Educazione cinofilaSpazio allevatori

Sono un allevatore e il futuro dei miei cuccioli per me è fondamentale.

Da allevatore e da appassionato mi sta molto a cuore il futuro dei miei cuccioli e la loro felicità all’interno delle nuove famiglie.

Così come mi preme che la vita delle persone che prendono un mio cane sia arricchita da questa esperienza.

Personalmente vedo il  momento della partenza di un mio cane come l’inizio di una nuova, splendida ed importante avventura.

Per questo motivo dedico molto tempo al momento della consegna ai consigli e rispondo alle domande dei nuovi proprietari.

In realtà solitamente inizio a dare indicazioni sulla gestione corretta del cucciolo in famiglia già prima della consegna dello stesso, ma in quel momento, complice il contratto di vendita che viene sottoscritto, formalizzo alcuni punti importanti.

Il contratto di vendita è una scrittura privata fra le parti, e tralascerò qui la valenza legale di tale atto. Come i ragionamenti intorno alla natura giuridica del cane, a tutti gli effetti ad oggi considerato un  bene, proprio come una borsa, una sciarpa o un cellulare.

Lo scopo che personalmente mi prefiggo con questo documento è innanzitutto tutelare la salute del cucciolo che cedo, garantirgli una buona qualità della vita e tutelare la razza che allevo.

Inoltre mi preme garantire gli interessi di entrambe le parti coinvolte (cedente/cessionario).

Voglio però soffermarmi su quello che chiedo/consiglio espressamente ai nuovi proprietari. E che in maniera più o meno esplicita viene formalizzato sulla carta.

Innanzitutto li esorto ad una gestione del cane che tenga conto dei suoi bisogni etologici: il cane non è una persona ma un animale sociale.

Senza essere un educatore, ma essendo costantemente in rapporto con professionisti ed avendo un campione di centinaia/migliaia di labrador a disposizione, so che per questa razza uno dei problemi più grandi è proprio l’umanizzazione.

Per questo motivo suggerisco di rivolgersi SEMPRE E COMUNQUE ad un educatore, fin dai primi mesi, per impostare da subito un rapporto di fiducia e rispettoso di ruoli ed esigenze diverse. Lo consiglio anche a chi ha già avuto cani, a chi ha già avuto labrador ed a chi si ritiene esperto. Credo che solo gli occhi di un professionista esperto ed esterno possano cogliere alcuni errori che vengono fatti inconsapevolmente. Ed i primi mesi sono FONDAMENTALI per un corretto rapporto.

Tralascio qui, perché meritano uno spazio apposito, i criteri che ci devono guidare a scegliere il giusto professionista. Suggerisco però di valutare anche l’empatia e la fiducia della persona, perché esse dovrebbero essere alla base di un rapporto umano duraturo.

Una cosa che cerco sistematicamente di fare, soprattutto verso chi vedo maggiormente inesperto ed apprensivo, è di smorzare l’ansia ed attenuare le paure. Avviso che nei primi mesi i cuccioli possono essere soggetti ad enteriti e piccoli problemi di salute, offro la mia disponibilità come primo contatto per evitare di ricorrere sistematicamente al veterinario, cerco di spiegare che è normale che il cucciolo esplori il mondo con la bocca e suggerisco un approccio tollerante e poco allarmistico.

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Inoltre ripeto spesso che, come allevatore, resterò a disposizione delle nuove famiglie per tutta la vita del cucciolo.

Per ciò che riguarda l’alimentazione, oltre a fornire un kit col mangime utilizzato per il cucciolo, do alcune indicazioni sulla scelta di un nuovo prodotto, dal momento che utilizzo un mangime per professionisti che non viene venduto al dettaglio. Parlo delle diverse scelte che si possono fare in tal senso con i pro ed i contro di ognuna e metto a disposizione i miei contatti di veterinari nutrizionisti se ce ne fosse bisogno. Fornisco anche un buono per una visita nutrizionistica gratuita. Spiego la mia esperienza con eventuali integratori e parafarmaci, come ad esempio prodotti a base di glucosamina/condroitina per le articolazioni e probiotici. Ricordo a tutti, più volte, che essendo questa razza soggetta ad obesità, il controllo del peso anche attraverso attività fisica graduale e costante è fondamentale.

