Bambini che minacciano cani: quando la pubblicità diventa un pericolo educativo.
Una campagna di segnalazione per difendere un messaggio educativo sano
Durante le festività natalizie è stato trasmesso su vari canali televisivi uno spot pubblicitario di un marchio di crocchette, in cui una bambina si rivolge al cane di casa con tono apparentemente scherzoso ma autoritario, minacciandolo con un “tò tò” dopo che l’animale è stato trovato a rovistare un sacco di crocchette aperte sul tappeto di casa.
La segnalazione pubblica dello spot è stata lanciata da due realtà attive nella divulgazione cinofila: il Collettivo cinofilo (Giuliana Pennacchio) e Bangarang Dog Crew (Silvia Turbati), che hanno promosso una campagna civica invitando a segnalare il messaggio all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP). Ha generato dissenso in molti professionisti, associazioni di categoria e non solo.
Il tono giocoso e il contesto domestico dello spot potrebbero trarre in inganno. Ma secondo le promotrici della campagna di segnalazione, Giuliana Pennacchio (Collettivo cinofilo) e Silvia Turbati (Bangarang Dog Crew), è proprio in questa forma ambigua che risiede il problema. Quando un messaggio potenzialmente violento viene veicolato in forma “carina”, la soglia di attenzione si abbassa. E ciò che normalmente sarebbe ritenuto inaccettabile, rischia di essere prima accolto con indulgenza, poi interiorizzato come normale.
L’analisi della redazione: uno sguardo pedagogico, etologico, psicologico e comunicativo
Come redazione di Dogsportal.it abbiamo la fortuna di poter contare su competenze multidisciplinari che includono l’ambito pedagogico, etologico, psicologico e della comunicazione. Per questo motivo riteniamo fondamentale offrire un’analisi approfondita e trasversale di quanto mostrato nello spot.
Nel video si vede un sacchetto di crocchette rovesciato.*? e il cane che ne approfitta per mangiare. Non è chiaro se sia stato il cane ad aprirlo o se siano stati i proprietari a lasciarlo incustodito, ma il punto è un altro: mentre il cane mangia, una bambina di circa due o tre anni si avvicina, si alza, lo rimprovera con il dito puntato e lo minaccia: “se non ascolti ti faccio totò”.
Dal punto di vista pedagogico, questo è un messaggio profondamente sbagliato: si insegna che la coercizione fisica, la minaccia e l’intimidazione siano strumenti legittimi di relazione e comunicazione. La bambina assume un ruolo autoritario, interiorizzando e riproponendo un modello educativo basato sulla punizione. Un modello che, come sottolineano anche le moderne teorie educative, è inefficace e dannoso, perché mina la fiducia, alimenta la paura e ostacola l’apprendimento.
Dal punto di vista etologico e cinofilo, la scena è altrettanto grave. Un cane che mangia, specie se in un contesto caotico o stressante, può percepire l’avvicinamento improvviso come una minaccia. Se un bambino molto piccolo lo affronta con tono intimidatorio, senza la supervisione di un adulto, le possibilità di reazione possono essere imprevedibili. In Italia si registrano ogni anno numerosi incidenti tra cani e bambini, spesso proprio a causa di situazioni gestite con leggerezza o ignoranza delle dinamiche relazionali uomo-animale.
Questo spot, pur se generato (probabilmente) con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, mostra chiaramente la mancanza di competenze educative, pedagogiche ed etologiche alla base della sua realizzazione. Ed è grave che il marketing abbia trascurato tali aspetti, diffondendo un messaggio che può risultare pericoloso se emulato nella realtà.
Un altro aspetto critico riguarda l’assenza di supervisione: nel video, né il cane né la bambina sono sorvegliati da un adulto. Una condizione che nella realtà è inaccettabile. La sicurezza di entrambi dovrebbe essere garantita dalla presenza costante di un genitore o tutore, soprattutto in contesti che possono facilmente degenerare.
La campagna di segnalazione
Per questo è stata lanciata una campagna che invita i cittadini a segnalare lo spot all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), organismo che regola la correttezza della comunicazione commerciale in Italia.
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L’IAP è un ente autoregolamentato che permette a chiunque di segnalare messaggi pubblicitari ritenuti scorretti, offensivi o pericolosi, non solo per chiederne la sospensione, ma anche per contribuire a una concorrenza più leale e trasparente nel mercato. Un aspetto poco conosciuto ma fondamentale in un’epoca in cui la pubblicità incide profondamente sulla cultura e sul comportamento quotidiano delle persone.
Nel caso specifico, secondo le organizzatrici, lo spot veicola diversi messaggi problematici:
- Normalizzazione della violenza educativa: la minaccia fisica viene presentata come educativa e accettabile.
- Coinvolgimento improprio dei minori: la bambina diventa portavoce di una dinamica punitiva, interiorizzabile e riproducibile.
- Lesione della dignità relazionale: si legittima l’uso della coercizione in relazioni sbilanciate di potere.
- Rischio di emulazione: i bambini potrebbero replicare il gesto verso gli animali domestici, esponendoli a maltrattamenti.
- Mancanza di supervisione: il cane e la bambina sono lasciati da soli, senza alcun controllo adulto, con potenziali rischi concreti.
Chi lo desidera può:
- Segnalare direttamente lo spot all’IAP compilando il modulo disponibile sul sito ufficiale: Segnala una pubblicità scorretta
- Partecipare alla raccolta firme per chiederne il ritiro: Modulo raccolta firme
Il testo del comunicato da utilizzare è disponibile a questo link: Comunicato segnalazione IAP
Un messaggio per i lettori di Dogsportal.it
Noi di Dogsportal.it crediamo che la cultura della relazione con il cane debba sempre fondarsi su rispetto, empatia e comprensione. Anche i messaggi pubblicitari, soprattutto quelli rivolti a un pubblico vasto e variegato come quello televisivo, devono essere coerenti con questi valori. Educare non significa mai minacciare, e una buona pubblicità può fare molto per diffondere una cultura più rispettosa verso gli animali e verso le persone.
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