Avvelenamenti di cani a San Marino: fermato l’uomo accusato di oltre 40 uccisioni in 14 anni
Una vicenda scioccante che rilancia il dibattito sulla tutela penale degli animali
È stato fermato a San Marino un uomo di oltre ottant’anni, ritenuto il responsabile di una lunga scia di avvelenamenti che, in quattordici anni, ha causato la morte di almeno 40 cani. Un numero impressionante, che ha gettato nello sconforto intere famiglie e allarmato per anni la comunità locale, fino a guadagnargli dai media l’etichetta di “serial killer dei cani”.
L’arresto è avvenuto il 16 aprile scorso grazie a un’operazione congiunta tra la Gendarmeria e la Polizia Civile, dopo l’ennesima ondata di bocconi avvelenati trovati nei pressi di Fiorentino. Decisive sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno immortalato l’auto dell’anziano in corrispondenza di vari luoghi degli ultimi avvelenamenti.
Nell’abitazione dell’uomo, durante il blitz delle forze dell’ordine, sono stati trovati bocconi di carne e grasso di prosciutto imbevuti di Endosulfan, un diserbante altamente tossico bandito da tempo sia in Italia che nella Repubblica del Titano. L’uomo è stato denunciato a piede libero: si attende ora la sentenza del giudice del tribunale sammarinese.
Un incubo durato quattordici anni
Secondo le ricostruzioni, i primi casi risalirebbero al 2011, quando l’APAS (Associazione Protezione Animali Sammarinese) segnalò una serie di avvelenamenti sospetti. Tra aprile e luglio di quell’anno furono almeno trenta i cani colpiti, dei quali solo cinque sopravvissero. Tra gli episodi più gravi, la morte di due cani durante la mostra canina internazionale, che fu interrotta per motivi di sicurezza.
Da allora si sono moltiplicati i casi in parchi pubblici, strade di quartiere e perfino giardini privati. Un’azione sistematica e crudele che ha richiesto nel tempo l’intervento delle autorità, la creazione di una task force dedicata, interrogazioni parlamentari e continui appelli da parte dell’associazione animalista locale.
«È la fine di un incubo», ha commentato APAS in una nota. «Ma il dolore resta immenso per la sofferenza inflitta e le decine di vite spezzate».
Odio verso gli animalisti
Non è la prima volta che il sospettato finisce nel mirino della giustizia. In passato era già stato condannato per ingiurie e minacce, dopo aver inviato lettere anonime piene di livore contro animalisti e cittadini che si occupavano di animali. Un atteggiamento che, con il senno di poi, ha assunto contorni ancora più inquietanti.
La cattura avviene simbolicamente nello stesso giorno in cui il Consiglio Generale di San Marino ha approvato degli emendamenti al Codice Penale per rafforzare la disciplina dei reati contro gli animali. Una coincidenza che potrebbe segnare un punto di svolta nella lotta contro il maltrattamento e l’uccisione di animali, ancora troppo spesso considerati reati di secondo piano.
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Cosa possiamo imparare da questa vicenda
Per i lettori di Dogsportal.it, questa storia rappresenta un monito durissimo. Chi condivide la vita con un cane conosce bene l’ansia che si prova quando si sentono notizie di avvelenamenti. Ma oltre alla paura, oggi è il momento della riflessione. Serve un impegno collettivo, non solo delle istituzioni, ma anche dei cittadini: segnalare comportamenti sospetti, proteggere i propri animali, promuovere una cultura del rispetto verso tutti gli esseri viventi.
Invitiamo chi ci segue a restare sempre aggiornato e a leggere anche:
- Come riconoscere i sintomi di avvelenamento nel cane
- Veleni e bocconi killer: come proteggere il tuo cane durante le passeggiate
- Perché è importante denunciare i reati contro gli animali
La cronaca ha portato alla luce una realtà durissima, ma può anche essere l’occasione per rafforzare le tutele, migliorare la prevenzione e non lasciare più soli i nostri compagni di vita.
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