Cuccioli e obedience

Uno dei quesiti che mi viene rivolto spesso è “a che età si può iniziare a lavorare in obedience con un cane?”

Se provate a chiedere una risposta a questa domanda a tutte le persone che conoscete, esperti o meno di cinofilia, avrete tutti pareri discordi.

Ebbene sì, ognuno vive il cucciolo e la preparazione sportiva secondo il suo punto di vista e voi ne uscireste più confusi di prima.

Ci sono conduttori che pensano che il cane debba non far nulla, parlando di lavoro in campo, fino a una certa età, altri che a due mesi e un giorno sono già pronti a dare tutta una serie di comandi che si erano appuntati sul quaderno di lavoro prima ancora che nascesse.

Insomma si passa da un estremo all’altro anche in base anche alle esperienze che uno ha fatto nella vita con i propri cani.

Ma in realtà chi ha ragione?

Qual’è la verità assoluta tra chi dice che il cucciolo deve fare il cucciolo e chi invece dice che bisogna subito mettersi al lavoro?

La verità, secondo me, come sempre, sta nel mezzo.

Il cucciolo deve anzitutto avere la possibilità di crescere sereno.

Quando portiamo a casa un cucciolo solitamente ha tra i due e tre mesi, deve inserirsi in un ambiente nuovo, imparare tutta una serie di regole di vita sociale, fare esperienze di ogni tipo, quindi in questa fase do la precedenza a tutto ciò.

In realtà, in situazioni normali,  i tempi sono molto veloci: i cuccioli solitamente hanno la capacità di adattarsi  molto in fretta, sono curiosi e si adattano quasi subito ai ritmi, orari e abitudini della nuova famiglia.

Quindi in questo periodo non facciamo nulla?

Nì, ovvero in questa fase facciamo una delle cose più importanti senza nemmeno accorgercene: vivendo insieme, gestendo le risorse, giocando e prendendocene cura stiamo costruendo quel rapporto di collaborazione e fiducia che è fondamentale non solo nella vita ma anche in qualunque attività vorremo in futuro svolgere insieme.

Ho parlato di gioco non a caso.

Il gioco è il miglior tramite che esista nella costruzione di questo percorso.

E quando si parla di gioco, s’intende qualunque attività ludica da fare insieme.

I cani attraverso il gioco imparano a conoscersi, sperimentano e creano relazioni. Oltre a questo,  giocare insieme aiuta a creare una delle cose che ci servirà di più nel lavoro ossia la motivazione. Motivazione a stare con noi, a condividere un’esperienza, a proporre comportamenti, a cercare di soddisfare le nostre richieste.

Tutto qui quindi?

Assolutamente no. Io sono una di quelle persone che parte molto presto a lavorare con i cuccioli, tenendo conto che ci sono dei limiti che vanno rispettati sempre.

Prima di tutto per me è fondamentale dare al mio cane tutta una serie di competenze che mi serviranno in obedience quando dovrò preparare esercizi e gare. E inizio quindi a dare al cucciolo tutta una serie di strumenti che potrà utilizzare in futuro. Vi faccio degli esempi di ciò che possiamo fare:

  • Lavorare sul cosidetto focus, ovvero l’attenzione del cane nei nostri confronti e nelle attività che svolgiamo insieme;
  • riconoscere i comandi, gestuali e verbali (so che molti lo danno per scontato ma la reattività e la precisione nella risposta ad un comando in obedience non è quella che qualunque proprietario ha per i  comandi usati nella vita quotidiana);
  • imparare a interagire con gli oggetti, perchè in obedience useremo attrezzi di vario genere che faranno parte degli esercizi;
  • insegnare al cane a proporre comportamenti;
  • saper passare da cibo a gioco e soprattutto al sociale nel momento del rinforzo;
  • lavorare sull’ambiente sotto diversi aspetti, da una parte portare il cucciolo in molti posti diversi, cambiare campi, lavorare su substrati differenti ecc. dall’altra lavorare sulla gestione degli stimoli esterni, nuovi e non, che possiamo trovare, e vi garantisco che possono essere tantissimi, come la presenza di cani, persone, bambini, biciclette, rumori, traffico, fauna selvatica e chi più ne ha più ne metta….

Questa è una parte molto importante del lavoro con un cucciolo che andrà a praticare una disciplina sportiva, ma come dicevo poco sopra, ci sono dei limiti importanti da rispettare.

