Tutte le notizie sul cane

Quando il titolo uccide prima dei cani

Come i giornali raccontano la cronaca nera con gli animali: tra clickbait, cause ancora incerte e lettori lasciati soli a metà notizia

Aggiornamento

Il corpo di Lucia Tognela è stato trovato in un bosco di Trivigno. Una notizia tragica, vera, che merita rispetto e attenzione. Ma quello che è successo nelle ore successive, sulle homepage di molti giornali online italiani, è un caso di scuola su come funziona l’informazione quando c’è fretta, ci sono banner da riempire e lettori da agganciare con un titolo.

Guardate questi titoli, usciti quasi in contemporanea:

«Donna morta nei boschi di Trivigno: si indaga sui cani della zona» (SondrioToday) «Lucia Tognela, chi era la donna sbranata e uccisa da un branco di cani» (MilanoToday) «Lucia Tognela, sbranata dai cani mentre fa trekking nel bosco: il corpo dilaniato ritrovato da un escursionista» (Il Messaggero) «Uccisa dai cani. Tragedia in montagna, una persona ha perso la vita, indagini in corso» (il Dolomiti)

Quattro titoli. Quattro redazioni diverse. Quattro intenti diversi.

Indagini in corso. Sbranata. Uccisa. Da un branco di cani. Punto.

Poi però si legge il testo. E lì, quasi sempre in fondo, quasi sempre dopo i dettagli sul bosco impervio, sulla scoperta del corpo, sulle prime testimonianze, arriva il paragrafo che ribalta tutto:

«Gli inquirenti dovranno stabilire se sia stata uccisa direttamente dall’aggressione oppure se un malore o un’altra causa abbiano preceduto l’eventuale intervento degli animali.»

Un malore. Un’altra causa. L’eventuale intervento degli animali.

Siamo ancora al condizionale. Siamo ancora nel campo delle ipotesi. Sul corpo è stata disposta un’autopsia. I veterinari di ATS della Montagna sono stati chiamati per stabilire l’origine dei morsi. La dinamica non è ancora chiara.

Eppure il titolo ha già emesso la sentenza.

Il problema non sono i cani

Sia chiaro: non stiamo difendendo nessuno, non stiamo aprendo un processo parallelo. Se dall’autopsia emergerà che l’aggressione è stata la causa del decesso, sarà una notizia importante e andrà raccontata con la stessa chiarezza. La vita di Lucia Tognela merita rispetto, non strumentalizzazione.

Il punto è un altro, ed è strutturale: il titolo di un articolo giornalistico non è un’opinione, non è un’ipotesi, non è uno scenario possibile. O almeno, non dovrebbe esserlo. È la sintesi del fatto accertato. Quando quella sintesi va oltre quello che si sa, quando anticipa conclusioni che gli stessi investigatori non hanno ancora raggiunto, non è giornalismo: è costruzione di una narrativa.

E in questo caso la narrativa è comoda, immediata, viscerale. I cani che aggrediscono. Il bosco. Il corpo dilaniato. Funziona. Genera click. Riempie banner.

Non è la prima volta che lo diciamo. Nel 2023, il nostro Andrea Comini aveva già analizzato con precisione come la stampa italiana tratti i cani con una superficialità che ha del sistematico: razze scambiate, foto sbagliate, titoli costruiti sull’onda dell’emotività. Quell’articolo si intitolava La stampa italiana ha un problema con i cani (e gli inglesi fanno gli ipocriti) ed è ancora lì, ancora attualissimo. Il caso di Lucia Tognela aggiunge un capitolo nuovo a quella storia: non si tratta più solo di non saper distinguere un Malinois da un Pastore Tedesco. Si tratta di costruire una narrativa di colpa prima che le indagini abbiano una risposta.

Come funziona il meccanismo

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I giornali online vivono di traffico. Il traffico si misura in visualizzazioni di pagina. Le visualizzazioni di pagina si ottengono anche, spesso soprattutto, attraverso i titoli. Un titolo che dice “si indaga sulle cause” porta meno click di uno che dice “sbranata da un branco di cani”. Questo non è un segreto, non è una teoria del complotto: è il modello di business dell’editoria digitale sostenuta dalla pubblicità programmatica.

Il lettore arriva, vede i banner, e se non legge il testo (e spesso non lo legge) se ne va con una certezza falsa in testa. Quella certezza diventa conversazione, diventa condivisione sui social, diventa opinione pubblica. Nel frattempo, l’autopsia non è ancora stata effettuata.

Cosa dovrebbe fare chi legge

Non fermarsi mai al titolo. Mai. Questa è l’unica cosa che possiamo dirvi con certezza.

Leggere il testo per intero, soprattutto quello che viene dopo il “ma”, il “tuttavia”, il “gli inquirenti dovranno però accertare”. Quella congiunzione avversativa è spesso il confine tra la notizia e la sua distorsione.

Chiedersi chi parla: è un investigatore? Un testimone diretto? Una fonte anonima? Il condizionale è usato o è scomparso prima del dovuto?

E poi, se qualcosa non torna, non condividere. O almeno, condividere con una nota.

Quello che sappiamo, davvero

Lucia Tognela è morta. Il suo corpo è stato trovato in una zona boschiva impervia, poco frequentata. Sul corpo sono presenti segni compatibili con morsi di animale. Nelle vicinanze si trova un’abitazione con diversi esemplari di Dogo argentino. È stata disposta un’autopsia. I veterinari dell’ATS sono al lavoro per stabilire l’origine e la natura dei morsi. La causa del decesso non è ancora accertata.

Questo è ciò che sappiamo. Il resto, per ora, è un titolo.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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