Fondamentale sottolineare attraverso un punto contrattuale specifico che, nel momento della materiale apprensione del cucciolo, la responsabilità si trasferisce al nuovo proprietario. Per questo motivo suggerisco fortemente la stipula di una assicurazione RC che includa il cane. Per quello che riguarda invece le assicurazioni sanitarie, espongo la mia esperienza ma anche le mie perplessità visto che non ho mai trovato un prodotto di pieno gradimento al giusto prezzo (per cliente medio).

Sempre nel contratto è presente un punto che dice espressamente al nuovo proprietario del cane che esso dovrà adoperarsi per  “Evitare che esso diventi fonte di rischi e veicolo di malattie”.

A questo riguardo consiglio una prima visita da colui/colei che si occuperà della salute del nostro amico, portando oltre al cane tutta la documentazione da me fornita e pianificando le ultime fasi del percorso vaccinale. Oltre ad una corretta profilassi antiparassitaria che completi le strategie già messe in atto da me e che tenga conto del luogo in cui vivrà il piccolo ALPINE OTTER.

In ultimo, espongo le regole che devono essere sottoscritte per ciò che riguarda l’eventuale riproduzione di un mio cane. Personalmente sono contrario ad una consuetudine che si sta diffondendo negli ultimi decenni: il contratto NOT FOR BREEDING.

Si tratta della formalizzazione dell’impossibilità di procedere all’accoppiamento del cane in maniera assoluta o subordinata al consenso dell’allevatore. In alcuni casi per egoismo o per vantaggi economici, occultati spesso dalla volontà di tutelare la razza od il nome dell’allevatore. Personalmente credo che contratti di tale fatta siano giuridicamente illegittimi, dato che con l’acquisto di un cane se ne acquisisce la piena proprietà e responsabilità. Ritengo però corretto indicare, essenzialmente a tutela dei nuovi nati, della fattrice e della razza, regole quadro afferenti la sfera della salute e del benessere dei riproduttori, che se infrante comportino penali o la restituzione del cane. Non mantenendo però alcun diritto nei contratti standard.

In conclusione, il dialogo con le nuove famiglie comincia prima della consegna del cucciolo, si formalizza col contratto, ma prosegue nel tempo. Ed in molti casi rappresenta le fondamenta di un rapporto personale coinvolgente ed emotivamente ricco.

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Manuel Punta

Nato a Genova nel 1971, maturità scientifica e laurea in scienze politiche indirizzo internazionale (vecchio ordinamento – UNITO). Le mie radici cinofile affondano nelle passioni della mia famiglia, che in basso Piemonte si dedicava alla caccia ed alla cerca del tartufo. Nella mia giovinezza ho conosciuto diverse razze allevate amatorialmente (Setter, Pointer, Spinoni, Breton, Drahthaar) dai miei famigliari ed ho apprezzato il lavoro del cane e l’intesa col conduttore. Dopo aver lavorato per vent’anni nelle telecomunicazioni e, successivamente, nella gelateria di famiglia, ho concentrato le mie energie sulla mia passione. Attualmente sono titolare di una piccola pensione per cani a Settimo Vittone, nelle vicinanze di Ivrea, e allevo LABRADOR RETRIEVER. La mia esperienza coi LABRADOR è più che decennale. Attualmente sono un allevatore iscritto al registro, in possesso di affisso per la razza (ALPINE OTTER), in possesso del master allevatore ENCI ed iscritto all’albo fornitori cinofili della Polizia di Stato. Sottoscrittore del codice etico dell’allevatore e membro del RCI. Responsabile di attività in IAA. Da anni propongo a persone di tutte le età, tramite associazioni e centri cinofili, i miei incontri informativi che hanno lo scopo far conoscere gli scopi dell’allevamento etico e di parlare della mia razza e delle sue potenzialità. Il mio motto è #piùlabradorpertutti

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