Il Dog Pride di Nichelino: «Una passerella cittadina che celebra la relazione tra uomo e cane»
Intervista all’assessore Fiodor Verzola: «Oltre la sfilata, è un gesto culturale, civico e solidale»
Il 21 settembre, in occasione della festa patronale di San Matteo, torna a Nichelino il Dog Pride, l’evento che dà voce ai cittadini insieme ai loro cani, celebrando la relazione quotidiana, spontanea e profonda che ci lega a questi animali. Una sfilata popolare, senza formalismi ma ricca di significato. Noi di Dogsportal.it, media partner storici dell’iniziativa, ne abbiamo parlato con Fiodor Verzola, assessore alle Politiche animali della città, che ci ha raccontato perché il Dog Pride è molto più di un evento di piazza.

Assessore Verzola, il Dog Pride è diventato un appuntamento fisso. Cosa rappresenta oggi per Nichelino?
È una festa vera, vissuta, popolare. Ma è anche una dichiarazione culturale. Il Dog Pride nasce per dare spazio a una cittadinanza che vive ogni giorno con i propri cani e che ha voglia di raccontarsi. Non si tratta di “far vedere” il proprio cane, ma di dare voce al valore della relazione. In quei pochi minuti di passerella, ogni persona porta con sé una storia di convivenza, rispetto e affetto. Ed è questo che vogliamo celebrare.
L’evento ha anche una forte dimensione solidale, giusto?

Sì, ed è fondamentale ricordarlo. Il Dog Pride è da sempre dedicato al canile ENPAdi Chieri, che fa un lavoro prezioso sul territorio. Le iscrizioni all’evento saranno interamente destinate al sostegno del canile, perché crediamo che ogni occasione pubblica debba anche tradursi in un gesto concreto. E in questo caso è un gesto che guarda alle adozioni, alla dignità degli animali nei rifugi e al diritto di ogni cane di trovare una casa.
La presenza del canile in giuria, poi, è anche simbolica: significa riconoscere e integrare il lavoro di chi si occupa ogni giorno degli “invisibili”, cioè dei cani che aspettano una seconda possibilità.
La cultura cinofila è un percorso che Nichelino porta avanti da anni. Quali sono le tappe più importanti?
Abbiamo scelto di costruire una città sempre più “dog friendly”, non solo nei servizi ma anche nella mentalità. Siamo partiti dall’educazione cinofila gratuita, con corsi aperti a tutti, abbiamo attivato collaborazioni con realtà importanti come Paw Therapy impegnate negli interventi assistiti con gli animali, e abbiamo lavorato con piattaforme come voi di Dogsportal.it per la divulgazione e la formazione continua.
Non ci siamo mai fermati, nemmeno durante la pandemia. E oggi stiamo preparando una rassegna letteraria dedicata al mondo del cane: sarà un modo per esplorare la relazione uomo-animale attraverso la scrittura, ma ne parleremo più avanti.
Quest’anno ci sarà anche un’ospite speciale. Ce ne parla?
Siamo fieri di poter ospitare sul palco del Dog Pride Sara Turetta, una delle voci più autorevoli dell’attivismo internazionale per i diritti degli animali. E’ da sempre impegnata nel sociale e ha fondato Save the Dogs, organizzazione che ha fatto la differenza soprattutto partendo dalla Romania. Per la sua attività ha ricevuto la Stella d’Italia dalla Presidenza della Repubblica e il titolo di Cavaliere al merito.
Il suo intervento sarà un momento di grande valore, perché ci porterà uno sguardo più ampio, etico e consapevole, che arricchirà ancora di più il senso del nostro evento.
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Possiamo dire che il Dog Pride è la parte più “popolare” di tutto questo percorso?
Sì, è la forma più diretta. Non ci sono tecnicismi, non c’è filtro. Solo persone e cani, sullo stesso palco, per raccontarsi. Il Dog Pride è l’emblema della convivenza reale, di tutti i giorni. E proprio per questo è importante: perché è accessibile a tutti, inclusivo, rappresentativo.
E sì, ci sono anche delle classifiche simboliche, dedicate alla simpatia, alla tenerezza, alla complicità tra cane e umano. Sono premi affettuosi, che non giudicano ma valorizzano la partecipazione. Perché ogni cane, a suo modo, è unico. E ogni storia merita di essere celebrata. Molti di questi cani si portano dietro storie a volte complesse, ma fortunatamente a lieto fine.
Cosa può insegnare un evento come questo al resto d’Italia?
Che la cinofilia non è solo addestramento o gestione urbana, ma relazione e cultura. Serve uno sforzo collettivo per trasformare il cane da “presenza tollerata” a soggetto riconosciuto all’interno del contesto urbano e sociale. E serve farlo parlando a tutti, senza barriere. Il Dog Pride insegna proprio questo: che l’educazione cinofila parte dalla partecipazione popolare.
Un messaggio per i lettori di Dogsportal.it?
Il Dog Pride è vostro, come è di tutta la comunità. Partecipate, portate il vostro cane, raccontate la vostra storia. Ogni gesto conta. Ogni iscrizione aiuta il canile. Ogni presenza sul palco è un messaggio forte: il cane è parte della famiglia, e come tale va rispettato, conosciuto, ascoltato. E noi, come amministrazione, continueremo a creare occasioni in cui questa relazione venga valorizzata come merita.
Questo articolo fa parte della rubrica Dogsportal® Cultura Dog Friendly, dedicata ai progetti, alle città e alle strutture che promuovono una vera cultura dell’accoglienza cinofila.
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