Lucia Tognela, l’autopsia conferma la morte per aggressione animale. Indagato il proprietario dei dogo argentini
Arrivano i primi risultati dall’autopsia sul corpo di Lucia Tognela, la donna trovata morta giovedì scorso nei boschi di Trivigno, in Valtellina. L’esame autoptico, effettuato ieri all’obitorio dell’ospedale di Sondrio dall’anatomopatologo Luca Tajana dell’università di Pavia, ha stabilito che la causa della morte è lo shock emorragico conseguente a una violenta aggressione da parte di animali. Esclusa l’ipotesi di un malore precedente all’attacco. La notizia è riportata dall’edizione locale de ilgiorno.it
I funerali di Lucia Tognela saranno celebrati domani, mercoledì 30 aprile, nella chiesa parrocchiale di San Siro a Tirano, alle 14.30, a una settimana esatta dalla tragedia.
L’indagine e l’unico indagato
Semopre secondo quanto riportano le fonti locali, Valerio Ceconi, 46 anni, è l’unico iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. È stato lui il primo a trovare il corpo della donna e a dare l’allarme giovedì scorso. Ceconi è il proprietario dei cinque dogo argentini sequestrati tra giovedì e venerdì mattina e trasferiti al Canile consortile di Busteggia, dove si trovano ora a disposizione dei veterinari di Ats della Montagna. Anche i cani saranno sottoposti a esami specifici per verificare se e quali tracce abbiano lasciato sul corpo di Lucia.
Ceconi viveva stabilmente a Trivigno, a 1.800 metri di quota, insieme ai cinque molossi e ad alcuni cavalli. Secondo le testimonianze raccolte nelle ore successive alla tragedia, i dogo erano spesso lasciati liberi di circolare nella zona, pur risultando obbedienti al proprietario. È difeso dagli avvocati Stefano Bonacina e Paola Bussini di Milano.
All’autopsia era presente anche il professor Andrea Gentilomo, medico legale nominato consulente tecnico di parte dalla difesa di Ceconi.
Sessanta giorni per le certezze definitive
L’autopsia non ha ancora stabilito con certezza se siano stati proprio i dogo argentini di Ceconi ad aggredire Lucia Tognela: i consulenti avranno 60 giorni di tempo per depositare gli esiti completi degli accertamenti. L’inchiesta è coordinata dalla sostituta procuratrice Tatjana Ennemoser. Sul posto il giorno della tragedia si era portato anche il procuratore generale Piero Basilone.
Una storia che conoscevamo già
Su Dogsportal avevamo già scritto di questa vicenda, e lo avevamo fatto con un taglio preciso: non per alimentare la cronaca nera sul cane pericoloso, ma per ragionare su come i media trattano questi episodi. Il titolo di quell’articolo era già tutto un programma: quando il titolo uccide prima dei cani.
Aggiorniamo oggi con i fatti accertati, perché la cronaca va seguita con rigore. Ma il punto di metodo resta: la notizia dell’autopsia conferma una dinamica tragica e presumibilmente evitabile, che chiama in causa la responsabilità di chi gestisce animali potenzialmente pericolosi in spazi aperti frequentati da persone. Non i cani in quanto tali.
Il punto di Dogsportal
Questa vicenda non riguarda una razza. Riguarda una gestione. Cinque molossi di grossa taglia lasciati liberi di circolare a 1.800 metri, in un bosco, senza controllo costante: questo è il dato che l’indagine dovrà approfondire, e su cui il sistema — veterinari, Comuni, forze dell’ordine — dovrà interrogarsi. La perdita di Lucia Tognela è una tragedia che lascia una famiglia nel dolore. E che non può essere ridotta a un dibattito sulla pericolosità delle razze.
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