Stop agli animali nei circhi? “No, fanno parte della nostra identità” – brividi.
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato di recente una proposta dei consiglieri Luca Paladino e Michela Palestra (Patto Civico) che impegna la Regione stessa ad adoperarsi per “andare oltre la presenza di animali nelle attività circensi” (fonte: Corriere della Sera).
La trovo una notizia positiva, anche se mi sfugge la ragione di una formula tanto ambigua: scrivere “vietare l’impiego di animali nelle attività circensi” pareva brutto? Mah…
In ogni caso, si tratta di un primo passo avanti verso un obiettivo che sta a cuore a milioni di cittadini, non solo lombardi e non necessariamente animalisti ma di certo abbastanza evoluti per provare ribrezzo nel vedere un elefante, una tigre o un’altra meravigliosa e perfetta creatura senziente umiliata e schiavizzata per un presunto divertimento destinato a primati teoricamente intelligenti, noi Sapiens.
Del resto, è di pochi anni fa anche l’introduzione nell’articolo 9 della Costituzione italiana dell’impegnativa dichiarazione secondo cui “La Repubblica… tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.
Bellissima norma che è stata approvata all’unanimità, quindi anche da quegli ipocriti travestiti da parlamentari, ben noti, che in realtà fanno di tutto per cancellare qualsiasi tutela di quanto sopra, a tutto vantaggio delle già gonfie tasche dei loro mandanti e finanziatori, le lobby che dalla distruzione della biodiversità e dall’uccisione o dallo sfruttamento degli animali traggono ricco bottino.
Ovviamente, i portatori di interesse delle lobby suddette non stanno solo in Parlamento ma sono strategicamente distribuiti in tutti gli organi decisionali, consigli regionali inclusi. E di fronte a questo anche piuttosto timido impegno della Regione Lombardia, potevano evitare di farsi riconoscere? Certo che no.
Difatti, a fronte di un voto che ha approvato a larga maggioranza la proposta, il consigliere Giacomo Zamperini, casualmente di Fratelli d’Italia, ha motivato il suo “no” come segue: «è una cantonata perché gli spettacoli circensi sono attività storiche che affondano le loro radici nella nostra identità. Credo che non si debba promuovere l’esclusione degli animali dai circhi, ma piuttosto aumentare e rafforzare i controlli sugli eventuali maltrattamenti» (sempre dal Corriere).
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Ecco, forse a Zamperini sfugge, o forse non gli interessa, che l’essere costretti a eseguire a comando esercizi del tutto innaturali e a vivere una vita da reclusi senza alcuna possibilità di soddisfare le proprie esigenze etologiche è, a tutti gli effetti, il peggior maltrattamento possibile per qualsiasi essere vivente.
Ma nelle sue parole non tutto è da censurare: dichiarare che gli spettacoli circensi affondano le loro radici nell’identità di un rappresentante di Fratelli d’Italia mi sembra il massimo della coerenza politica.
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