Il cammino di Santiago a 6 zampe! Consigli e limiti.

Un paio di anni fa assieme a mio marito e ad un nostro carissimo amico ho avuto il piacere di provare a compiere la Via del Mare (dalla Val Curone-Provincia di Alessandria a Camogli) in 3 giorni assieme ai nostri 3 cani ; quell’esperienza mi ha lasciato un bellissimo ricordo e mi sono sempre chiesta se fosse possibile ripeterla scegliendo come meta Santiago di Compostela.

Quest’anno , dopo che una serie di “congiunzioni “ astrali ha permesso che io potessi assentarmi da casa e dal lavoro per 15 giorni,  ho pensato di poter realizzare l’impresa con la mia amica Birra, Bracco Italiano , ma subito mi sono resa conto delle grosse difficoltà che ci sono per intraprendere il Cammino di Santiago con il proprio cane.

Il primo, enorme , ostacolo è senza ombra di dubbio raggiungere il punto di partenza del proprio cammino; nel mio caso la città di Leon, in Castilla.

L’utilizzo dell’aereo è stato subito accantonato per i numerosi racconti su incidenti occorsi a cani durante i viaggi in stiva , anche se esistono buonissime compagnie aeree che garantiscono viaggi sicuri ai 4 zampe .

Utilizzare altri mezzi , come treno o nave , significava sicuramente perdere molto tempo del cammino in spostamenti e in territorio spagnolo la difficoltà a trovarne di dogfriendly.

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Ultima e sicuramente piu’ sicura possibilità l’auto, ma viaggiando da sola anch’essa diventava improponibile per costi e tempo impiegato ; inoltre il ritorno da Santiago sarebbe avvenuto affittando un’autovettura con ulteriori costi di tempo e denaro .

Comunque questa ultima alternativa è sicuramente la piu’ valida e proponibile se si hanno a disposizione tempo e denaro.

Tutto questo mi ha portato alla triste decisione di partire da sola , studiare le varie alternative e la fattibilità del Cammino lungo la via francese , per poi rimandare l’esperienza a 6 zampe nei prossimi anni.

Durante il sopralluogo ho cosi’ potuto riscontrare di persona le ulteriori difficolta’ che si possono incontrare.

Partiamo!

gli ostelli non accettano quasi mai i cani e non solo loro, poiché molti bar e ristoranti avevano appesi fuori sconsolanti cartelli che invitavano i 4 zampe a restare fuori.

Durante il mio viaggio ho incontrato alcune persone che percorrevano il cammino coi propri cani e ne ho approfittato per intervistarli sull’argomento e quasi tutti mi raccontavano di far solo brevi tratti del cammino con il loro cane e di appoggiarsi per il pernottamento alle case rural o hotel dal costo decisamente piu’ alto degli ostelli.

In alternativa sarebbe possibile alloggiare in tenda in campeggi o ostelli che hanno uno spazio riservato a questa soluzione, ma in questo caso si deve calcolare di avere con se almeno 3/4 kg di attrezzatura in piu’. Alcuni ostelli dicono che accettino i cani in camerata, ma numerosi fattori ne influenzano la decisione ; dimensioni, carattere e condizioni di pulizia del cane ma anche eventuali pellegrini allergici o fobici verso esso. Sicuramente meglio organizzarsi prima e non vivere alla giornata la ricerca del riposo notturno. Una ragazza  che precorreva da sola con il proprio cane l’ultimo tratto del camino francese, mi ha consigliato di consultare questo sito spagnolo e partire avendo già tappe prestabilite con prenotazioni del pernottamento: 

http://caminoconmiperro.com/de_santiago/alojamientos.html

Le strade

Ulteriore difficolta’ sono senza dubbio i tratti asfaltati e di traffico che si devono precorrere; esistono varianti di percorso che servono ad evitarli ma spesso significa allungare il percorso di parecchi km o di aumentare  il dislivello positivo. Il caldo e la pericolosità di questi tratti lungo soprattutto il percorso francese dovrebbero far dirottare la scelta dei peregrini a 6 zampe verso il Cammino del Nord oppure verso quello Primitivo.

Quest’ultimo , sicuramente scelto da me per l’impresa futura assieme a Birra, piu’ duro per dislivello e minor servizi , ha pochissimo asfalto e traffico da percorrere.

Animali 

Altro punto dolente è la presenza di numerosi animali vaganti; mucche, tori, cavalli, gatti, cicogne ma soprattutto tanti cani vaganti , probabili cani di pastori o di fattorie limitrofe abituati a vivere liberi , del tutto innocui per l’umano (o almeno cosi’ vale per quelli incontrati da me ) ma per lo piu’ maschi interi di grosse dimensioni (moltissimi erano pastori tedeschi o incroci di questi con mastini spagnoli).

E’ indubbio che prima di partire sia necessaria una minima preparazione fisica anche per il cane perché il continuo camminare per giorni e giorni lo richiede e bisogna saper leggere bene ogni segnale di stress e stanchezza del nostro amico a 4 zampe per valutarne gli stop e i recuperi durante la giornata.

Inoltre il materiale di “soccorso” sarà di peso doppio dovendo valutare ogni tipo di inconveniente anche per il 4 zampe oltre ai nostri. Anche loro sicuramente dopo giorni di cammino potrebbero avere problemi ai cuscinetti o tendiniti o problemi muscolari.

Nutrirsi

Per il cibo è opportuno avere sempre una minima sorta di crocche a disposizione , anche se si attraversano molti centri abitati con supermercati e negozi . Valutate sempre che se viaggiate voi 2 da soli non sempre sarà possibile accedere a questi locali con il cane . Meglio essere in due umani o valutare di farsi portare dai vari servizi navetta esistenti che solitamente offrono il servizio di trasporto degli zaini ai pellegrini piu’ provati ,almeno tutto il materiale di cui necessita il vostro compagno di viaggio a 4 zampe.

Organizzarsi

Un giorno di cammino , anche se effettuato nelle stagioni migliori (aprile/maggio; settembre/ottobre) dovrebbe sicuramente iniziare molto presto al mattino (le 5.30/6) , avere molte pause nel corso della giornata e non svolgersi nelle ore troppo calde con un approvvigionamento di acqua costante . Alcune ore centrali della giornata , in alcuni tratti quasi desertici del percorso possono essere veramente pericolosi se non affrontati con la giusta idratazione.

Consapevoli e adeguatamente preparati non è una cosa impossibile da farsi e sicuramente un’esperienza altamente legante da condividere. Il fattore “tempo a disposizione” rende sicuramente tutto piu’ godibile e al riparo da grossi rischi. Zampa dopo zampa, passo dopo passo si arriva ad ogni meta ; ragionando non solo da umano ma anche da “cane”!

Personalmente trovo che l’alternativa di suddividere nel corso degli anni i tratti del percorso sia un’ottima idea e comunque si possono trovare anche valide alternative sul nostro territorio nazionale , anche come banco di prova per questa “grande impresa” .

Buen Camino a tutti i 6 zampe!!!!!


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Sara Gualco

Educatore cinofilo presso Zampa dopo Zampa

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