Come comunicare le nostre coordinate gps ai soccorritori

Alcune attività sportive come il dog trekking, le prove naturali svedesi, escursioni in montagna con il cane ecc… si svolgono quasi sempre in ambienti naturali il cui la richiesta di aiuto non è associata ad un indirizzo, una via, un numero civico.

E’ fondamentale saper comunicare la nostra posizione ai soccorritori.

Conoscere le nostre coordinate geografiche è il sistema più rapido e sicuro per farlo.

Le coordinate geografiche si chiamano latitudine e longitudine e sono due valori angolari che identificano ogni singolo punto della superficie terrestre.

Semplificando una trattazione che richiederebbe un approfondimento che esula da questo articolo la latitudine ha il suo zero all’equatore e cresce dirigendosi verso i poli.

Il suo valore va da 0° a 90° Nord nell’emisfero boreale (dall’equatore al polo nord) e da 0° a 90° Sud nell’emisfero australe (dall’equatore al polo sud).

Nel 1884 al meridiano di Greenwich (un quartiere di Londra) per convenzione è stata assegnata longitudine zero e il valore della longitudine va da 0° a 180° Est spostandosi  dal meridiano di Greenwich verso levante e da 0° a 180° Ovest andando verso ponente. l’attuale sistema di riferimento per il calcolo delle coordinate pone l’Italia nella zona di Latitudine Nord (siamo a nord dell’equatore) e Longitudine Est (siamo a est di Greenwich).

Per centinaia di anni il calcolo delle coordinate è stato legato alla navigazione, all’esplorazione.

Conoscere la propria posizione in mare è una questione di sopravvivenza e proprio lì si è affinata l’arte della cartografia, del rilevamento, dell’osservazione del sole  delle stelle. 

La tecnologia ha messo a disposizione della collettività quello che fino a pochi decenni fa era riservato a pochi.

Gli Stati Uniti negli anni ‘70 hanno sviluppato un sistema di posizionamento e navigazione basato su una costellazione di satelliti in orbita intorno alla terra.

Questo sistema dapprima militare e poi aperto dagli anni ‘90 alle applicazioni civili si chiama GPS (Global Positioning System) e permette a chiunque abbia un apparecchio ricevitore di rilevare la propria posizione con estrema precisione.

Il GPS è il sistema di posizionamento satellitare per antonomasia ma esistono anche il sistema russo GLONASS e l’europeo GALILEO, l’unico sistema di posizionamento nato per scopi civili che sta entrando in funzione proprio in questi anni.

Tutti noi ci portiamo in tasca un localizzatore GPS installato nello smartphone.

Il vero limite attuale è la consapevolezza dell’utente che non sa come ricavare le proprie coordinate dal proprio telefono e non sa di poterle condividere.

Il ricevitore GPS funziona indipendentemente dalla linea telefonica e non è legato alla presenza della rete dati. Necessita soltanto di una porzione di cielo visibile per ricevere il segnale dai satelliti.

Se avete trovato riparo in un luogo chiuso uscite all’aperto per ottenere una precisa localizzazione.

In assenza della comunicazione delle coordinate i soccorritori possono cercare di localizzare un apparato cellulare sfruttando la triangolazione delle celle telefoniche; più celle sono connesse allo smartphone e pi precisa sarà la posizione ottenuta.

Purtroppo fuori dai centri abitati, nelle valli alpine etc. la copertura del segnale telefonico è sovente assicurata da un’unica cella e la localizzazione ottenibile è una porzione di territorio così ampia e da rendere questo sistema impreciso e inutilizzabile. 

In attesa che anche in Italia sia operativo l’Advanced Mobile Location (AML) un sistema di comunicazione automatico delle coordinate alla centrale operativa di soccorso, ecco cosa possiamo utilizzare oggi con il nostro smartphone per condividere la nostra posizione con i soccorritori

App del Numero Unico di Emergenza – 112 Where Are U


Nessun telefono comunica la propria posizione senza autorizzazione preventiva dell’utente.

L’unico sistema attuale per farlo è installare una App che al momento della registrazione chiede il consenso alla trasmissione dei dati quando dallo smartphone parte la chiamata al Numero Unico di Emergenza 112.

La comunicazione dei dati è immediata, la centrale operativa vede la vostra posizione quando risponde alla chiamata e la memorizza.


Il difetto attuale di Where Are U è che funziona solo dove è attivo il numero unico di emergenza 112 come potete vedere dalla mappa.

In tutte le altre regioni è necessario utilizzare altri sistemi. 

Come comunicare le nostre coordinate gps ai soccorsi
Il consenso preventivo alla comunicazione delle coordinate
Come comunicare le nostre coordinate gps ai soccorsi
Le regioni in cui funziona la app Where Are U

Risposta ad un SMS inviato dalla centrale operativa di soccorso


Vigili del Fuoco e Soccorso Alpino hanno un sistema chiamato rispettivamente Geoloc e SMS Locator che tramite un click sull’SMS inviato alla persona che richiede soccorso autorizzano all’invio delle coordinate geografiche che vengono visualizzate dalla centrale operativa. 

