Quando la conoscenza fa la differenza: la legislazione cinofila

Redazione Rosecanine

Soprattutto nell’immediatezza delle festività, torna ad essere molto dibattuto il tema dell’acquisto del cane, perché sono momenti dell’anno in cui la richiesta di cuccioli solitamente aumenta. 

Anche durante il periodo di lock down dovuto alla pandemia mondiale che ha caratterizzato il 2020, le richieste di cuccioli sono state molto più numerose. 

E’ possibile che il maggior controllo alle frontiere ed i vari limiti alla circolazione vigenti nei vari paesi  europei, abbiano favorito un rallentamento dell’importazione illegale di cuccioli, specialmente dall’ est Europa.

Quindi è possibile che, anche in conseguenza di questo, sia aumentata la richiesta verso gli allevatori italiani.

Verrebbe da chiedersi quanto il pubblico generico effettivamente conosca il mondo del cane di razza e quanto vi si sappia orientare per effettuare un acquisto responsabile, soprattutto senza alimentare situazioni illegali.

Se guardiamo il settore dell’allevamento del cane e dell’attività cinotecnica dal lato dell’allevatore responsabile, amatoriale o professionale, rispetto al passato, lo stesso deve muoversi tra obblighi e responsabilità che necessitano che abbia quantomeno una conoscenza di base della disciplina che lo regola, perché da questa conoscenza può dipendere, in parte, la qualità del suo lavoro.

Se, invece, il settore, lo si guarda dal lato dell’acquirente, è intuitivo capire come proprio quest’ultimo possa rappresentare il vero ago della bilancia per dare all’allevamento responsabile del cane di razza la dignità e distinzione che merita.

Per fare questo, però, l’acquirente deve essere prima informato e consapevole.

Perché, quanto più è disinformato, tanto maggiore sarà il rischio di cadere nella trappola di pubblicità ingannevoli, e direzionare l’acquisto verso situazioni che non sono trasparenti. 

E’ sufficiente, infatti, una rapida occhiata qua e là ad annunci e pubblicità per capire quanto la disinformazione sia il mare piatto e pescoso in cui navigano con facilità i commercianti di cani.

Per comprendere quanto l’acquirente medio si approcci all’acquisto in maniera disinformata basti pensare alla scarsa importanza che ancora oggi viene data al Certificato di iscrizione al Libro Genealogico (Pedigree), spesso considerato un orpello, un semplice pezzo di carta senza nessuna utilità. 

Eppure, in quel documento, unico tra l’altro a poter ricondurre un soggetto ad una specifica razza (altrimenti non potrebbe essere definito come tale) c’è molto più che inchiostro:

vi è la storia tracciata e tracciabile del lavoro dell’allevatore, l’evidenza del suo modo di selezionare, di quanta attenzione ponga alla salute ed al controllo delle patologie ereditarie, etc.

Se facessimo un paragone con l’acquisto di un’automobile, potremmo osservare facilmente come nessuno si sognerebbe mai di pagare una macchina senza aver prima verificato attentamente una serie di informazioni di fabbrica, come cilindrata, consumi, performance, garanzie, etc.  

Se, invece, si parla di cani, un approccio del genere, anziché essere considerato corretto perché finalizzato a verificare preliminarmente informazioni che non sono solo a garanzia dell’acquisto ma anche del benessere e della salute dei cani (quali, ad esempio, quelle relative ai genitori del cucciolo, alla cura che l’allevatore mette nell’allevare e accudire i suoi cani, i test sanitari effettuati, la regolarità dei documenti etc),  verrebbe facilmente considerato mercificante e riprovevole. 

Invece è esattamente il contrario: approcciarsi all’acquisto di un cane con una mentalità zootecnica sarebbe la prima risposta veramente utile ed efficace per contrastare fenomeni di produzioni che non sono rispettose né del benessere dei cani né delle regole deontologiche dell’allevamento responsabile.

L’allevamento del cane è un’attività impegnativa, che segue regole e disciplinari precisi.

Tanto l’allevatore responsabile quanto l’acquirente non possono che trarre benefici dall’avere delle conoscenze di base della disciplina che regola l’attività zootecnica e cinotecnica, perché in questo settore, più che in altri, è veramente il caso di dire che “la conoscenza fa la differenza”.

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