Collare a strozzo: il nome non descrive l'utilizzo

di Ylenia Zampieron

Il corretto uso di un determinato strumento definisce di per sé lo scopo di quel dato strumento. 

Lo scopo e la finalità di uno strumento non sempre è descritto dal nome che tale strumento porta.

Negli anni siamo passati da lamentarci per le cacche sui marciapiedi, a togliere l’amicizia in Facebook a Carlo perché,  con il suo bellissimo labrador chocolate è solito usare un collare a strozzo.

Collare a strozzo

Collare a strozzo o scorrimento come preferite, uno dei temi più discussi della “cinofilia social”.

Esistono svariate tipologie di collare a scorrimento:

  • A catena (metallo/acciaio)
  • A catena a Maglie Ovali (detto “salva pelo”)
  • In corda o Nylon con spessori diversi
  • Guinzaglio Retriever, più pratico, e funziona sullo stesso principio dei precedenti

Tutti hanno il medesimo funzionamento, differenziandosi però in alcuni dettagli, che li rendono più o meno adatti in base al tipo di lavoro che si ha in progetto di realizzare assieme al cane.

Nonostante il nome induca a pensare che il cane venga “strozzato”, non è così: l’obbiettivo principale/finale dell’utilizzo del collare a scorrimento è esattamente il contrario, condurre il cane a non mettere mai in tensione il guinzaglio e di conseguenza portare un collare che resterà sempre “morbido” e non in tensione sul collo del cane. 

Il collare a strozzo non è magico

Il collare a strozzo non ha poteri magici, secondo i quali facendolo indossare al cane, questo smette per magia di trainare.

Non è uno strumento magico per mezzo del quale il cane impara, senza alcun tipo di educazione/addestramento, a stare al piede da solo.

Se usato in modo scorretto?

Al contrario, usato in maniera sbagliata si otterrà una reazione diametralmente contraria: il collare a strozzo se indossato e usato in maniera scorretta porterà il cane a trainare ancora di più, nel tentativo di sfuggire ad un cappio che continua a stringersi inesorabilmente.

La guerra degli strumenti, siano essi Collari a scorrimento, Pettorine, Collari fissi, negli anni è riuscita a dividere il mondo della cinofilia, creando schieramenti da stadio. 

La prima domanda di un cliente che si presenta al campo è sempre la stessa: “Per voi, cosa è meglio far indossare al cucciolo/cane? Collare o pettorina?”

E tutto si ferma lì!

Non si valuta il cane, l’età, il contesto nel quale vive, la sua indole, il suo carattere, le sue doti, la sua attitudine, le sue capacità, la sua morfologia, ma tutto si riduce solo a

“cosa mi conviene mettergli per portarlo in giro, e avere meno noie possibili?”

Prima di parlare di cosa far indossare al cane, però, credo sia necessario focalizzarci su cosa dobbiamo fare perché il cane “ci ascolti”, quale sia il metodo migliore e le azioni che dobbiamo mettere in programma al fine di educare al meglio il nostro cane.

Definiti gli obbiettivi, credo sia fondamentale cominciare a parlare di RAPPORTO.

Prima di concentrarci sugli strumenti da utilizzare con il cane, è fondamentale strutturare una comunicazione, capire come possiamo fare per comunicare correttamente con il nostro cane, quali siano le strategie e i metodi più consoni, sulla base delle caratteristiche specifiche del nostro cane.

Di conseguenza, l’utilizzo dello strumento, nel caso specifico, il collare a scorrimento, verrà inserito solo successivamente (con cane in età adulta, e solo se considerato utile e funzionale per quel specifico cane), e verrà gestito sulla base di quanto definito in precedenza.

Solo se effettuiamo questi passaggi, l’utilizzo degli strumenti addestrativi avrà un senso, e di conseguenza tali strumenti saranno funzionali al raggiungimento di determinati obbiettivi.

Il compito di un bravo istruttore, a mio avviso, è quello di insegnare al proprietario il corretto utilizzo di tutti gli strumenti atti all’educazione del cane e successivamente scegliere quello che meglio si adatta al singolo cane, oltre che al proprietario stesso, limitando così i danni dati dall’utilizzo scorretto di un determinato strumento piuttosto che un altro, se mai l’eventuale proprietario si inventasse di utilizzarlo in autonomia.

Vorrei ricordare, che la stessa pettorina, in mano ad un incompetente, indossata da un cane come un Bassotto, può arrecare, al cane, danni fisici rilevanti.

Tutto questo, quando si attacca l’utilizzo del collare a strozzo sui social, purtroppo non viene menzionato, ma ci si sofferma sopratutto sugli effetti, che si dice abbia lo strumento in discussione, senza valutarne o addirittura conoscerne il corretto utilizzo. 

Lo studio più citato in materia è quello di Andres Hallgren “Back Problems in Dogs”, il quale non è mai stato pubblicato in alcuna rivista scientifica, in quanto privo della minima metodologia richiesta per essere aggettivato a “studio scientifico”. 