Come comunicare le nostre coordinate gps ai soccorsi
Un SMS inviato dalla operativa dei Vigili del Fuoco (il link da cliccare è stato oscurato)

Condivisione della posizione tramite sistemi di messaggistica istantanea (Whatsapp, Telegram etc)


Le diffusissime App di messaggistica permettono di inviare la propria posizione, opzione  disponibile nell’elenco degli allegati inviabili.

Prima di inviare la posizione chi chiede soccorso deve però salvare un numero di telefono che gli viene comunicato dalla centrale operativa e deve essere disponibile la rete dati dati cellulare. 

Come comunicare le nostre coordinate gps ai soccorsi
Condivisione della posizione tramite WhatsApp
Cliccare su INVIA LA TUA POSIZIONE ATTUALE per condividere le coordinate

Lettura diretta della posizione tramite App


E’ possibile leggere direttamente la posizione utilizzando una App che ne dia riscontro immediato. Nel sistema operativo iOS la App Bussola preinstallata oltre alla direzione del nord visualizza le coordinate geografiche. Potete leggere latitudine e longitudine e comunicarle telefonicamente all’operatore che sta rispondendo alla vostra chiamata.
Il rilevamento della posizione è indipendente dal traffico dati.
Nel mondo Android vista la personalizzazione permessa ai produttori va cercata tra le App di ogni marchio quella che dà lettura immediata delle coordinate, analogamente alla bussola di iPhone.

Come comunicare le nostre coordinate gps ai soccorsi
Latitudine e longitudine sono leggibili nella App Bussola

Recupero della posizione tramite GoogleMaps


GoogleMaps non dà lettura immediata delle coordinate ma c’è un sistema semplice per recuperarle in assenza di traffico dati: all’apertura della applicazione anche se non viene caricata la cartografia tenete premuto sul display nel punto in cui la App vi mostra la vostra posizione con il cerchio blu. Verrà inserito un segnaposto rosso e in basso sul display saranno visualizzate le coordinate, da leggere all’operatore della centrale operativa.

In assenza di rete dati GoogleMaps non visualizza la mappa ma permette di ricavare le coordinate inserendo un segnaposto

In fotografia vedete il valore angolare di latitudine e longitudine della stessa posizione espressi nei tre modi più comuni

Evitate di fare conversioni tra i tre formati e comunicate sempre le coordinate così come le leggete specificando i simboli che visualizzate. Prendendo l’ultima delle tre modalità (gradi, primi, secondi e decimi di secondo) daremo così le nostre coordinate: Latitudine Nord 45 gradi 05 primi 27,9 secondi – Longitudine Est 7 gradi 44 primi 00,2 secondi (non dimenticate mai gli zeri!)

Un approfondimento sulla gestione delle chiamate di emergenza:

In Italia dovremmo disporre tutti del numero unico di soccorso UNO – UNO – DUE  ma siamo ancora lontano da questo traguardo.

Nella cronica incapacità di creare un sistema di soccorso unificato su tutto il territorio nazionale l’organizzazione del Numero Unico di Emergenza NUE – 112 è stato affidato alle regioni;  nel momento in cui scrivo la diffusione del numero unico di emergenza è concentrata nel nord Italia: Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia più parte del Lazio e parte della Sicilia. 

Nel resto d’Italia per chiedere aiuto è ancora necessario chiamare uno dei numeri di soccorso con cui avevamo familiarità: 112 dei Carabinieri, 113 della Polizia di Stato, 115 dei Vigili del Fuoco, 118 del Soccorso Sanitario, 1530 per l’intervento in mare della Guardia Costiera. 

La scelta operativa del numero unico di emergenza in Italia è stata creare delle Centrali Uniche di Risposta (CUR) che smistano la chiamata alla centrali operative di Soccorso Sanitario, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia in funzione della tipologia della richiesta arrivata. Compito prioritario della centrale unica di risposta è localizzare la chiamata creando una scheda digitale e smistarla alla centrale operativa competente per l’intervento ricevuto. Se vi trovate in una delle regioni sopra elencate anche componendo i numero 113, 115, 118 venite reindirizzati al 112 che da numero identificativo dell’Arma dei Carabinieri è diventato Numero Unico di Emergenza. 

Ora che abbiamo una panoramica di chi ci risponde dall’altro capo del telefono torniamo all’inizio dell’articolo: comunicare la nostra posizione quando ci troviamo in ambiente naturale, senza strade e senza indirizzi.


Andrea Varetto

Vigile del Fuoco in servizio al comando di Torino, da sempre amante dell’acqua e di tutto quello che ruota intorno al mondo liquido: nuoto, salvamento, apnea, stand up paddle, navigazione a vela e a motore. Da quando Watson e Curry - due Labrador - fanno parte della famiglia ogni momento è condiviso con loro, diventando parte insostituibile della nostra vita e delle nostre passioni. Da alcuni anni, io con Watson la mia compagna Sonia con Curry, abbiamo iniziato il percorso da unità cinofile da soccorso acquatico.

Andrea Varetto
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