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Il proprietario “viaggiatore” con cane-trolley.

Sarà capitato a tutti, nella quotidianità delle passeggiate a 6 zampe, di incontrare un proprietario Viaggiatore, seguito a ruota dal suo cane-trolley.


Questo personaggio è assai diffuso, specialmente negli ambienti urbani.

Non ha un aspetto standardizzato e si accompagna con una grande varietà di cani, tuttavia è facilmente riconoscibile.

Il duo Viaggiatore e cane-trolley svolge la passeggiata sempre nella stessa configurazione: l’umano avanti e il cane qualche metro indietro, al guinzaglio.

La velocità di crociera dell’umano è molto varia, ma è sempre inesorabilmente costante e indefessa, il che crea evidente disagio nel compagno quattrozampe.

Il Viaggiatore, infatti, ha un’ossessione: pensa di non potersi fermare. Mai.

Lui/lei cammina senza posa, spinto da una voce che gli sussurra che se si ferma, morirà.

L’origine di questa nevrosi non è chiara, mentre è evidente la sua diretta conseguenza: al cane-trolley è vietato fare soste.

Lo sventurato quattrozampe non riuscirà a protrarre un’annusata per più di 5-6 secondi, cioè il tempo impiegato dal flexi a raggiungere la massima estensione.

Esaurita la corsa del flexi, il cane-trolley verrà implacabilmente trascinato via, in modo più o meno brusco a seconda della mole, dell’attrito che è in grado di sviluppare col terreno, e del livello di rassegnazione raggiunto con l’esperienza.


Va segnalato che molti Viaggiatori utilizzano un normale guinzaglio, e che in questo caso il tempo concesso al cane per fermarsi cala vertiginosamente a 2-3 secondi.

Per un Viaggiatore il rischio di mortalità presunta aumenta notevolmente in caso di incrocio con un altro binomio, in quanto spesso gli risulta più facile trascinare via il cane da un palo della luce o da un ciuffo d’erba, piuttosto che da un consimile.

Questi incontri dunque, mettendo in gravissimo pericolo la sua vita, amplificano l’effetto trolley in urgenza e in vigore.

Pur non essendo pericoloso per altri binomi, il Viaggiatore regolare risulta decisamente nocivo per il benessere e per l’equilibrio mentale del suo cane-trolley.

Per questo, negli osservatori più sensibili la vista di un Viaggiatore provoca vampate di calore e a volte orticaria, unitamente al desiderio irrefrenabile di tagliare con le cesoie il suo guinzaglio.

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La vita di un cane-trolley risulta più complicata per gli esemplari di piccola taglia.

E’ empiricamente dimostrato infatti che una valigia grande rallenti il passo, mentre un trolley da cabina, così pratico e leggero, conceda di prendere velocità.

Le cronache raccontano di chihuahua, pinscher, yorkshire, volpini e piccoli meticci che hanno appreso a fare i bisogni al trotto o addirittura al galoppo.

Si narra di un bassotto che liberò la vescica lungo 25 metri di marciapiede, senza mai fermarsi.

Il primato di defecazione rapida invece viene attribuito a un mix maltese, che riuscì a espellere quanto doveva in soli 3 decimi di secondo senza accucciarsi.

I cani-trolley di grande mole soffrono frequentemente di escoriazioni ai polpastrelli per via dell’attrito con l’asfalto.

I più determinati sviluppano anche una sindrome detta “del peso morto”, che si manifesta con svenimenti simulati atti a rallentare il Viaggiatore.

E’ molto comune in cuccioli e cuccioloni di retriever e grandi guardiani; normalmente sparisce nel corso degli anni.

I più piccoli invece, che sperimentano spesso episodi di volo radente, sospesi al guinzaglio per impedire che si attardino, possono sviluppare terrore del vuoto, vertigini e perdita della percezione spaziale.

I cani-trolley cadono facilmente in depressione; alcuni scaricano la frustrazione cercando di staccarsi le ruote a morsi.

Ci auguriamo che la ricerca scientifica riveli presto l’origine del comportamento del Viaggiatore e scopra una cura efficace contro il Trolleysmo, risparmiando a tanti cani una triste e avvilente vita da valigia.

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Silvia Masoero

Silvia Masoero è la fortunata umana di Bonnie, meticcia 11enne ex agilitista, pazza per i boschi, il mare, i merli e gli esseri viventi in generale. Di recente è entrata in famiglia anche Kiss, border collie tricolore niente affatto impegnativa: rockstar con contradditorie influenze pop e heavy metal, che ha come piano segreto la conquista del mondo. Appassionata di cani da sempre, alla soglia dei 50 anni ha deciso che da grande voleva diventare educatrice cinofila e tecnica di hoopers e rally-obedience. Oggi lo è, ma si considera comunque una principiante inesperta e non-esperta, e ha assolutamente ragione.

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