Dal 2027 andare dal veterinario costerà un po’ di più: ecco perché
Il contributo ENPAV sale dal 2% al 3%. A parità di onorario, una prestazione da 100 euro più contributo e IVA al 22% costerà 1,22 euro in più. La variazione riguarda la componente previdenziale della fattura.
Dal 1° gennaio 2027 le fatture dei medici veterinari liberi professionisti avranno una voce previdenziale più alta. Il contributo integrativo ENPAV passerà dall’attuale 2% al 3%. Un secondo incremento, già previsto, porterà l’aliquota al 4% dal 2030.
A comunicarlo è l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Veterinaria, che nella nota del 28 settembre ha ricordato agli iscritti di adeguare i sistemi di fatturazione. La modifica riguarda le prestazioni soggette al contributo, comprese le visite specialistiche, ma non soltanto queste.
Per chi vive con un cane o un altro animale domestico significa che, a compenso invariato, il conto finale crescerà. L’effetto è contenuto sulla singola prestazione, ma è reale e merita di essere spiegato, soprattutto a chi deve sostenere controlli frequenti o percorsi di cura continuativi.
Che cos’è il contributo ENPAV
L’ENPAV è l’ente previdenziale e assistenziale dei medici veterinari. Il contributo integrativo è la maggiorazione applicata ai compensi professionali, addebitata al cliente e successivamente versata all’ente.
Nel linguaggio comune può essere percepito come una tassa in più. Tecnicamente, però, si tratta di un contributo previdenziale, distinto sia dall’IVA sia dall’onorario del professionista. L’aumento di questa voce non rappresenta quindi un maggiore compenso che rimane al veterinario.
Secondo quanto spiega l’ENPAV, l’incremento rientra nella riforma approvata nel 2012 per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale nel lungo periodo. L’ente ricorda inoltre che queste risorse contribuiscono a finanziare le misure di assistenza e welfare rivolte agli iscritti.
Quanto aumenta una fattura
L’ENPAV precisa che, quando dovuta, l’IVA deve essere calcolata sul compenso comprensivo del contributo integrativo. L’incremento della maggiorazione comporta quindi anche una piccola variazione dell’imposta.
Prendiamo una prestazione con onorario di 100 euro, soggetta a IVA al 22%, senza altre voci:
- nel 2026: 100 euro di compenso, 2 euro di contributo e 22,44 euro di IVA, per un totale di 124,44 euro;
- dal 2027: 100 euro di compenso, 3 euro di contributo e 22,66 euro di IVA, per un totale di 125,66 euro.
La differenza è di 1,22 euro, pari a circa lo 0,98% del totale precedente. Con un compenso di 200 euro, alle stesse condizioni, l’incremento sarebbe di 2,44 euro.
Questo esempio riguarda una fattura con IVA al 22%: il calcolo cambia nei regimi nei quali l’imposta non viene applicata.
Il passaggio dal 2% al 3% equivale a un aumento del 50% della sola componente previdenziale. Presentarlo come un rincaro del 50% delle visite sarebbe però scorretto: quel dato non descrive l’aumento del conto complessivo.
L’effetto sulle famiglie e il ruolo del veterinario
L’osservazione secondo cui l’incremento ricadrà sul cliente trova riscontro nel funzionamento del contributo: la maggiorazione viene addebitata in fattura. Per questo è corretto parlare di un effetto diretto sulla spesa, a parità delle altre condizioni.
Occorre però tenere separati due aspetti. Il cambiamento dell’aliquota è stabilito dalle regole previdenziali; un eventuale aumento dell’onorario è una decisione distinta. Da questa modifica non possiamo dedurre che tutti i professionisti aumenteranno anche le proprie tariffe.
Per le famiglie che affrontano cure prolungate, anche le variazioni contenute si sommano alle altre spese. Per i veterinari, dall’altra parte, il contributo risponde agli obblighi di finanziamento della propria previdenza e assistenza. Raccontare entrambe le dimensioni permette di comprendere il cambiamento senza attribuire al professionista un guadagno che questa voce non rappresenta.
Una voce da spiegare con chiarezza
Dal gennaio 2027 sarà utile prestare attenzione alla distinzione tra compenso, contributo ENPAV e IVA, sia nei preventivi sia nelle fatture. Una spiegazione chiara da parte della struttura aiuta a capire perché il totale possa cambiare anche quando il prezzo della prestazione è rimasto uguale.
Per Dogsportal, il tema resta quello dell’accessibilità alle cure, da affrontare con numeri proporzionati. Questo incremento aggiunge una spesa per chi si prende cura degli animali, ma la sua entità va descritta correttamente. Conoscere le singole componenti del conto è il primo passo per discuterne senza creare allarme o alimentare contrapposizioni con chi quelle cure le offre.
Fonti
- ENPAV, comunicazione sul contributo integrativo del 28 settembre 2026.
- ANMVI Oggi, contributo integrativo al 3% dal 2027, 25 settembre 2026, aggiornato il 30 settembre.
TI PIACE LEGGERE DOGSPORTAL?
Coltiva la tua curiosità.
Sostieni Dogsportal.
Qui trovi articoli puliti e leggibili, senza pubblicità pay per click. Se questo modo di raccontare il cane ti piace, puoi aiutarci a portarlo avanti.
Con l’abbonamento a Dogsportal Academy accedi a centinaia di ore di talk e webinar nella biblioteca on demand, da guardare quando vuoi. E sostieni il lavoro editoriale di Dogsportal.
LA BIBLIOTECA A CASA TUA
9,90 €/mese
Abbonati e sostieni DogsportalRinnovo automatico. Puoi disattivarlo quando vuoi, mantenendo l’accesso fino alla scadenza del periodo pagato.
I webinar live a pagamento sono separati dall’abbonamento.





