Quando possiamo definire un cane “troppo vecchio” per lo sport?

Di Annalisa Ferri

E alla fine la provocazione è arrivata, lo sapevo che covava sotto la cenere! Rocco, la mente, il braccio e il cuore di Dogsportal.it mi pone la fatidica domanda:

quando possiamo definire un cane sportivo “troppo vecchio” per riuscire a sostenere un’attività fisica intensa?

Ci sono tanti parametri da tenere in considerazione, in primis, l’età:

sappiamo che a seconda della razza e della taglia ci sono indicazioni diverse per poter definire un cane “anziano”, ne è un esempio la tabella sotto riportata.

TAGLIA DEL CANE

PESOETA’ MEDIA
Piccola0 – 10 kg11.5
Media11 – 25 kg10.2
Grande26 – 50 kg8.8
Gigante>50kg7.5

Tuttavia, questi dati meritano una revisione, perché sono riferiti al 2005 e la vita media dei cani si sta allungando sempre più, anche per quanto riguarda le taglie grandi e giganti.

Ultimamente, col mio lavoro di riabilitazione sto vedendo sempre più arzilli vecchietti di 12/14 anni di razze come Boxer o Labrador, quindi, come si può capire, l’età è solo uno dei fattori.

Un’altra cosa da considerare sono le condizioni generali del soggetto sia in termini mentali (disponibilità al lavoro, voglia di fare) sia in termini clinici, non solo eventuali problemi muscolo – scheletrici, che sono il maggior cruccio di chi fa attività sportiva, ma tutte le eventuali patologie che possono accompagnare l’invecchiamento (problemi renali, epatici, endocrinologici).

Nel momento in cui, con un’accurata visita clinica (una sorta di tagliando che è bene fare almeno una volta ogni 6 mesi/un anno raggiunta la soglia della senescenza), ci fosse il riscontro di buona salute del soggetto, non resta che considerare l’ultima cosa.

Che attività fa il mio cane?

Ci sono sport più traumatici (Agility, Flyball, Canicross, Discdog) e altri meno (Obedience, Retrieving, Rally – O), quindi, in ragione di questo bisogna fermarsi a pensare.

Quante volte vado in gara?

Quante volte alleno il mio cane?

Ci si ricordi che il troppo stroppia, ma che nemmeno si può portare il cane in competizione senza che si sia mosso nelle settimane precedenti.

Una regola che vale sempre, ma a maggior ragione col cane in là con gli anni, è che l’allenamento per l’agility, ad esempio, non è solo salti, tubo, ecc, ma anche passeggiate per mantenere il tono dei muscoli, le articolazioni ben oliate e fare fiato. Importanti sono anche programmi di riscaldamento e raffreddamento pre e post attività.

Bene, detto questo, cosa posso fare?

Il consiglio è di far seguire il cane da un medico veterinario fisiatra che valuti il cane anche da un altro punto di vista rispetto a quello del collega di base da cui lo si porta normalmente e a cui è bene affidarsi per fare il “tagliando” che dicevamo prima. Il Veterinario fisiatra fa una valutazione del soggetto che considera il tipo di attività sportiva, le condizioni fisiche del cane (tono e masse muscolari, range di movimento delle articolazioni, disagio nel movimento ed eventuale dolore alle manipolazioni che può essere indice di dolore cronico più difficile da rilevare rispetto a quello acuto).

Essere seguiti da un veterinario fisiatra è un valore aggiunto nella vita del cane, ma lo è ancor di più nel momento in cui il soggetto sia un anziano con tanta voglia di fare. Si può continuare con un’attività più leggera nell’ambito dello stesso sport o cambiare disciplina (non poniamoci limiti mentali e non mettiamoli nemmeno al nostro cane, possiamo stupirci a vicenda!).

Vi saluto con una bella storia!

Un esempio che mi piace portare è quello di una femmina di Australian shepherd, molto grossa di struttura che faceva Obedience e poi, in là con gli anni, ha alleggerito passando a Rally  – O. A 11 anni il collega di base rilevando qualche acciacco a suggerito di sospendere l’attività sportiva, ma la cagnona ha cominciato a deprimersi. La proprietaria ha cominciato a portarla con sé tutte le domeniche a delle marce non competitive di 5 km e il morale è risalito. Ha, quindi, pensato di portarla in visita da me e ho rilevato un dolore cronico alla schiena nella zona lombare, che limitava l’andatura del posteriore e la costringeva a “trascinarsi” con gli anteriori. E’ stato applicato un protocollo riabilitativo costituito soprattutto dal lavoro con tapis roulant in acqua ed è ricomparsa tutta la voglia di fare. Ha ricominciato gli allenamenti, molto gradatamente e sempre sotto controllo, e dopo sei mesi ha vinto, di nuovo, una gara di Rally – O categoria Senior, con grande soddisfazione di tutti, cane compreso!

 

Zampe, amore e fisioterapia nasce grazie all’entrata nella mia vita di un cane speciale di nome Stefano.
Stefano era balzato alle cronache per le torture subite e la sua grande voglia di sopravvivere ad un proiettile conficcato nella colonna vertebrale.
Arrivato nel mese di gennaio all’Ospedale veterinario San Michele per essere operato, avevo volontariamente evitato di incrociare quello sguardo perché sapevo che non sarei riuscita a tenerlo fuori dalla mia vita.
Stefano con la sua caparbietà era tornato a camminare dopo due mesi di fisioterapia, e così iniziai a pensare di aprire un centro per lui e per tutti gli animali nelle sue condizioni.
Dopo otto anni passati a lavorando a stretto contatto con casi neurologici ” mi sono resa conto che ad avere bisogno erano tanti, tantissimi….
Il 4 dicembre 2015 dopo aver apposto la prima firma per la costituzione del nuovo centro, Stefano mi ha lasciato, senza un motivo apparente, una morte inspiegabile.
Stefano era entrato nella mia vita per indicarmi la strada e nel momento in cui l’ho intrapresa il suo compito era finito….

Michela
, manager del Centro

 

Direttore Sanitario
Medico Veterinario Fisiatra Annalisa Ferri

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