Nessuno si salva da solo. Coesione e solidarietà cercasi

“Stasera mi è arrivato il primo secchio d’acqua, praticamente sotto il portone. Speriamo sia stato un errore”. “Da me siamo al diserbante.

Ai bocconi giovedì scorso.

Cancello alle spalle, cane nel campo, non va bene lo stesso”.

“I carabinieri mi hanno seguita, poi fermata e minacciata di sequestrarmi i cani, perché stavo andando nel mio campo di agility, che è distante da casa mia non 200 metri ma 700… ma l’ordinanza dice nelle vicinanze di casa, non a 200 metri…”

“Esco, sì, e vado dove non c’è nessuno, ma cerco comunque di non farmi vedere.

Non so, mi sembra che mi guardino tutti, e che mi guardino male…”

”Ma tu dove arrivi? Sarà giusto fino là?

Oppure se arrivo in fondo al campo mi dicono qualcosa?”

”Me ne dicono di tutti i colori, urlando dai balconi o da dietro una cancellata”. 

“Uno mi ha minacciato col forcone dicendomi di andarmene, e non ero nemmeno sul suo territorio…”

Storie di ordinaria follia.

Storie di ordinaria umiliazione e di ordinario dolore.

Una pena al guinzaglio, cantava Baglioni un tempo.

Non ci saremmo mai immaginati che diventasse realtà, e quale triste realtà.

Certo, in questo momento abbiamo ben altri incubi, camminiamo tutti sui pezzi di vetro.

Ma per uscire da questa stretta terribile, non abbiamo altra via che la coesione e la solidarietà generale.

Nessuno si salva da solo, è stato detto.

Tutti insieme ce la faremo… 

Invece siamo diventati oggetti di odio, bersagli comodi per la rabbia e la frustrazione.

“I cani fuori e i bambini dentro”, sibila la vicina, quando passiamo.

“L’area cani l’ho chiusa io, col lucchetto, così la finite”, dice soddisfatto il vecchietto che ha appena evitato di vedere cani liberi nell’unico spazio verde per chilometri. 

Che dire? Resistiamo.

Con coerenza e correttezza, più che possiamo.

Questo terribile momento passerà.

Certo, il trauma sarà duro da cancellare.

Certo, ci sentivamo proprietari appassionati e generosi offrendo ai nostri cani trekking, attività, sport e prove, e invece il sacrificio più eroico che facciamo per loro è salvaguardarli e preservarli, fisicamente e psicologicamente, durante passeggiatine millimetriche in questo momento buio. 

Altro, per adesso, non è dato di fare.

Ci sarà, dopo, da ricostruire: la nostra fiducia, la nostra serenità, il nostro sguardo sul mondo. Sarà un compito difficile, però ce la faremo. Siamo privilegiati, perché li abbiamo con noi. I nostri cani.   Una gioia, una grande opportunità, un privilegio al guinzaglio.   

Susanna Pietrosanti

Susanna Pietrosanti , dottore di ricerca in storia della caccia in Toscana, é autrice di vari saggi sulla caccia in Italia e in Europa. Ha collaborato con la rivista ufficiale della SIPS, Società Italiana Pro Segugio. Ama i segugi e divide il bosco e la vita con loro da sempre.

Susanna Pietrosanti
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