Considerandolo comunque valido, i danni descritti sono quelli dello strangolamento, quindi di un uso scorretto dello strumento, in quanto il corretto utilizzo del collare a strozzo, non prevede lo strangolamento del cane, ma bensì degli “strappi ritmici” (ad effetto molla) dati lateralmente in direzione della nostra gamba destra, atti a riprendere l’attenzione del cane, in condizioni di necessità.

È infine, lo stesso autore ad affermare “There was no correlation between choke chain collars and back problems”/”non c’è correlazione tra il collare a strangolo e i problemi alla schiena” (”Hallgreen A., 1992 “Spinal Anomalies in Dogs” ABCN 9(3), 3-4).

Altro studio citato in merito, è quello di Karen L. Overall “Studio retrospettivo sui danni causati dagli strattoni al guinzaglio e dal tirare con il collare a strangolo” dal libro “Clinica comportamentale del cane e del gatto”, la stessa autrice pone sul medesimo piano i danni causati da uno scorretto utilizzo del collare fisso e del collare a strangolo.

Non mi voglio dilungare su trattati e temi che non mi competono, (tutti i testi sono disponibili, basta cercarli, non affidatevi solo alle citazioni online, talvolta incomplete e dunque fuorvianti), vorrei solo sottolineare che ad oggi non v’è alcun studio scientifico, riconosciuto tale, che attesti con prove e tesi sostenibili che l’utilizzo del collare a strozzo nel suo metodo corretto, e non strozzando il cane, sia collegato a danni fisici del cane.

Collare a strozzo: uno strumento.

Il collo, è uno dei mezzi di comunicazione più usato tra cani, quindi sullo stesso piano, la comunicazione uomo-cane effettuata, all’occorrenza, su tale parte anatomica risulta più chiara e precisa: attraverso il corretto utilizzo di collare e guinzaglio è possibile dare indicazioni al cane, come lo strumento fosse un prolungamento del nostro braccio.

In maniera più efficace, il collare a strozzo ci permette, se usato in maniera corretta, di attirare l’attenzione su di noi, in presenza di stimoli molto forti, prevenendo l’azione del cane, e veicolando così la sua reazione su qualcosa di costruttivo, limitando/azzerando l’eventuale reazione scorretta alla situazione che si sta presentando in quel dato momento

Inoltre, in termini di sicurezza, il collare a strozzo o semi-strozzo, ci permette una garanzia maggiore: evita che il cane se lo sfili, arretrando, in presenza di uno stimolo esterno molto forte.

Per quanto possiate pensare il contrario, qualsiasi collare fisso o pettorina (esclusa quella ad H) possono permettere al cane di sfilarsi, cosa che accade spesso con i cani fobici.

Quindi:

  • Il collare a strangolo serve solo ed unicamente se lo si sa usare, in caso contrario meglio evitare di infilarlo al collo del cane
  • L’uso del collare a strangolo, ma non solo, anche di tutti gli altri strumenti dell’addestramento deve essere insegnato da figure professionali competenti
  • Il collare a strangolo è uno strumento utile e fondamentale per coloro che operano nell’ambito del recupero comportamentale di cani problematici
  • Un cane educato, non tirerà al guinzaglio indipendentemente dall’uso dello strumento, semplicemente perché è stato abituato a farlo, attraverso il lavoro con il proprietario, la costanza e il rapporto acquisito tra uomo e cane
  • Coercitivo e violento non sono MAI aggettivi che vanno accoppiati allo strumento, ma bensì a chi lo usa in maniera scorretta
Dal Web

Un istruttore/addestratore non dovrebbe limitarsi ad usare uno o l’altro strumento, ma dovrebbe essere in grado di usare tutti gli strumenti addestrativi presenti, dovrebbe avere l’intelligenza e la formazione utile a scegliere uno strumento in relazione alla particolarità del soggetto con cui deve rapportarsi e lavorare, dovrebbe essere in grado di creare un programma di addestramento e il relativo utilizzo degli strumenti necessari, sulla base del cane stesso, delle sue attitudini di razza, della sua morfologia, delle sue specifiche problematiche, delle sue peculiari caratteristiche.

La logica e il buon senso dovrebbero farla da padrone sempre, non solo con i cani, non solo nella realtà ma anche sui Social.

Ylenia Zampieron

Nata a Bassano del Grappa il 4 Febbraio del 1986, Dog Trainer Professional riconosciuto FCC, Educatore CSEN e Istruttore Cinofilo presso il Centro Borgocinofilo Mikamale di Padova. Da sempre affascinata dal mondo animale e in particolare da quello cinofilo. Comincia il percorso assieme al suo AustralianCattleDog in Protezione Civile come Unità Cinofila da Soccorso, per ampliare in seguito le sue conoscenze del mondo dei cani. Amante della montagna coordina il progetto MountainDogWalk.

Ylenia Zampieron
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