Problemi dei cani brachicefali: perché russare non è normale e cosa puoi fare per aiutarli davvero
Se vivi con un Carlino, un Bulldog Francese, un Bulldog Inglese o un altro cane brachicefalo, probabilmente avrai sentito frasi come “è normale che russi”, “fa così perché è un Carlino”, “con il caldo soffre un po’, ma è fatto così”, oppure “sono fragili di intestino, prova a cambiare crocchette”. Purtroppo molte informazioni ancora oggi minimizzano questi segnali, eppure quello che spesso viene considerato tipico della razza può essere il campanello d’allarme di problematiche che compromettono profondamente la qualità di vita del cane.
Lo so: magari non ti eri informata abbastanza prima di scegliere questa razza. L’hai scelta perché ti ha conquistata con il suo muso schiacciato, gli occhi dolci e il carattere affettuoso. Ma ora che vivi con lui, non puoi ignorare quello che il suo corpo ti sta raccontando. Non siamo qui per giudicare il passato, siamo qui per dare consapevolezza e permetterti di fare scelte future corrette, per il benessere del tuo cane e della vostra relazione.
Chi sono i cani brachicefali?
I cani brachicefali sono razze selezionate per avere uno scheletro facciale accorciato: tra queste troviamo Carlino, Bulldog Francese, Bulldog Inglese, Boston Terrier, Pechinese e Cavalier King Charles Spaniel. Il problema è che le ossa del muso si sono accorciate, mentre molti tessuti molli sono rimasti praticamente delle stesse dimensioni. Il risultato è che abbiamo troppo tessuto in troppo poco spazio.
Le problematiche a cui è predisposto un cane brachicefalo sono numerose: si va dalla “semplice” irritazione delle pieghe nasali alle malformazioni del cranio e dell’articolazione tra cranio e prima vertebra cervicale, passando per patologie dentali, patologie del disco intervertebrale e malformazioni vertebrali, patologie oculari e problematiche al parto. In questo approfondimento ci dedichiamo in particolare al legame tra vie respiratorie e apparato gastroenterico.

Sindrome brachicefalica: quando respirare diventa faticoso
La cosiddetta BAOS (Brachycephalic Obstructive Airway Syndrome) comprende diverse anomalie anatomiche. Le narici sono dette “stenotiche”, cioè molto strette, e ostacolano il passaggio dell’aria. Il palato molle, allungato, invade la gola causando russamento e difficoltà respiratoria. La lingua ispessita è particolarmente frequente nei Bulldog, mentre la trachea può risultare più stretta del normale (ipoplastica). A questo si aggiunge che, come conseguenza degli sforzi respiratori cronici, piccole porzioni di tessuto a lato della laringe si infiammano e fuoriescono ostruendo la gola, quella che viene chiamata eversione dei sacculi laringei.
Molte famiglie si abituano ai rumori respiratori del proprio cane, arrivando a considerarli una cosa carina. Non farti trarre in inganno: il tuo cane vive male. Russare, respirare rumorosamente, ansimare eccessivamente, dormire in posizioni strane per cercare aria non sono caratteristiche simpatiche della razza, sono segnali clinici di un problema importante che ha diverse ripercussioni negative anche su altri apparati.
Il legame che quasi nessuno ti spiega: respirazione e intestino
Questa è forse la parte meno conosciuta. Per inspirare aria, questi cani devono fare uno sforzo enorme: entrano in gioco anche i muscoli addominali, come un mantice, e durante questo processo ingeriscono grandi quantità di aria. Questa aerofagia può contribuire a reflusso gastroesofageo, rigurgito, vomito, flatulenza cronica, borborigmi, feci molli e alterazioni della motilità gastrointestinale. Più grave è il problema respiratorio, più frequentemente osserviamo problemi digestivi. Non sono due problemi separati, sono spesso due facce della stessa medaglia che molti ignorano, o fanno finta di non comprendere per non scoperchiare un vaso di Pandora.

