La scelta del professionista cinofilo: un cortocircuito culturale?
Come scegliere il professionista cinofilo giusto: una riflessione sui problemi attuali
Ciao a tutti, oggi voglio condividere con voi una riflessione che spero possa innescare un dibattito utile, soprattutto per chi, come noi, vive ogni giorno accanto a un cane.
Questo articolo è per te, per me e per chiunque altro condivida la propria vita anche con i cani, ma anche per chi, come molti di voi lettori di Dogsportal.it, lavora professionalmente in questo settore, aiutando altre persone a migliorare la propria relazione con questi animali.
Abbiamo un problema. Anzi, più di uno.
Mi spiego meglio: se da una parte si parla tanto di “cultura cinofila”, e lo facciamo anche noi su questo blog, dall’altra esiste una realtà ben diversa che non possiamo ignorare.
In Italia ci sono milioni di persone che convivono con i cani e lo fanno in modo straordinario.
All’interno di questo enorme gruppo, però, ci sono anche quelli che si trovano di fronte a difficoltà, magari senza nemmeno rendersene conto, o quelli che hanno problemi dichiarati e cercano soluzioni.
Ed è qui che inizia il cortocircuito.
La difficoltà di trovare il giusto professionista cinofilo
Quando si presenta un problema, come fa una persona a scegliere il professionista giusto in cinofilia? Non è così semplice.
Certo, esiste il passaparola, ma quanto possiamo fidarci di questa modalità? È efficace? Spesso la scelta si fa confusa, e tra leggi, tavoli tecnici e normative (quando esistono e quando vengono applicate) resta comunque il dubbio di fondo: oggi, come si sceglie il professionista cinofilo giusto?
Per quanto riguarda i portali aggregatori ( quelli per trovare l’educatore come se fosse un idraulico), sono totalmente contrario sulla loro efficacia ma è una mia idea personale, potrei ricredermi in futuro.
Qui entrano in gioco diversi fattori: la mancanza di chiarezza, di standard condivisi ( ci stiamo provando con il dibattito di settore degli ultimi giorni, nato anche grazie alle nostre interviste e ai nostro contenuti) ma anche di strumenti efficaci per orientarsi.
E tutto questo rende difficile per molte persone identificare chi possa davvero aiutarle.
È un problema di trasparenza, ma anche di accessibilità.
Il ruolo del professionista cinofilo e il cortocircuito del giudizio
Ma non è tutto.
Dal punto di vista dei professionisti, spesso si nota una tendenza al giudizio, che crea un altro tipo di cortocircuito.
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Il professionista cinofilo, come qualsiasi altro esperto, dovrebbe avere un approccio propositivo, senza cadere nel facile errore di giudicare chi ha bisogno di aiuto.
Nessuno si aspetta di essere giudicato dal proprio medico, psicologo o personal trainer, e lo stesso vale per chi si rivolge a un consulente cinofilo.
Purtroppo, a volte, questo atteggiamento emerge nei canali social, dove il professionista non solo giudica i clienti, ma anche i propri colleghi.
Un comportamento che non fa altro che allontanare le persone dal cercare aiuto, innescando una spirale negativa.
Migliorare la cultura cinofila: una questione di atteggiamento
Alla fine, la cultura cinofila in Italia non si può migliorare solo attraverso leggi o normative.
Bisogna partire da noi stessi, come persone e come professionisti.
Il cambiamento passa dall’atteggiamento che adottiamo nei confronti di chi ci chiede aiuto. La professionalità non è solo una questione di competenze tecniche, ma anche di capacità relazionale. E questo vale sia per i proprietari di cani, che devono essere messi nelle condizioni di scegliere con fiducia, sia per i professionisti, che devono essere in grado di comunicare senza giudicare.
Partiamo da qui, da questa riflessione.
Perché migliorare la cultura cinofila in Italia è un lavoro che richiede impegno da parte di tutti: di chi vive con i cani e di chi lavora per rendere questa convivenza la migliore possibile.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.
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