Obedience con un cane di 8 anni? Si può.

Obedience con un cane di 8 anni?
Obedience alla terza età!

Iniziare Obedience con un cane di otto anni.

Si parla molto di come impostare il lavoro con un cucciolo, di come lavorare motivazione del cane e impostazione degli esercizi quando hai un cane giovane, non condizionato da altri insegnamenti e cresciuto con tutti i canoni.

Ma non sempre chi si avvicina a questa disciplina lo fa con un cucciolo.

Il nostro percorso cinofilo non è sempre lineare

Spesso accade che si inizi un percorso cinofilo per caso, magari si comincia a frequentare i campi per risolvere problemi di educazione di base e poi ci si appassiona e si continua, altre volte si pratica una disciplina diversa e, per vari motivi, con il tempo ci si ferma o si cambia percorso e si arriva ad appassionarsi al lavoro in obedience quando il cane non è più giovane.

Obedience con un cane di 8 anni: una bella sfida

Qualunque sia la ragione, trovarsi davanti a un cane che ha già tutto un percorso alle spalle e dover iniziare da zero, è comunque una bella sfida. 

Otto anni per un cane non sono pochi, anzi sono veramente tanti per iniziare una disciplina impegnativa come questa, non per la costruzione degli esercizi o la tecnica richiesta, quella è la parte più facile, ma la grossa difficoltà sta nel fatto che un cane a quell’età ha appreso tutta una serie di abitudini e competenze che sono le più difficili da modificare proprio perché durano da così tanto tempo.

Ma se arriva il binomio motivato?

Eppure succede, ti arriva al campo un cane di otto anni, un conduttore motivato e ti trovi d’improvviso a lavorare insieme.

Sono due le valutazioni da fare in questo caso prima ancora di iniziare:

Le motivazioni del conduttore e le potenzialità del cane.

La prima è necessaria per capire quali sono le aspettative, la voglia e l’impegno che uno è disposto a mettere, vanno fatte per qualunque binomio, ma in questo caso, per me, ancora di più. 

La seconda mi permette di capire se questo cane ha le caratteristiche per affrontare questo percorso, se c’è già un rapporto corretto, collaborazione, competenze, gestione, se il cane conosce il lavoro in campo, (magari arriva da altre discipline), insomma tutto ciò che serve per poter consigliare e impostare un lavoro ad hoc per quel soggetto.

Sei poi in campo, hai davanti una femmina di border collie con tanto motore, che adora il proprietario, che, a parte l’esperienza di agility di qualche anno prima, in realtà fa il cane di famiglia, e dall’altra parte c’è un futuro conduttore, motivato, convinto, che ha sempre lavorato con i suoi cani che ti dice:

“con lei voglio fare Obedience”…..

What else? Come direbbe George Clooney davanti a un caffè….

E così ti trovi in campo e devi pianificare un lavoro speciale.

Davanti a un cane di otto anni è fondamentale comprendere quali sono le competenze che ha già ma soprattutto i limiti o le mancanze.

Sono queste le prime cose su cui si lavora anche perché sono le più lunghe da modificare.

Altro importante punto è la gestione dei rinforzi che saranno scelti in base alle esperienze ed aspettative di quel cane.

Ma la cosa più difficile per il proprietario sarà sempre cambiare la gestione del cane nella vita.

Sì perché a un cane sportivo, specie un cane che fa Obedience, gestiamo il tempo, l’attenzione, la motivazione al lavoro in un modo speciale, per non dire maniacale.

Un cane di famiglia questa competenza non ce l’ha, ma è necessaria, e non tanto per un allenamento al campo, quanto per creare quella motivazione e preparazione che è fondamentale per poter affrontare una gara.

I cambiamenti, la passione e l’impegno

Ora è successo che il cane, con l’impostazione giusta, abbia cominciato ad appassionarsi al lavoro, abbia cominciato a impegnarsi e metterci del suo.

Giorno dopo giorno abbiamo visto i cambiamenti nel comportamento, nella capacità di affrontare situazioni nuove e soprattutto nel rapporto con il suo conduttore. 

È qui che avviene la magia. 

Quel turbine di eventi che trasformano un cane insicuro, con alcuni problemi ambientali, che non era in grado di stare fermo ne di lavorare distante dal conduttore, che aveva tempi di concentrazione bassi, che a un tratto si trasforma in un cane motivato, che fa i resta in mezzo a gente e cani in campi diversi, che la sera a casa esplode di gioia quando il proprietario le propone di lavorare, che diventa una cozza con occhi solo per lui.

3 gare, 3 eccellenti e tre vittore

E la soddisfazione più grande è che, in soli otto mesi di lavoro, riesce a fare tre gare di obedience, in predebuttanti e debuttanti, con tre eccellenti e tre vittorie con tre giudici diversi e in campi diversi. 

Oggi stiamo preparando la classe uno e il cane sta crescendo in competenze alla velocità della luce. 

Obedience con un cane anziano? Si può?

Quindi se uno mi chiede se è possibile cominciare a lavorare in obedience con un cane adulto dico sì, certo, e se si lavora bene, si possono ottenere anche grandi soddisfazioni.

Tenete sempre presente da dove si parte e quali sono le caratteristiche del cane per calibrare le aspettative.

Tutto il resto è impegno e soddisfazioni.

L’obedience è affascinante proprio per quello che da dentro e fuori dai campi gara. 

Non è solo obbedienza, anzi.

È scoperta, lettura, insegnamento, rapporto.

È un nuovo modo di vivere insieme, un percorso di sport che inevitabilmente ci si porta anche nella vita di tutti i giorni. 

Per questo, gare o no, sarà sempre una grande soddisfazione!

Alessandra Vacchiero

Il mio nome è Alessandra Vacchiero, istruttore cinofilo. La passione per il cane è nata con me, insieme a quella per molti altri animali, con cui ho vissuto, lavorato e condiviso la mia vita. Sono entrata in cinofilia nel 2001 attraverso il mondo delle Expo, finché un giorno di febbraio del 2006, mentre osservavo la mia cucciolona di sette mesi giocare con me, mi dissi “questo cane può fare moltissime cose….” E così cominciarono le lezioni in campo, le discipline, gli stage e chi più ne ha più ne metta. Ma tra tutte le esperienze che abbiamo fatto c’è stata un’unica vera grande scintilla che ha segnato tutto il percorso: era nata senza accorgersene la mia immensa passione per l’obedience. E così pratico Obedience da 12 anni, ho preparato e portato tre miei cani fino alla classe più alta. Gare, stage e allenamenti in giro per l’Italia mi hanno dato un bagaglio di conoscenze ed esperienze che oggi vorrei condividere con voi per far conoscere a più persone possibili questa meravigliosa disciplina. “

Alessandra Vacchiero
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