus del raffreddore sono degli alfacoronavirus e condividono ben poco del Covid 2019 in termini di cross-protezione. Quindi non è attesa in tempi brevi una riduzione della virulenza. Solo quando l’immunità di popolazione avrà raggiunto un certo livello, allora il virus comincerà ad essere trasmesso con maggiore difficoltà e tenderanno ad aumentare le forme lievi, croniche o asintomatiche. Notate che queste sono già presenti nella maggior parte degli infetti ma abbiamo ancora un 15-20% di infetti che sviluppano forme gravi che richiedono l’ospedalizzazione.

Una caratteristica di questo virus è quella di essere molto contagioso. Il legame con il recettore cellulare è venti volte più forte rispetto al virus della SARS. Inoltre presenta siti per le proteasi cellulari simili a quelli dei virus influenzali associati a peste aviare ad alta patogenicità (furin-like) quindi potenzialmente in grado di dare forme a maggior tropismo tissutale, essendo queste proteasi espresse in molti tessuti.

Quindi per concludere il virus non è la peste nera ma non è neanche una banale influenza e vi spieghiamo perché:

1) L’influenza stagionale ha una mortalità di circa lo 0,1%, non banale, ma la popolazione è in gran parte immune (per pregresse infezioni, parzialmente cross-protettive verso le nuove varianti e per la vaccinazione). In un tale contesto il virus influenzale serpeggia fra la popolazione e colpisce una frazione minoritaria delle persone senza incidere in modo significativo sulla forza lavoro di un paese.

2) SARS-Cov2 è un virus nuovo. Non abbiamo memoria immunologica o immunità di gregge. In tali casi il virus, senza misure di controllo, avrebbe un andamento epidemico, arrivando ad interessare una larga fascia della popolazione recettiva (dove il denominatore è tutta la popolazione italiana) prima di cominciare a rallentare la progressione. Questo significa che, anche in assenza di forme gravi, una gran parte della popolazione in età lavorativa, sarebbe bloccata per settimane con immaginabili ripercussioni sull’economia nazionale. Quindi ben vengano le misure di restrizione attualmente in uso per arginare almeno i principali focolai epidemici.

3) Covid 2019 causa forme gravi che richiedono il ricovero nel 15% dei casi. Si tratta di polmoniti che vengono curate in terapia intensiva per diversi giorni con l’ausilio della respirazione assistita. Quindi poco importa se la categoria a rischio di decesso siano gli over settantenni, con tutto il rispetto per i nostri vecchi. Anche i quarantenni o i cinquantenni (una parte cospicua della forza lavoro) avrebbe necessità della stessa terapia. Provate a chiedervi quanti letti per terapia intensiva ci sono nelle province italiane e quanti di questi sono già giustamente occupati da pazienti che hanno subito operazioni chirurgiche, traumi, ustioni ecc. Da qui la necessità di applicare tutte le misure utili ad arginare l’espandersi dei focolai epidemici, anche se vengono percepite come eccessive.

L’appello che facciamo agli studenti che hanno già maturato una sensibilità e coscienza sulle misure di lotta alle malattie degli animali è quella di fare tesoro delle vostre conoscenze ed essere parte attiva nella comunicazione del rischio, senza allarmare eccessivamente ma senza sottovalutare il problema.

Vi sarete accorti che non tutti i virologi che quotidianamente affollano le trasmissioni televisive la pensano allo stesso modo. Questo è assolutamente normale (la scienza è democratica fra gli scienziati e sensibilità e approcci diversi sono il sale del dibattito scientifico. La verità è che nessuno conosce come andrà a finire. Il principio di precauzione, se applicato bene, non sarà mai apprezzato abbastanza, se il problema sanitario poi non si verifica. Mentre una sottovalutazione del pericolo, in presenza di un’epidemia fuori controllo, farebbe scoppiare la rivoluzione. La difficoltà di prendere la giusta decisione è un sottile filo che lega questi due estremi.

Professore ordinario (Malattie infettive degli animali) e professore associato, Dipartimento di Scienze Veterinarie, Università di Torino


Questo è quello che ci si aspetta da persone competenti che hanno a cuore la divulgazione corretta e la comprensione di un problema, non i titoli che abbiamo visto sopra.

L’ENPA, l’ente nazionale protezione animali non prende bene la notizia

«È una bufala, così come la storia dei duemila cani infettati di qualche giorno fa». Così, all’Adnkronos, Carla Rocchi presidente dell’Enpa, ente protezione animali, commenta la notizia. «La rete è piena di psicopatici che diffondono notizie false – sottolinea Rocchi – non bisogna crederci. Ad oggi non si è infatti registrato alcun caso di contagio tra gli animali domestici».

Così riporta il Messaggero tra i pochi fuori dal coro.

La realtà è che non si tratta di vere e proprie fake news, stiamo parlando di articoli su testate giornalistiche importanti, articoli firmati da professionisti.

Ma di fatti non accertati o smentiti nei testi degli stessi articoli pubblicati con titoli allarmanti e in alcuni casi fuorvianti.

Evitiamoci abbandoni o cose ben peggiori dovute alla psicosi come abbiamo raccontato in questo articolo.

Le notizie come quella del cane di Honk Kong se proprio dobbiamo leggerle, leggiamole per intero, non fermiamoci ai titoli, perchè – il motivo non è dato saperlo – ma spesso non coincidono con il significato del testo.

Sarà forse una questione di click, condivisioni e traffico on line?

Non lo sappiamo ma forse sarebbe meglio non condividerle queste notizie e attenerci alle fonti Istituzionali

Rocco Voto

Nel 2016 ho fondato Dogsportal.it insieme al Caporedattore Poldo, il mio super segugio, unendo la mia passione per la Cinofilia e il Digitale e cambiando in parte la mia vita. C’è un aspetto importante che accomuna Cinofilia e Digitale. Non si può adottare un metodo unico. Ogni caso deve essere analizzato, osservato, confrontato, studiato per trovare soluzioni mirate e adeguate. Mica semplice quando parliamo di Cani e Persone CONTATTI 📩 roccovotomail@gmail.com 📩 marketing@dogsportal.it (per collaborazioni editoriali con Dogsportal.it) 📲 +39 333 7756747 https://www.linkedin.com/in/roccovoto/

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