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La cinofilia in Italia e il dibattito in corso sulle nostre pagine: la posizione di Dogsportal.it

In una nostra “diretta” del 5 settembre scorso, il professor Roberto Marchesini ha ribadito con forza la necessità di avviare una piattaforma comune per superare divergenze e divisioni nell’ambito dei professionisti della cinofilia, allo scopo di affrontare una situazione in netto peggioramento per quanto riguarda abbandoni, aggressioni e maltrattamenti (e i dati, purtroppo, gli danno ragione), situazione che si qualifica come vero e proprio “problema sociale”.

Nella stessa occasione, il noto etologo ha anche sottolineato come, a suo avviso, il lavoro dei professionisti del settore non sia riuscito, evidentemente, a incidere positivamente sulla situazione dei cani nel nostro Paese, almeno a livelli macro, cioè sulla maggioranza della popolazione canina nazionale (in effetti, la cinofilia tecnica, evoluta, “educata”, rappresenta solo una minima parte dei 9-10 milioni, come minimo, di cani di proprietà presenti nella Penisola).

A queste dichiarazioni ha fatto seguito nei giorni scorsi un comunicato di risposta congiunto firmato da Aieci, Apnec, Apnoc e FisscPro, cioè alcune delle principali associazioni professionali in ambito cinofilo (lo trovate qui) che Dogsportal ha sintetizzato e commentato qui: https://www.dogsportal.it/il-futuro-della-cinofilia-italiana-tra-etica-e-competenza-professionale/

Il comunicato respinge parte delle  affermazioni di Marchesini circa il presunto fallimento del lavoro dei professionisti sul fronte di una maturazione della cinofilia “popolare” italiana ritenendo invece che, in particolare grazie alle norme di certificazione UNI, il settore abbia raggiunto validi livelli di serietà, garanzie di qualità e di professionalità e interprofessionalità, ribadendo e motivando scientificamente ed eticamente la contrarietà totale all’utilizzo di metodi coercitivi e violenti. 

Ne è seguita un’ulteriore replica da parte del professor Marchesini che ha chiarito e puntualizzato alcuni dettagli delle sue argomentazioni (la trovate qui: https://www.dogsportal.it/marchesini-risponde-al-comunicato-delle-associazioni-professionali-cinofile/), spiegando anche che non si tratta di scendere a compromessi con chicchessia (e qui immaginiamo si riferisca a chi utilizza sistemi non rispettosi del benessere psicofisico del cane) ma di confrontarsi e di superare anche gli scontri e le campagne d’odio sui social che, purtroppo, sono in atto da anni tra i rappresentanti di diverse posizioni (a volte raggiungendo livelli da asilo d’infanzia ma anche da codice penale – ndr)

Quindi, a ben guardare, ci sentiamo di dire che, forse, finalmente un confronto si sta aprendo! 

Ovviamente, come primario blog italiano dedicato alla cinofilia siamo giustamente orgogliosi di aver dato il via a un dibattito che riteniamo cruciale per il futuro del settore e, ancora di più, per il benessere e la tutela dei cani, che sono la ragione principale dell’esistenza stessa di Dogsportal.it. 

In secondo luogo, l’importanza vitale dell’argomento ci impone anche di prendere una posizione. E dopo aver consultato come sempre il nostro caporedattore Poldo, ecco ciò che riteniamo di dover esprimere.

