La paura nei nostri cani: proviamo a comprenderla

di Ylenia Zampieron

Si mostra sotto varie vesti, talvolta può salvare la vita al nostro amico a 4 zampe, altre invece può ridurla un inferno, in questi casi viene definita patologica. Spesso trascurata dai compagni umani, sottovalutata e non gestita correttamente.

La paura.

Stato di apprensione associato alla presenza o vicinanza di uno stimolo avverso (oggetto, individuo, situazione…), può essere una risposta talvolta necessaria nel caso in cui il contesto sia pericoloso per l’animale. In questo caso, infatti, la paura è il risultato di un adattamento del soggetto con lo scopo di proteggere se stesso.

Si manifesta generalmente con una risposta proporzionale all’intensità dello stimolo che l’ha scatenata, quando invece compare in maniera de-contestualizzata o con intensità eccessiva rispetto alla situazione, la paura risulta anormale o non adattativa. Una paura insistente e sproporzionata rispetto al rischio reale dell’animale stesso viene considerata fobia e può diventare un disordine comportamentale vero e proprio.

Fattori e segnali.

Numerosi possono essere le cause che scatenano uno stato di paura nel cane, e spesso sono il risultato di una combinazione di fattori diversi:

  • doti caratteriali tendenzialmente “basse”, innate nel cane
  • inadeguata de-sensibilizzazione allo stimolo scatenante
  • esperienze pregresse vissute in maniera scorretta
  • mancata socializzazione corretta nel periodo sensibile del cucciolo

Riconoscere la paura nel cane può essere talvolta facile, osservandone posture e comportamenti, in altri casi invece la si riconosce solo dopo il manifestarsi di un comportamento aggressivo o inconsueto in relazione ad uno specifico stimolo. Il primo passo per aiutare un cane pauroso è riconoscere i segnali che caratterizzano questo stato emotivo.

I segni più evidenti sono:

  • Orecchie basse ed appiattite
  • Cosa bassa o in mezzo alle zampe posteriori, rivolta a copertura del ventre
  • Guaiti o altri suoni vocali

Bisogna tenere conto che la paura è uno stato emotivo complesso, che molto spesso può manifestarsi con modalità particolari e sfumature diversificate in base alla razza, all’età o alle esperienze pregresse dal cane.

L’estremo di uno stato di paura si riscontra nel momento in cui il cane teme per la sua vita e non gli resta che fuggire o combattere contro lo stimolo che lo minaccia. La reazione aggressiva del cane in questo caso è dettata dalle regole dell’istinto e della sopravvivenza: in natura avviene comunemente quando un lupo si scontra con un predatore molto più grosso di lui, mentre nella quotidianità dei nostri cani si può manifestare quando vengono inibite le vie di fuga, e il cane si sente in trappola.

Esperienze e crescita.

Durante la crescita è probabile che il cucciolo manifesti reazioni di paura a situazioni, luoghi o persone che ancora non conosce. Difronte a questa serie sconosciuta di stimoli il cucciolo reagisce chiedendo aiuto alla figura di riferimento più prossima, il suo umano. Gestito in maniera adeguata il cucciolo imparerà, a non temere questi determinati stimoli e a reagirvi in maniera corretta. Al contrario se non adeguatamente educato, il cucciolo troverà soluzioni alternative per combattere la paura a quel specifico stimolo, e a riproporre quella determinata reazione scorretta ogni qualvolta lo stimolo si ripresenti.

L’uomo nello specifico caso, può contribuire ad alimentare la paura del cane omettendo di fare una data cosa o assumendo un comportamento scorretto in relazione alla paura stessa del cane.

Fondamentale perché il cane cresca equilibrato e libero dalle paure è assicurarsi che il suo percorso di socializzazione (primi 6/8 mesi) si svolga in maniera corretta, completa e diversificata.

De-sensibilizzazione e sensibilizzazione.

Nel cane adulto invece la ripetizione dei contatti con uno stimolo sconosciuto che innesca paura può produrre 2 tipi di risposte comportamentali:

  • diminuzione progressiva della durata e dell’intensità della risposta negativa, fino all’estinzione o sostituzione del comportamento scorretto con un atteggiamento adeguato (desensibilizzazione sistemica / controcondizionamento)
  • aumento costante e crescente della risposta alla paura con il conseguente fissaggio di un comportamento scorretto e stereotipato

La diversità di queste 2 risposte comportamentali risiede nella modalità di presentazione dello stimolo scatenante: se lo stimolo viene presentato inizialmente a debole intensità, aumentando gradualmente, in relazione alla reazione del cane, riusciremo a gestire la reazione del soggetto stesso, veicolandola su un comportamento adeguato che porta all’estinzione/sostituzione progressiva della reazione scorretta (de-sensibilizzazione/controcondizionamento).

Quando queste condizioni non vengono rispettate assistiamo, al contrario, al processo di sensibilizzazione, che aumenta attenzione e reattività del cane allo stimolo, sfociando in reazioni fisiche evidenti (tremolii) per arrivare a manifestazioni di aggressività. La sensibilizzazione è inoltre accompagnata dall’anticipazione emotiva, nella quale i comportamenti compaiono prima ancora che si presenti lo stimolo scatenante determinando in questo caso uno stato di ansia in quanto il cane reagisce anche agli stimoli che accompagnano quello scatenante.

La chiave per risolvere molti problemi comportamentali è rinforzare in maniera corretta i comportamenti adeguati e ignorare quelli non adeguati.

De-sensibilizzazione e contro-condizionamento sono ottimi metodi di lavoro per aiutare il nostro amico a 4 zampe superare le paure. Applicare questo metodo alle manifestazioni di paura richiede però accuratezza e ingegno: non è facile riuscire a sottolineare positivamente un atteggiamento corretto in una miriade di comportamenti inadeguati dettati dalla paura e dall’ansia.

Foto dal web.

Ylenia Zampieron

Nata a Bassano del Grappa il 4 Febbraio del 1986, Dog Trainer Professional riconosciuto FCC, Educatore CSEN e Istruttore Cinofilo presso il Centro Borgocinofilo Mikamale di Padova. Da sempre affascinata dal mondo animale e in particolare da quello cinofilo. Comincia il percorso assieme al suo AustralianCattleDog in Protezione Civile come Unità Cinofila da Soccorso, per ampliare in seguito le sue conoscenze del mondo dei cani. Amante della montagna coordina il progetto MountainDogWalk.

Ylenia Zampieron

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