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La vita con un gatto è più semplice di quella con un cane… ma è vero?

Per lungo tempo ho fatto la volontaria in un rifugio che accoglieva cani e gatti, e spesso ho incontrato persone che pur desiderando adottare un cane, finivano con l’orientarsi verso la scelta di un gatto adducendo come motivazione che la vita con un gatto è più semplice di quella con un cane grazie alla maggiore facilità di gestione e il minore impegno richiesto in termini di tempo ed energie da dedicare all’animale. 

Anche durante molte delle mie consulenze feline ho sentito proprietari raccontarmi la preferenza del gatto come funzionale ad una vita molto impegnata: vivere con un gatto sembrava rispondere al bisogno di quella persona di occuparsi di qualcuno senza però stravolgere le proprie abitudini: indipendente, pulito, autonomo, in grado di badare a sé stesso… l’animale perfetto per chi non ha tanto tempo, quasi un coinquilino discreto che paga l’affitto in fusa. 

Questa affermazione, che la vita con un gatto è più semplice di quella con un cane, è spesso condivisa da chi ha vissuto entrambe le esperienze e può confrontarle.

Solo che non va proprio così…

Cane e gatto insieme

Vivere con un cane è impegnativo: gli esperti ci dicono che un cane occupa tra sonno e riposo anche 18 ore nell’arco delle 24, e questa sembra una buona notizia, ma poi ci accorgiamo che ne abbiamo ancora 6 da riempire, praticamente un turno di lavoro!

Passeggiate, gioco, socialità, la scelta del cibo, le spese veterinarie, la toelettatura…vivere con un cane, dicevamo, è impegnativo.

Il gatto, invece, sembra richiedere meno impegno: può sopportare la nostra assenza per un tempo più lungo rispetto al cane, non ha bisogno di incontrare i suoi simili, non vuole necessariamente condividere con noi ogni momento della sua vita… il coinquilino perfetto, almeno fino a quando non scopriamo che ha una sua idea del mondo, della relazione con noi e che la casa, di fatto, è sua.

Se pensavate di potervi limitare a una lettiera e una ciotola di crocchette, ripensateci.

Il gatto ha bisogno di un ambiente stimolante: tiragraffi, mensole, nascondigli e punti di osservazione strategici (meglio se con vista su piccioni malcapitati). La lettiera non può essere messa dove fa comodo a noi, il cibo deve rispondere ai suoi bisogni etologici (è un cacciatore di piccole prede, quindi fa tanti piccoli pasti) e guai a cambiare improvvisamente abitudini… il micio non gradisce sorprese, e ce lo farà notare.

Sfatiamo alcuni falsi miti qui su Catsportal la rubrica di Dogsportal dedicata al gatto!

Chi dice che il gatto è un animale solitario, aggiunge sempre che si affeziona solo alla casa e che non ha bisogno dell’uomo. Se così fosse, non ci troveremmo con il gatto che passa davanti alla telecamera ogni volta che siamo in smatworking o che si accoccola sul nostro libro nel momento in cui ci rilassiamo sul divano.

“Il gatto è solitario”.  il gatto è un predatore solitario con una struttura sociale facoltativa. Ciò significa che, a differenza di altri animali che vivono in branco, i gatti possono scegliere di formare legami sociali con altre specie, tra cui noi umani, ma non sono obbligati a farlo per la loro sopravvivenza. 

“Non ha bisogno dell’uomo” . Certo, può stare da solo più a lungo di un cane, ma questo non significa che non soffra la solitudine e che la nostra casa debba diventare una prigione. Un ambiente noioso, poco motivante e privo di stimoli lo porterà verso una condizione di disagio emotivo ed emozionale, che esprimerà con molte sfumature diverse, alcune più evidenti, altre più sottili, ma che nel tempo potrebbero trasformarsi in veri e propri problemi comportamentali (deiezioni fuori lettiera, iperattività notturna, aggressività…).

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“Si affeziona solo alla casa” → Il territorio è fondamentale per un gatto, ma lo è anche il legame con il suo umano. Il gatto vive un doppio status: preda e predatore. E, dunque, il territorio diventa fondamentale per rispondere a questo doppio ruolo: la nostra casa è il suo rifugio e il suo terreno di caccia, anche quando non c’è nulla (di vivo) da cacciare. Una casa che risponda alle esigenze del gatto è una casa ricca di rifugi, postazioni sopraelevate, percorsi verticali, fontanelle di acqua e ciotole di cibo sparse qua e là (ma non a caso): l’abbondanza e la varietà sono le due parole chiave che devono guidarci nell’adeguare la nostra abitazione anche alle sue esigenze. D’altra parte, non è lui ad aver chiesto di venire a vivere con noi.

Relazione tra Uomo e gatto

La relazione con l’uomo: due modi di amare diversi

La relazione con un gatto non è meno intensa di quella con un cane, ma si esprime con su piani relazionali diversi.

Il cane è l’animale con cui “fare qualcosa insieme”, il gatto è l’animale con cui “non fare niente insieme”: il gatto è quell’amico con cui passiamo del tempo in modo piacevole facendo due chiacchiere in totale relax, il cane è quell’amico con cui organizziamo il trekking in montagna o andiamo in palestra. Entrambi però richiedono cura nella scelta della proposta giusta, dei tempi e dei modi che devono essere in linea con la loro personalità e le loro esigenze.

Vivere con un gatto richiede sensibilità e attenzione ai dettagli.

Non è più facile o più difficile rispetto a un cane: è solo un’esperienza diversa.

Pensare che il gatto sia un animale “facile” solo perché non deve uscire al guinzaglio è un errore.

La convivenza con un felino richiede conoscenza, rispetto delle sue esigenze e una buona dose di adattamento. Insomma, la vita con un gatto non è più semplice… è una relazione paritaria che richiede un compromesso continuo tra chi siamo noi e chi è lui.

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Manuela Pintore

La Dott.ssa Manuela Pintore si laurea in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano nel 2003 e inizia un percorso professionale che la porta a specializzarsi nella formazione degli adulti. Non abbandona però la sua passione per gli animali, diventa volontaria presso un rifugio che si occupa di cani e gatti e questa esperienza la porta a voler approfondire le sue conoscenze, prima con un corso per operatore di canile, poi con un percorso di specializzazione in educazione cinofila. Continua poi la sua formazione con un corso per diventare rieducatore comportamentale e uno per consulente della relazione felina. Matura una decennale esperienza nella consulenza cinofila e felina che fonde con la sua competenza professionale sviluppata in ambito formativo, proponendo percorsi di formazione rivolti a proprietari e professionisti del settore, sia in presenza che online. Ha svolto docenza nel corso “Conoscere e capire il cane e il gatto” presso l’Università per la Terza Età del comune di Pogliano Milanese e ha condotto la “Rubrica gatti” del programma tv “Prendimi con te news” in onda su diverse emittenti locali di tutto il territorio nazionale. Attualmente continua la sua attività di consulenza felina e di educazione cinofila, è docente presso diverse scuole di formazione per educatori cinofili, organizza webinar informativi e formativi per proprietari ed esperti, ha disegnato una linea di giochi di problem solving per gatti con la collaborazione di SmartDog.

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