Ovvero bisogna tener presente che ogni cane è a se, ognuno ha indole e carattere diversi e ognuno ha tempi di maturazione differenti che vanno considerati.

Non esiste una tabella di lavoro uguale per tutti, ma va cucita su misura sul proprio cane, anche se alla fine tutti ariveranno ad avere le stesse competenze.

Ci sono soggetti che per razza e indole sono molto docili e collaborativi e all’inizio vi sembrerà così facile lavorare con loro, in effetti avere un cucciolo che ti ascolta sempre, non molla mai e comprende in fretta da soddisfazione. State attenti però a non esagerare, è un attimo con un cane così farsi prendere la mano e chiedere, chiedere e chiedere in continuazione, ma è pur sempre un cucciolo, che cerca sì di compiacerci, ma che necessita di un carico di lavoro adatto alla sua età. Siamo noi a dover regolare i tempi di lavoro e le richieste se vogliamo mantenere sempre alta, anche in futuro, la motivazione e la voglia di lavorare con noi.

Dall’altra parte ci sono cani che maturano lentamente e che ci mettono più tempo a  far propri gli insegnamenti dati. Non irrigiditevi, sconfortatevi o mollate tutto, dategli il tempo di apprendere e crescere, date sempre compiti che siano in grado di affrontare e di uscirne vincenti così cresceranno in autostima e aumenterete la loro voglia di lavorare e collaborare.

E a questo punto moltimi chiedono: “quindi non insegni esercizi ai cuccioli?”

Diciamo che in obedience funziona così:

Quando devi costruire un esercizio lo scomponi in tantissime parti che sono esercizi a loro volta.

Ad esempio in un richiamo hai tante parti da lavorare, la posizione al piede, il terra di fianco, il resta, l’attenzione, il richiamo, la rimessa al piede.

Un cucciolo non sa fare nulla di tutto ciò, per cui gli esercizi che comincerò ad insegnare saranno il seduto, poi il terra di fronte, poi il terra di fianco, poi il piede, poi il richiamo poi la rimessa e nel frattempo il cucciolo crescerà e comincerà ad arrivare a una fase in cui potrò inserire gli autocontrolli per cui gli riuscirò a insegnare il resta.

Quando avrò tutti questi fatti bene sarà un attimo metterli insieme e ottenere un esercizio completo e ovviamente il cane sarà cresciuto e maturato.

Quindi sì, comincio a insegnare gli esercizi, perchè un seduto è un esercizio, ma agli esercizi da gara ci arriveremo con l’età giusta.

Il come insegnare questi esercizi è importante:

con un cucciolo uso tantissimo cibo e gioco. All’inizio lavoro quasi tutti i movimenti e l’impostazione degli esercizi in luring e stimolo, questo per tanti motivi: tra questi far sì che sia semplice e altamente motivante per il cane, inoltre mi consente di non farlo sbagliare così che possa premiare spesso e in poco tempo tante ripetizioni vincenti,  e poi mi permette di non stressarlo con le richieste  sulla precisione perchè quella la posso controllare io lavorando in luring mentre lui apprende.

Il cucciolo è una spugna che osserva e apprende a una velocità incredibile, siamo noi a dover essere molto bravi a dare i giusti stimoli e insegnamenti, ma la soddisfazione che ci darà sarà immensa.

Buon lavoro a tutti!

Alessandra Vacchiero

Alessandra Vacchiero

Il mio nome è Alessandra Vacchiero, istruttore cinofilo. La passione per il cane è nata con me, insieme a quella per molti altri animali, con cui ho vissuto, lavorato e condiviso la mia vita. Sono entrata in cinofilia nel 2001 attraverso il mondo delle Expo, finché un giorno di febbraio del 2006, mentre osservavo la mia cucciolona di sette mesi giocare con me, mi dissi “questo cane può fare moltissime cose….” E così cominciarono le lezioni in campo, le discipline, gli stage e chi più ne ha più ne metta. Ma tra tutte le esperienze che abbiamo fatto c’è stata un’unica vera grande scintilla che ha segnato tutto il percorso: era nata senza accorgersene la mia immensa passione per l’obedience. E così pratico Obedience da 12 anni, ho preparato e portato tre miei cani fino alla classe più alta. Gare, stage e allenamenti in giro per l’Italia mi hanno dato un bagaglio di conoscenze ed esperienze che oggi vorrei condividere con voi per far conoscere a più persone possibili questa meravigliosa disciplina. “

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