La risposta dell’ENCI al servizio di Report
Un dibattito aperto per il bene del mondo cinofilo
Nei primi giorni del 2024, il mondo cinofilo italiano si è trovato al centro di un acceso dibattito dopo il servizio trasmesso da Report, che ha evidenziato alcune presunte criticità legate all’operato dell’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana). La risposta del Presidente Dino Muto, pubblicata sulle pagine ufficiali dell’ente, non si è fatta attendere e ha offerto una visione netta delle attività e dei valori dell’ENCI.
Le accuse e la difesa dell’ENCI
Nel suo comunicato, l’ENCI respinge fermamente quanto riportato da alcuni organi di informazione, definendolo un tentativo di screditare il lavoro degli allevatori italiani, la gestione del Libro genealogico e, più in generale, la cultura delle razze canine. Il presidente sottolinea come l’ente operi da sempre in stretta sinergia con il Ministero vigilante, rispettando rigorose norme tecniche e disciplinari. Tra le attività evidenziate a sostegno della cinofilia:
- Controlli antidoping: ENCI ha introdotto verifiche antidoping uniche al mondo da oltre un decennio, riscontrando solo pochi casi di utilizzo di antinfiammatori negli ultimi tre anni. Ogni violazione è stata sanzionata severamente.
- Collaborazioni scientifiche: Tra i progetti più significativi, quello realizzato con ISPRA per identificare eventuali ibridazioni tra cani di razza e lupi selvatici.
- Contributi alla società: I cani selezionati attraverso l’ENCI sono operativi in contesti cruciali, come la lotta alla Xylella, progetti di salvaguardia della biodiversità e attività di supporto sociale.
Tali dati rappresentano, secondo il comunicato, la prova del valore del lavoro svolto dall’ente e della sua importanza per la cinofilia italiana.
Un dibattito che coinvolge tutti
Come sottolineiamo anche noi di Dogsportal.it, il dibattito sollevato dal servizio di Report non riguarda solo l’ENCI, ma coinvolge tutto il mondo cinofilo. Parlare di allevamento, selezione delle razze e benessere animale significa mettere al centro non solo le istituzioni, ma anche le persone che convivono quotidianamente con i cani.
Il tema solleva una riflessione più ampia: quale futuro vogliamo per la cinofilia italiana?
La responsabilità non può essere demandata esclusivamente all’ENCI o agli allevatori; serve un confronto aperto e costruttivo tra tutte le parti coinvolte, inclusi i media, gli esperti e i semplici appassionati.
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