Il lockdown cinofilo, senza abbandonare gli allievi: l’intervista.

La cinofilia si era fermata per decreto. Come gran parte di ogni attività.

Ma potevamo stare davvero fermi?


Carlotta Polesenani – Educatrice cinofila

Il 19 Marzo su Dogsportal.it ci siamo fermati e ci siamo messi a ragionare su come reagire.



Eravamo sospesi per decreto, vero…ma non si poteva rimanere davvero fermi, almeno mentalmente.

Almeno con i nostri allievi, con i nostri clienti, con tutte le attività che si potevano tenere in vita o almeno migliorare, approfittando del Tempo a disposizione.

Quando possibile anche supportando la nostre rete.

Anche gli istruttori cinofili, educatori e addetti ai lavori, chi più chi meno si è dovuto temporaneamente reinventare e trovare strumenti anche digitali per non abbandonare del tutto i propri allievi.

Parliamo di questo, anche insieme a Carlotta Polesenani: professionista cinofila di Carmagnola dove ha inaugurato da qualche anno un interessante polo dedicato alla cinofila.

Il Centro Cinofilo Educativo, una associazione che mette al centro attività dedicate al benessere del cane per tutti i suoi tesserati.

Benessere raggiunto grazie a numerose attività ludico-sportive.

Carlotta come hai gestito le settimana del lockdown?

In queste settimane ho seguito diversi cuccioli appena arrivati in famiglia. 

Costretti a rimanere chiusi in casa o al massimo poter passeggiare nei 200 m intorno a casa previsti.

Cosa intendi? Hai dato supporto in che modo?

Ho voluto dare supporto a questi proprietari in difficoltà perché oltre a dover affrontare un percorso educativo con il proprio cane, dovevano far fronte a tutti i problemi che dà un cucciolo appena arrivato in famiglia. Avevano bisogno di capire cosa stesse comunicando il cane, c’era bisogno di aiutarli a stringere da subito un rapporto forte e in sintonia. 

Senza trascurare l’aspetto della quarantena quindi tutta l’esperienza che manca al cane in questi pochi metri in cui è costretto a passeggiare.

Bisognava lavorare comunque in previsione di una futura vita normale. La nostra vita prima della quarantena.

Si è parlato molto di problematiche relative alla socializzazione dei cuccioli, hai avuto casi di questo tipo?

Ho lavorato con la piccola Nala, una cucciola di barboncino che aveva paura ad uscire di casa, non conosceva il mondo, non poteva scoprirlo. Era diffidente nei confronti di cani e umani. Abbiamo fatto un bel percorso, ora Nala può passeggiare fuori e sentirsi a suo agio.

Incredibile in suo risultato.

Ho lavorato con Ciro, un meticcio cucciolo di 3 mesi. Anche lui non aveva mai messo il naso fuori di casa, costretto a rimanere nel suo cortile. 

Abbiamo lavorato per lasciarlo solo in casa in previsione delle tante ore lavorative dei suoi padroni.

Questi sono temi molto importanti nella vita di un cane, al momento stravolta, ma che tornerà presto alla normalità. 

È importante dare subito delle informazioni corrette al cane, per far sì che non abbia problemi in futuro.

Non ti sei inventata “nuove” attività quindi?

Ho seguito i nostri allievi che già ci seguivano al campo. 

I cani hanno cambiato comportamento, li seguivo per aiutarli, dargli supporto. 

Arrivano indicazioni su come passare il tempo, su come divertirsi insieme nonostante il cambio di abitudini. 

Sei stata presente nonostante la chiusura!?

Abbiamo scelto di esserci, di essere presenti e non farli sentire abbandonati. 

Abbiamo mantenuto i contatti ogni giorno con foto, dei nostri e loro cani. Ci raccontavamo le nostre giornate.

Il centro cinofilo educativo è una grande famiglia e noi istruttori ci siamo stati per loro. 

Dogsportal Redazione

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