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  • Che il lavoro dei professionisti italiani del settore non abbia inciso a sufficienza sulla qualità della vita dei cani (e di chi li prende) e sulla concezione del concetto di “cinofilia responsabile” nel nostro Paese è un dato di fatto: basta guardare i dati relativi a canili, randagismo, mala gestione, maltrattamento e quant’altro. Abbiamo ancora tanta strada da fare…
  • D’altra parte, non ha senso demandare ai professionisti che lavorano sul campo, dagli educatori fino agli esperti di problemi comportamentali, la formazione di una cultura cinofila diffusa a livello nazionale: questo è (dovrebbe essere…) compito dell’istituzione scolastica, poiché è solo attraverso l’istruzione che un cittadino forma la propria coscienza civile, coscienza che in un paese evoluto deve comprendere anche la conoscenza e il rispetto del cane, non fosse altro per il semplice ma incontrovertibile fatto che è l’animale con il quale chiunque nel corso della propria vita avrà a che fare almeno una volta, per scelta o per caso.
  • Nel rapporto con i “proprietari” di cani (passateci il termine, che usiamo solo per chiarezza) le diverse scuola di pensiero dovrebbero portare avanti il proprio lavoro senza denigrare quello altrui, affidando ai fatti la dimostrazione della validità del proprio approccio.
  • D’altro canto, in una cinofilia seria, evoluta e responsabile, che ami e rispetti il cane (questo significa il termine “cinofilia”), violenza fisica e psicologica non possono e non debbono più avere spazio: esistono da decenni metodi di insegnamento, di addestramento e di modifica del comportamento etologicamente efficaci ed eticamente corretti. Sono gli unici che devono trovare applicazione da parte dei professionisti. 
  • Le campagne denigratorie, gli insulti e l’odio via social non possono e non devono trovare spazio in una cinofilia evoluta e professionale. Chi si dedica a questo tipo di comunicazione squalifica se stesso ma anche la corrente di pensiero che ritiene di rappresentare, quale che sia. E soprattutto, non fa altro che confondere il pubblico, sempre più smarrito tra tante voci contrastanti.
  • D’altronde, la promozione via social delle proprie attività fa ormai parte delle necessità di molti professionisti del settore e noi stessi la offriamo tra i nostri servizi di marketing. Riteniamo però che tale promozione debba essere diretta a diffondere le proprie idee e i propri metodi con argomenti validi, evitando le ridicole “formule magiche” che risolvono tutto in poche lezioni, i manuali con “tutti i segreti che non hanno mai svelato” e altre proposte che sviliscono la professionalità vera, fatta di studio e di sudore sul campo.
  • Dogsportal.it ritiene inoltre che parte della responsabilità della situazione pessima in cui si trovano molti cani in Italia in termini di qualità di vita, di gestione e di cura sia da attribuire anche a tutti gli allevatori che non rispettano i requisiti minimi di selezione relativamente a salute e carattere e a quelli che cedono i loro cani indiscriminatamente a chiunque paghi, senza curarsi minimamente delle competenze o delle semplici capacità intellettive dell’acquirente: molti abbandoni, maltrattamenti e aggressioni hanno le loro radici in questo comportamento irresponsabile.
  • Infine, è nostra opinione che una maturazione sociale della cinofilia possa essere raggiunta anche e soprattutto attraverso l’istituzione di un percorso di formazione obbligatoria per chiunque voglia prendere un cane, di qualunque genere, di razza o meno, e che la possibilità di acquisirlo sia subordinata al superamento di un esame rigoroso. Allo stesso modo, siamo del parere che sia indispensabile inasprire seriamente le pene (leggi carcere) per chi maltratta o uccide i cani ma anche per chi, per negligenza, causa ferite o uccisioni mediante il proprio cane.

Chiariamo che questa nostra presa di posizione, non esaustiva per logiche ragioni di spazio, non pretende di essere un diktat per nessuno se non per noi stessi e per la nostra politica editoriale.

Ma ci auguriamo anche che possa essere un ulteriore contributo al dibattito che si è appena avviato e che siamo prontissimi a portare avanti su queste pagine. 

A voi la parola ora, lettori di Dogsportal.it

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Il team editoriale di Dogsportal.it, coordinato dall'editore e fondatore Rocco Voto, garantisce informazione cinofila verificata grazie al supporto di giornaliste specializzate come Lorena Quarta e Alessia Colaianni e di esperti come Mirko Barrera, Andrea Comini, giornalista e cinofilo e firme storiche come Davide Cardìa. Dogsportal è un hub di cultura che negli anni ha coinvolto i migliori professionisti italiani del settore, producendo oltre 2.000 articoli e centinaia di dirette tematiche per divulgare il benessere del cane con competenza e passione

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