Scusi signora, è maschio????
Uscendo da lavoro porto Bonnie nei piccoli giardinetti vicino all’ufficio, per un pit-stop pipí prima di prendere la metro. È l’ora d’aria degli habitué del quartiere, e sulle aiuole ci sono più quadrupedi che fili d’erba.
Sono quasi tutti liberi.
Bonnie no: qui a due passi dalla strada non se ne parla proprio.
Eccone uno: un bel beagle maschio che libero e audace si infratta abilmente sotto Bonnie, manco fosse un meccanico sotto un carroponte, e la solleva piazzando il nasone dove meglio serve. Bonnie mi guarda con leggero imbarazzo. La padrona del beagle, con sigaretta in una mano e cellulare nell’altra, dopo un prolungato e irruente check up olfattivo da parte del suo cane, mi grida da lontano:

“Sì è maschio…!” – mento con evidente sgomento della signora – “…Ma non si agiti, gli ho insegnato a non uccidere i beagle.”
Sposto il cane carrozziere con una delicatissima pedatina e Bonnie mi guarda con riconoscenza.
Mentre ci allontaniamo, un labrador esagitato piomba al galoppo direttamente in groppa a Bonnie, senza nemmeno un ciao piacere di conoscerti, vuoi uscire per un apericane con me. Bonnie stavolta riesce a sgusciare via con grazia principesca, e ci avviamo a passo rapido verso la strada, inseguite dal labrador affannatissimo che ha evidentemente più ormoni che fiato. Mi fermo sul marciapiedi per evitare che il poveraccio venga arrotato in mezzo al corso.
“E’ in calore veroooo?”, urla la padrona da venti metri di distanza venendo con tutta calma verso di noi.

Peraltro ci sarebbe un metodo infallibile per evitare che lui finisca stirato dal bus, solo che finché lei lo tiene al collo, questo metodo non funziona…”, dico indicando il guinzaglio che la signora tiene inutilmente appeso al collo.
Il labrador viene finalmente placcato e legato, con sottofondo di mugugni scettici “mah, sterilizzata, sarà…”. Questa poi. Sta’ a vedere che l’operazione di Bonnie è un falso ricordo inserito nel mio cervello positronico di replicante ribelle, presto Harrison Ford mi darà la caccia per terminarmi e se il labrador finisce asfaltato è colpa di un errore di programmazione.
Vieni Bonnina, lasciamo stare, in fondo “tutto questo andrà perduto come lacrime nella pioggia”.
NdA. Purtroppo i dialoghi non sono andati esattamente così. Però mi piace pensarlo.
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