Le 10 razze più difficili da addestrare (ovvero, la fuffa avanza e non c’è niente da ridere, purtroppo)
Le 10 razze più difficili da addestrare: parliamone….
Avrete notato anche voi, immagino, che il tema “cani” sta conquistando sempre più spazio sui siti di informazione generalista.
Il che, in un paese (minuscolo per scelta, e tale rimarrà a lungo temo) in cui l’informazione fosse ancora gestita come una cosa seria, ché tale è, sarebbe una buona notizia: abbiamo estremo bisogno di cultura cinofila.
Solo che, purtroppo, questa proliferazione è costituita per buona parte da vera e propria fuffa, per usare un termine che l’editore non mi censurerà, altrimenti avrei scritto “stronzate”.
Per amor di verità, va anche detto che il proliferare della fuffa, cinofila o meno, risponde a uno scopo ben preciso, intrinseco alla natura del Web, cioè incontrare il trend delle ricerche degli utenti per essere notati e poi citati (indicizzati, credo) da Google. Fa parte del gioco.
Però c’è modo e modo di giocare.
Si potrebbero (dovrebbero in realtà) usare titolazioni “acchiappa trend” accompagnandole con contenuti di qualità. Il risultato non cambierebbe ma chi legge ne ricaverebbe informazioni utili. Però, la qualità si ottiene se chi scrive è competente sull’argomento o, se non lo è, se si informa con scrupolo, prima di mettersi a battere tasti.
Una delle ultime ondate di fuffa che ho notato è quella degli elenchi scritti ad mentulam canis, per restare in tema cinofilo.
Quindi, ecco spuntare qua e là liste di questo tipo: “Le 10 razze più aggressive”, “Le 10 razze da non scegliere mai”, “Le 10 razze più adatte ai bambini” e, ispiratrice di queste mie righe, “Le 10 razze più difficili da addestrare”.

E via… decimando.
Elenchi a modo loro divertenti da leggere, devo dire, di cui voglio farvi partecipi.
Allora, sappiate che tra i cani più difficili da addestrare c’è, per esempio, il Bassethound. Perché?
Perché, cito, ha “un temperamento gentile ma ostinato” (dev’essere una nuova declinazione di “severo ma giusto”). E questa ostinazione emerge in particolare, cito di nuovo, quando si tratta di “insegnare la pulizia in casa”.
E qui mi perdo: vuol dire che il bislungo ex cacciatore non vuole passare l’aspirapolvere oppure che fa i bisogni dentro casa? Nella seconda ipotesi, suggerisco una possibile causa: essendo tanto lungo, quando la testa è in giardino il culo è ancora in salotto “e quindi…” (intonazione alla Salvini).
Un altro osso duro per gli educatori sarebbe, udite udite, il Pechinese. Giuro. Perché? Eh, essendo “piccolo ma testardo” (tipo Brunetta, per intendersi) “ama la propria indipendenza” e questo rende “arduo”, testuale, l’addestramento.
Ma non temete: il Pechinese potrà capitolare se userete, dicono, “calma e coerenza”. Quindi, allungate i tempi di lavoro oltre gli usuali 20 secondi e smettetela di usare comandi sempre diversi per lo stesso esercizio, ok?
E non vogliamo parlare del Beagle? Secondo uno di questi elenchi, “ama giocare, e spesso si comporta in modo birbante e dispettoso, senza obbedire ai richiami ed ai comandi del suo padrone”.
Ricordo un commento di qualche giorno fa che accusava la Redazione di aver “scritto come un bambino di 6 anni”. Era palesemente opera di un disagiato ma lo faccio mio nel recensire quanto appena riportato sul Beagle.
Tra le razze… “de coccio”, qualcuno ha poi inserito questa, che non conoscevo: il Mastino. O bella, ma quale? Napoletano, Spagnolo, dei Pirenei, Inglese? O è il Mastino dei Baskerville? Comunque, non è che il fantomatico Mastino non voglia imparare, è che ha “movimenti lenti e un po’ pigri”.
E qui mi sono perso di nuovo, perché apprendere non ha nulla a che fare con la condizione atletica ma con le capacità intellettive. Presumo perciò che chi ha scritto sta str.. fuffata sia un atleta con il QI di un palo della luce.
Chiudo con un’ultima citazione, che a mio avviso merita e che riguarda un cane considerato spesso “testardo” anche da chi di cinofilia qualcosa ne sa, il Siberian Husky.
Considerato che sul carattere e sulla natura di questo magnifico nordico, e sulla sua cosiddetta “testa dura”, si possono trovare informazioni serie con grande facilità, mi chiedo perché abbiano scritto che il problema sarebbe che “mantengono molto del loro istinto selvatico”? Ma quale istinto? E soprattutto, che cavolo vorrebbe mai dire?
Neppure la fatica di fare una breve ricerchina in Rete. Ma intanto, Google indicizza ed è solo questo che conta per tanti siti, portali, organi di presunta informazione.
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Solo che dietro a siti, portali eccetera ci sono persone, persone che possono fare delle scelte tra informare correttamente e spargere fuffa, e scelgono la fuffa, le balle, il falso.
È già grave che ciò avvenga parlando di cani, che sono creature meravigliose, preziose, uniche, che tutti dovrebbero conoscere, capire e rispettare. Ma il guaio, ancora più grosso, è che la fuffa e le balle, il falso, dilagano in Rete senza problemi, cercando di cambiare la realtà e il modo di ragionare di tutti noi, scientemente, in perfetta malafede.
Avviene sui fatti storici comprovati e dimostrati, sulla salute e le malattie, sulla scienza, sulle guerre, persino sui campi di sterminio di ieri e sui genocidi di oggi, sulle dittature più feroci, sul razzismo, sulla violenza di genere.
E funziona, funziona molto bene, purtroppo. Con conseguenze che stiamo iniziando a vedere e che preannunciano tempi terribili, tempi che pensavamo non sarebbero tornati mai più. E invece…
Sono queste persone che mi spaventano, i falsari di professione. Sono loro, anche loro, che stanno smontando la nostra civiltà.
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