Gli animali domestici pesano sempre di più sul bilancio familiare: sacchetti igienici e ciotole nel paniere Istat 2025
L’attenzione agli animali domestici continua a crescere, non solo nelle abitudini delle famiglie italiane, ma anche nelle rilevazioni statistiche ufficiali. L’Istat ha annunciato l’ingresso di sacchetti igienici per cani e ciotole per cani e gatti nel paniere 2025, segno di un mercato in continua espansione e di una spesa che incide sempre più nei bilanci familiari.
Il paniere Istat 2025: cosa cambia per i prodotti per animali
Ogni anno l’Istituto Nazionale di Statistica aggiorna il paniere dei beni e servizi utilizzato per il calcolo dell’inflazione, tenendo conto delle evoluzioni nei consumi e nelle modalità di rilevazione dei prezzi.
Nel 2025, il paniere è composto da 1.923 prodotti elementari (contro i 1.915 del 2024), e tra le novità spicca un’importante modifica nelle tecniche di rilevazione per i prodotti destinati agli animali domestici. Se fino ad oggi i prezzi di questi beni venivano monitorati principalmente tramite scanner data (cioè dati registrati automaticamente dai punti vendita della grande distribuzione), da quest’anno saranno inclusi anche i prezzi rilevati direttamente nei negozi specializzati, grazie al lavoro degli Uffici comunali di statistica.
L’inserimento di sacchetti igienici per cani e ciotole per cani e gatti nell’aggregato “Altri prodotti per animali domestici” testimonia non solo l’importanza di questi beni nel quotidiano delle famiglie, ma anche la necessità di monitorare più accuratamente i loro prezzi, vista la loro diffusione e il loro impatto economico.
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Un mercato in crescita, ma con costi ancora troppo alti
Il fatto che gli animali domestici siano sempre più centrali nei consumi delle famiglie italiane è evidente anche dai dati di settore: nel 2023 il mercato del pet care in Italia ha superato i 3 miliardi di euro, con una crescita costante negli ultimi anni. Tuttavia, dietro a questo trend positivo si nasconde un problema di lunga data: il costo elevato dei prodotti e delle cure veterinarie.
Come abbiamo già approfondito su Dogsportal.it, l’IVA sui prodotti per animali domestici rimane al 22%, equiparandoli a beni di lusso, mentre i farmaci veterinari costano spesso più di quelli umani, nonostante contengano gli stessi principi attivi. Queste criticità penalizzano milioni di famiglie e rendono la gestione di un animale più onerosa di quanto dovrebbe essere.
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L’importanza di una politica più equa per i proprietari di animali
L’ingresso di questi nuovi prodotti nel paniere Istat è sicuramente un riconoscimento del peso economico che la gestione di un animale comporta. Tuttavia, resta aperta la questione delle politiche fiscali e dei costi di beni e servizi essenziali per gli animali domestici.
Sarebbe auspicabile un intervento che riduca l’IVA su alimenti e cure veterinarie, oltre a un controllo più attento sui prezzi di farmaci e prodotti di prima necessità. Solo così si potrà garantire un benessere reale agli animali e un sostegno concreto alle famiglie che scelgono di accoglierli.
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