La pantera pugliese e i dubbi sulle modalità di ricerca

Notizia ricorrente e anche “di spicco” dell’attualità di questi giorni, è la presenza sul territorio pugliese di un esemplare di pantera.

(In copertina immagine di archivio\stock)

Comparsa circa un anno fa sul Gargano precisamente a San Severo, si ipotizza possa essere scappata dall’abitazione di un “boss”, quindi un privato. Nel corso dei mesi si è spostata verso sud, fino ad arrivare nel Barese.

Nelle ultime due settimane, per le ricerche della stessa, sono stati impiegati i “cani molecolari”.

A questo proposito, ci tengo a precisare che la definizione di cani molecolari è solo una trovata giornalistica per identificare i cani che cercano persone scomparse/disperse con la tecnica del Mantrailing, che però purtroppo non ha nessun fondamento; infatti, tutti i cani possono definirsi molecolari, in quanto tutti sono in grado, con le loro altissime capacità olfattive, di percepire molecole di odore (persona, sostanza, animale). 

Ma torniamo alla pantera, e all’uso dei cani per le sue ricerche.

Innanzitutto parliamo di un mammifero di circa 100kg che, secondo il veterinario Flavio Pesce, medico veterinario del Cras (Centro di recupero per animali selvatici) di Matera, risulta essere molto “goffo” e non abituato a cacciare (lo testimoniano i danni inferti nei giorni scorsi a degli asinelli). 

Essendo probabilmente cresciuta in cattività,  non si sa se era abituata all’uomo, e questo è sicuramente un fattore che la rende imprevedibile. 

Per quella che è la mia esperienza cinofila, soprattutto nell’ambito della  ricerca, come allieva prima e istruttore dopo, credo che l’utilizzo dei cani per la ricerca di questo animale, sia poco utile e funzionale, oltre che un po’ azzardato, per i motivi suddetti. 

Prima di tutto, in questo caso non è presente il classico input olfattivo o testimone d’odore della pantera da cui far partire le ricerche.

Da fonti attendibili, risulta essere stato prelevato un campione d’odore del leopardo custodito presso lo Zoo Safari a Fasano (BR), ma seppur la pantera appartenga alla sua stessa famiglia, sappiamo benissimo che ogni animale (uomo compreso) ha la sua individualità a livello di odore e di DNA……

Quindi i cani coinvolti precisamente cosa starebbero cercando?

Nella ricerca animali, il cane viene addestrato al fine di dare informazioni precise sulla direzione verso cui si è mosso l’animale, segnalare eventuali posti nei quali ha riposato, e confermare che le eventuali tracce biologiche presenti sulla traccia appartengano o meno all’animale che si sta ricercando.

E questo ha un senso e una logica, perché ha il fine di ipotizzarne gli spostamenti e ottimizzare le ricerche in termini di tempo e spazi. 

Inoltre, considerato che l’animale si muove camminando sul terreno (e non volando!), il/i cane/i dovrebbe essere preparato per seguirne la traccia in maniera continuativa.

Perché ad un certo punto il cane perde la traccia? Scarsa motivazione? O scarsa preparazione?

Come fa un cane ad essere addestrato a cercare un animale selvatico così imprevedibile come può essere una pantera, non essendosi preparato prima? 

E’ stato affermato con estrema convinzione che il cane sia in grado di discriminare l’odore del lupo, da quello del gatto, da quello della pantera… e sulle capacità olfattive del cane, per fortuna siamo d’accordo! Ma se il cane finora non è stato addestrato a discriminare i diversi odori (anche per mancanza di campioni d’odore), che affidabilità può avere in un intervento reale? 

A tal proposito, credo che quando si parli di intervento reale, bisognerebbe non improvvisarsi, che si tratti di persone scomparse/disperse o di animali.

L’affidabilità del cane in una ricerca reale, dovrebbe essere del 200%, e altrettanta dovrebbe essere la preparazione del conduttore, sul tipo di terreno, sulla specie di animale che si sta cercando (come e quando si muove, dove riposa, come caccia, ecc…), sulle condizioni atmosferiche, e su tanto altro. Dev’esserci inoltre una segnalazione perfetta e inequivocabile delle tracce, che non può certamente essere il rotolarsi con la schiena su un odore!!

Dispiace per le autorità che si sono affidate e continuano ad affidarsi a gente non competente, perché purtroppo non sono a conoscenza di quali siano le procedure corrette e le tecniche di ricerca, di quale preparazione e affidabilità dovrebbe avere una unità cinofila che si occupa di ricerca  reale (persone, animali, sostanze, ecc), e di come si dovrebbe operare in sicurezza (del cane e del conduttore!).

Credo fermamente che ogni unità cinofila o presunta tale (e purtroppo ce ne sono tante!), dovrebbe avere nel proprio bagaglio di esperienza un briciolo di buon senso e umiltà.

Si dovrebbe avere l’onestà intellettuale di rinunciare ai 5 minuti di “gloria” su social e quotidiani locali, e pensare piuttosto a restare con i piedi per terra.

Purtroppo, a malincuore, di queste situazioni ne pagano le conseguenze quei binomi realmente preparati e che la cinofilia la fanno davvero con serietà!!!

Concludo con una domanda da “Avvocato del diavolo”: quanto affidabile e preparato può essere un binomio giovane (in attività da poco tempo) che faccia contemporaneamente ricerca persone (Mantrailing), ricerca animali scomparsi, e ricerca e segnalazione di esche e bocconi avvelenati (e senza avere una certificazione, un brevetto, un titolo)?!

Azzurra Romano

Sono sempre stata affascinata dal mondo della cinofilia, tanto che a Febbraio 2013 (quando Molly aveva 7 mesi), mi iscrivo al corso per Educatore Cinofilo CSEN, presso l’a.s.d. Cinofollia a Triggiano (Bari). Quel corso, i docenti estremamente competenti e la mia grande curiosità che poi si è trasformata in passione, mi hanno letteralmente aperto un mondo. Mi chiamo Azzurra Romano, e sono nata nella bellissima Puglia, precisamente a Bari, il 22 Agosto di 28 anni fa. Nella vita sono capo ricevimento in un grandissimo centro sportivo a Bari, ma la mia grande passione è sempre stata la cinofilia, seppur l’abbia riscoperta “da grandeDi tutte le discipline, quelle che mi hanno sempre affascinato, sono state le discipline olfattive, sia perché meravigliose da poter praticare con il proprio amico a quattro zampe, sia perché hanno innumerevoli benefici sui cani.

Azzurra Romano
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