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Il Ministero sceglie la continuità sulle aggressioni dei cani: il DDL 1572 aspetta

Il Ministero della Salute ha prorogato di altri dodici mesi l’ordinanza contingibile e urgente del 6 agosto 2013 sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani. Il provvedimento, firmato il 16 luglio 2026 dal sottosegretario Marcello Gemmato e registrato alla Corte dei conti il 24 agosto, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 206 del 5 settembre 2026 e fa decorrere la nuova validità proprio dal 5 settembre, alla scadenza della proroga disposta lo scorso anno con l’ordinanza del 10 luglio 2025.

Perché una proroga tecnica diventa un fatto politico

A leggere il passaggio in chiave politica è Fondazione Cave Canem, che sul proprio sito ha pubblicato un’analisi firmata dalla presidente, l’avvocata Federica Faiella, e dal dog trainer manager Mirko Zuccari. Il ragionamento della Fondazione parte da una premessa tecnica, le ordinanze in materia sanitaria e di polizia veterinaria sono strumenti contingibili e urgenti, quindi per definizione temporanei e straordinari; il fatto che il Ministero scelga di rinnovarne uno mentre il Senato è chiamato a esaminare il DDL 1572, il disegno di legge di iniziativa del Consiglio regionale della Lombardia già noto come PLP4, viene interpretato come la conferma che, allo stato, si è preferita la continuità del quadro esistente rispetto alla sostituzione immediata con una nuova disciplina legislativa.

La diligenza al posto delle etichette

Sul merito, la Fondazione ribadisce la posizione portata nei mesi scorsi nel confronto istituzionale in Senato: la sicurezza pubblica non si costruisce su categorie astratte, liste di razze presuntivamente pericolose e automatismi di valutazione, bensì sul principio della diligenza. Faiella lo paragona a quella che l’ordinamento già impone nel rapporto tra figure genitoriali o tutori e minori, e la applica al legame tra il cane e la sua figura umana di riferimento, dentro casa come dentro il canile. Il punto, secondo la Fondazione, è che la tutela dell’incolumità pubblica e il benessere animale non si garantiscono con etichette preventive, ma accompagnando chi vive con un cane in un percorso quotidiano di responsabilità, tanto più quando l’animale arriva da abbandono, maltrattamento o da una detenzione incompatibile con il suo benessere. Zuccari aggiunge un tassello che riguarda da vicino il nostro settore: educatori, veterinari comportamentalisti, volontari e professionisti restano un supporto essenziale ai percorsi di prevenzione e alle adozioni consapevoli, senza però che il loro ruolo possa sostituire la responsabilità quotidiana di chi detiene il cane né essere ricondotto a un sistema di classificazioni preventive.

Il punto di vista di Dogsportal

La proroga dell’ordinanza è un atto che si ripete con cadenza annuale dal 2013, firmato a metà luglio e pubblicato a settembre secondo un calendario amministrativo consolidato; leggerlo come una presa di posizione del Governo contro il DDL 1572 rischia di attribuire a un adempimento di routine un significato che il provvedimento, di per sé, non dichiara. Quello che l’ordinanza dice, invece, lo dice per iscritto nelle premesse, dove il Ministero spiega di intervenire “nelle more dell’emanazione di una disciplina normativa organica in materia” e motiva il rinnovo con la necessità di rafforzare la prevenzione non soltanto attraverso divieti e obblighi, ma anche attraverso la formazione di chi vive con il cane.

È qui che il confronto con il DDL 1572 diventa interessante davvero. Lo strumento che resta in vigore per altri dodici mesi è quello che nel 2009 ha cancellato l’elenco delle razze pericolose e ha spostato l’asse sulla responsabilità individuale, sui percorsi formativi e sulla valutazione del singolo cane; il disegno di legge in discussione al Senato propone l’operazione opposta, cioè una lista di ventisei tipologie, obblighi differenziati a seconda della presenza del pedigree e un test comportamentale affidato a un solo soggetto. Prorogare il primo mentre il secondo è fermo in commissione significa, quantomeno, che il quadro regolatorio applicato in Italia per un altro anno continuerà a essere quello che rifiuta la logica delle liste.

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Resta un aspetto che non ci sentiamo di archiviare come buona notizia. Un Paese che governa un tema delicato come le aggressioni con uno strumento nato contingibile e urgente, rinnovato ininterrottamente per tredici anni, sta in realtà certificando un vuoto legislativo; la proroga concede tempo agli addetti ai lavori e alle istituzioni, come osserva la Fondazione, ma quel tempo va speso per costruire una disciplina organica seria, fondata su prevenzione, formazione, valutazione individuale e sostegno concreto a canili e famiglie, non per rimandare ancora. Il rischio, altrimenti, è che alla prima cronaca di aggressione il dibattito torni a cercare la scorciatoia della razza, che è esattamente la strada che il DDL 1572 propone e che noi continuiamo a considerare ingiusta e priva di fondamento scientifico.

Letture collegate

Fonti: Fondazione Cave Canem, Gazzetta Ufficiale n. 206 del 5 settembre 2026

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