La storia di Margot: cominciamo da lei.
Non riusciremo mai ad aiutare tutti i cani. È una sensazione frustrante, soprattutto per chi, come noi, ogni tanto racconta storie di adozione, condivide appelli, cerca di dare visibilità a chi ne ha bisogno.
Il rischio è di fermarsi lì: all’articolo emozionale, alla storia che colpisce, al post condiviso. Tutto utile, certo. Ma non sempre sufficiente.
Per questo abbiamo deciso di provare a fare qualcosa di più concreto. Anche se, dobbiamo dirlo, con un ritardo enorme.
Abbiamo deciso di partire dal posto più vicino a noi: L’Albero di Mais, gattile e canile rifugio di Moncalieri. Un posto che possiamo raggiungere facilmente, dove possiamo tornare, seguire i cani nel tempo, ricevere aggiornamenti diretti.
Nasce così una collaborazione spontanea con il rifugio: una videorubrica dedicata ai cani de L’Albero di Mais. Di volta in volta ci concentriamo sulla storia di un cane, la seguiamo nel tempo, ne raccontiamo i progressi, le difficoltà, le possibilità di adozione. Niente articoli emozionali fini a se stessi. Pragmatismo, continuità, vicinanza fisica al posto.
Cominciamo con Margot.
Chi è Margot
Margot è un dogo argentino femmina di otto anni. È arrivata al rifugio poco dopo Natale, all’inizio di gennaio, in condizioni disperate. Come racconta Cristina, volontaria de L’Albero di Mais: era morente. Aveva gravi problemi di salute, aveva il tartaro, aveva abortito e i cuccioli non erano sopravvissuti. Sopra tutto questo, una grave infezione che ha richiesto un intervento chirurgico urgente per salvarle la vita. L’infezione non cedeva, e Margot ha dovuto essere operata una seconda volta.
Quando è arrivata era abbattuta, disperata, triste, magra. Un cane che aveva perso la voglia di vivere.
Piano piano, tra cure, attenzione alla parte emotiva e al comportamento, si è arrivati a oggi.



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Dal punto di vista della salute, Margot sta bene. Ma le manca ancora la cosa più importante: una casa, una famiglia, qualcuno che le voglia bene e che capisca anche la tipologia di cane.
Serve una famiglia esperta, perché è comunque una dogo argentino: un cane forte, protettivo, con caratteristiche precise. In più, Margot viveva in uno stato di alienazione, quindi il mondo lo sta scoprendo solo adesso, qui al rifugio. Con gli altri cani ha qualche difficoltà, ma sta imparando a gestire anche quella parte.
Ha bisogno di aiuto, tanta pazienza e la consapevolezza che è un cane che ha sofferto, ma che ha ricominciato a vivere.
E poi, diciamolo: Margot ama il divano. Le piace proprio tanto.
Come conoscerla
Chi volesse incontrarla può contattare L’Albero di Mais per avviare un percorso conoscitivo, supportato dai volontari e dagli educatori che seguono il rifugio.
Noi continueremo a seguire la sua storia. Questa è solo la prima puntata.
Contatta l’Albero di Mais per andare a conoscerla…
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