E il peso?
Pochi chili in più, in questi cani, fanno un’enorme differenza, eppure poche famiglie hanno la consapevolezza di quale sia il peso corretto del loro cane. Mantenere il tuo cane normopeso non è una questione estetica: significa ridurre il lavoro respiratorio, migliorare la mobilità e diminuire la pressione sull’apparato gastroenterico. Come vedi, il tutto è sempre collegato.
“Cambiamo crocchette”? Non sempre è la risposta
Una delle cose che mi capita di sentire più spesso è: “Dottoressa, abbiamo già provato cinque crocchette diverse”. Eppure raramente ci si ferma a chiedersi se il problema non richieda un approccio completamente diverso. In molti casi possono essere utili strategie come suddividere la razione giornaliera in piccoli pasti, valutare cibi umidi e dieta casalinga, aumentare l’idratazione del pasto, preferire alimenti più facilmente digeribili, personalizzare la dieta in base alla storia clinica e integrare quando necessario. L’alimentazione umida o una dieta casalinga formulata correttamente possono rappresentare strumenti preziosi, ma non esiste una soluzione universale. Il tuo cane conta più della marca sulla confezione, o del consiglio dato da chi dice di aver così risolto il problema.
Il microbiota intestinale: un alleato ancora sconosciuto
Negli ultimi anni abbiamo iniziato a comprendere quanto il microbiota intestinale sia importante, non solo in medicina umana. Il microbiota è l’insieme dei microrganismi che vivono nell’intestino e contribuiscono alla digestione, all’assorbimento dei nutrienti, alla regolazione del sistema immunitario, alla protezione della barriera intestinale, alla produzione di vitamine e al mantenimento dell’equilibrio metabolico. Quando questo ecosistema si altera si parla di disbiosi, che può contribuire a diarrea, stitichezza, infiammazione cronica, problematiche dermatologiche e alterazioni immunitarie.
L’analisi del microbiota: uno strumento in più
Sempre più spesso utilizzo l’analisi del microbiota come supporto decisionale. Attraverso un semplice campione fecale è possibile studiare geneticamente i microrganismi intestinali e ottenere informazioni preziose: capire se il microbiota appare equilibrato o alterato, valutare quanto è stabile e diversificato questo ecosistema, individuare eventuali segnali di disbiosi. I risultati vengono poi letti insieme ai sintomi, alla dieta e alla storia clinica del cane. L’analisi del microbiota non sostituisce la visita veterinaria né prescrive automaticamente una dieta, ma può aiutarci a prendere decisioni più consapevoli e mirate.

La chirurgia: prima è meglio
Una delle riflessioni più difficili riguarda proprio la chirurgia. Molte famiglie rimandano, per paura, per i costi, oppure perché in fondo è sempre stato così. Purtroppo intervenire precocemente può fare una differenza enorme: correggere narici troppo strette o un palato molle troppo lungo quando il cane è giovane significa spesso prevenire anni di sofferenza respiratoria e digestiva. Nella mia pratica vedo brachicefali di una certa età con patologie gastrointestinali croniche stabilizzate solo grazie a enormi sforzi, fatti di diete personalizzate, integratori, nutraceutici e monitoraggi continui. Abbiamo trovato un equilibrio, certo, ma a che prezzo? Spesso mi fermo a pensare quanto sarebbe stato più semplice intervenire prima.
Particolari attenzioni in questa stagione
Alcuni consigli mirati a questa stagione possono evitarti la corsa al pronto soccorso. Possono sembrare indicazioni ovvie, ma le emergenze in clinica raccontano il contrario. Evita le uscite nelle ore più calde e accorcia la passeggiata nelle giornate più afose e torride. Fai attenzione agli sbalzi termici, sia in casa che in macchina o nei locali pubblici, e organizza con oculatezza i viaggi a lunga percorrenza, soprattutto se il tuo cane ha già dato in passato segnali di stress e di affaticamento respiratorio. Offrigli pasti equilibrati, senza etichettarlo come capriccioso se non mangia e senza farlo digiunare. Ogni segnale è importante: riferisci tutti i particolari al tuo veterinario, perché attenzione ai dettagli e prevenzione sono il modo migliore per salvaguardare la salute e il benessere del tuo cane.
Dobbiamo smettere di considerarlo normale
Questo è forse il messaggio più importante. No, non è normale che il tuo cane fatichi a respirare. No, non è normale che collassi dopo una passeggiata estiva. No, non è normale che rigurgiti frequentemente. No, non è normale che russi così tanto da non riuscire a riposare bene. Il fatto che molti cani della stessa razza abbiano questi problemi non li rende normali: hai il dovere di riconoscerli e affrontarli. E se leggi questo articolo mentre stai ancora decidendo se accogliere un brachicefalo, pretendi una selezione più rispettosa del benessere animale.
Si possono prevenire alcuni problemi dei cani brachicefali?
Sì, almeno in parte, con un’adozione consapevole. Significa informarsi prima sulla razza, scegliere allevatori che evitano gli ipertipi, riconoscere precocemente i segnali, non rimandare visite e chirurgia, offrire un’alimentazione personalizzata in base al cane e alla sua razza e mantenere il suo peso ideale. Se vivi con un cane brachicefalo, non sentirti in colpa per le scelte fatte in passato, ma scegli di aprire gli occhi oggi: ascolta il suo respiro, osserva la sua digestione, non accontentarti di cambiare crocchetta sperando che tutto si risolva, e chiedi aiuto a un professionista. Con prevenzione, nutrizione personalizzata, gestione del microbiota e, quando necessario, un intervento chirurgico tempestivo, possiamo migliorare concretamente la qualità della vita di questi cani, del tuo cane e della vostra relazione, perché merita di respirare meglio, digerire meglio, vivere meglio. E tu, che ti sei preso l’impegno accogliendolo, hai la responsabilità di aiutarlo a vivere nel migliore dei modi.
Domande frequenti sui cani brachicefali
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