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Cani poliziotto in pensione senza fondi: lo stato li abbandona dopo una vita di servizio

Il Ministero dell’Interno ha azzerato i fondi per l’assistenza veterinaria dei cani poliziotto riformati. Per il 2025 e il 2026 non è stato stanziato un solo euro.

A denunciarlo è il Siulp, sindacato unitario dei lavoratori di polizia, che ha ricevuto una nota ufficiale del dipartimento della Pubblica sicurezza in cui si certifica la totale assenza di stanziamenti di bilancio per la cura dei cani non più idonei al servizio.

Animali che hanno operato per anni nel contrasto al terrorismo, nella lotta al traffico di stupefacenti, nell’ordine pubblico e nel salvataggio di vite umane.

Ora, a quanto risulta, lo stato non considera più un suo obbligo occuparsi di loro.

Una vita in prima linea, una vecchiaia senza tutele

Quando un cane poliziotto viene riformato per anzianità o per condizioni di salute, viene quasi sempre accolto dalla famiglia del suo conduttore. Chi lo ha addestrato, chi ci ha lavorato fianco a fianco, se ne fa carico anche dopo. Ma gli anni di servizio ad alto stress lasciano tracce fisiche: patologie ortopediche, traumi, malattie croniche che richiedono cure veterinarie costanti ed economicamente significative.

Finora esisteva un fondo dedicato. Adesso non esiste più.

Il Siulp, che ha reso pubblica la vicenda, sottolinea come non sia la prima volta che la sezione locale è costretta a intervenire per colmare le lacune dell’amministrazione. Anni fa, sempre a Bologna, i cani della polizia erano tenuti in ambienti insalubri, esposti al gelo. Fu la mobilitazione del sindacato, e la generosità dei cittadini bolognesi, a permettere la riqualificazione degli spazi.

“Non si liquida il sacrificio con un mancato stanziamento”

Le parole del Siulp sono nette: liquidare la vecchiaia e il diritto alla salute di questi animali con un “mancato stanziamento di bilancio” è una dimostrazione di insensibilità inaccettabile. Il sindacato chiede il ripristino immediato dei fondi e che lo stato riconosca concretamente il debito nei confronti di questi “colleghi a quattro zampe”.

Una posizione difficile da contestare. Parliamo di animali selezionati, addestrati per anni a spese pubbliche, impiegati in contesti ad alto rischio al fianco degli agenti umani. Trattarli come una voce di bilancio eliminabile nel momento in cui non producono più servizio attivo dice qualcosa di preciso sul modo in cui l’istituzione intende la relazione con chi, in divisa o meno, ha lavorato per essa.

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Il punto di Dogsportal

Da Dogsportal seguiamo da tempo il tema del benessere dei cani impiegati nelle forze dell’ordine e nei servizi di soccorso. La notizia che arriva da Bologna non sorprende del tutto, ma fa male ugualmente.

Il problema non è solo economico. È culturale. Finché i cani operativi vengono trattati come strumenti al servizio di uno scopo, e non come soggetti con una storia e dei bisogni, episodi come questo si ripeteranno. Il sindacato fa bene a tenere alta la pressione. Speriamo che il Ministero risponda prima che sia necessaria un’altra raccolta fondi spontanea.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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