Dagli all’untore. Propaganda, proposte di legge e Cinofilia

Il 1949, all’università di Berkeley, viene ricordato come l’anno del giuramento.

Durante il Maccartismo i dipendenti delle università erano obbligati a giurare di non essere comunisti se volevano mantenere il loro posto di lavoro.

Molti tra i docenti si rifiutarono, non perché comunisti ma perché violentati nella loro libertà di pensiero.

La Giustizia diede ragione a loro e, in una lettera, il grande storico Kantorowicz scriveva a Tolman, capo dei dissidenti, che alla fine ce l’avevano fatta, che erano come i suoi topolini nel labirinto, ma ne erano usciti, forse più saggi, di sicuro più disillusi, ma ne erano usciti.

Dopo quasi un secolo, nel mondo della cinofilia, ci ritroviamo in una situazione concettualmente simile: un’altra caccia alle streghe ma questa volta non sono i seguaci de “Sol dell’avvenire” a essere nel mirino, bensì alcuni strumenti e, naturalmente, i loro utilizzatori.

Non mi riferisco in particolare al DDL alla ribalta dei social (tra l’altro, documento datato e ora riproposto), bensì a quell’aria di “dagli all’untore” che si respira ormai diffusamente contro chi utilizza certi strumenti per lavorare con i cani, come se il problema del maltrattamento fossero gli strumenti e non l’ignoranza o la cattiveria di chi li utilizza.

Perché guardate bene che l’equazione strumento=macellaio è sbagliata.

L’equazione corretta è Ignorante=macellaio.

E la differenza la fa la cultura cinofila sull’utilizzo.

Sarebbe bene ricordare che nessuno degli strumenti di controllo, in quanto tali, è stato concepito come strumento per “premiare il cane”.

Nemmeno la Santa Pettorina, che impedendo al cane di fare al cane ciò che vuole costringendolo a non allontanarsi, è stata progettata per far felice il quadrupede.

È certo evidente, però, che alcuni di questi strumenti siano da utilizzare con esperienza e cautela perché potenzialmente dannosi per l’animale.

Ma attenzione! chi fa queste crociate parla alle pance degli utenti, paventando lo spauracchio del maltrattamento.

E, naturalmente, chi è che il maltrattatore se non colui che usa gli strumenti del demonio?

“Io non lo impicco”

diventa lo slogan ufficiale.

Se lo amo, gli metto la pettorina.

Una fallacia dopo l’altra sta alla base dei loro ragionamenti.

Quello che dobbiamo chiederci è: perché questa campagna di demonizzazione?

Chi sono quelli che la fanno e su quali emozioni fanno leva?

Non è che vogliono semplicemente fare bottino, prendersi una bella fetta di quell’enorme torta che è il mondo del cane?

La tattica della paura d’altronde è ben nota in ogni campagna elettorale.

La tattica ora è la stessa: parlare alle pance dei possessori di cane, facendo leva sulla loro parte emotiva, snaturando l’animale che smette di essere cane e diventa Partner non umano, facendo pensare che l’amore vi consentirà di accedere alla professione, e non la tecnica o la conoscenza in continua evoluzione o la pratica e lo studio continuo.

Perché tutte queste cose costano fatica, mentre il sentimento è gratis.

Chi lavora veramente con i cani sa che l’amore è indispensabile per avere la forza di continuare a studiare e praticare.

L’amore è indispensabile per superare i momenti difficili.

Ma non è con l’amore che si risolvono i problemi, bensì con la competenza.

E quella costa fatica.

Come nani sulle spalle di giganti, si fanno forti delle competenze altrui senza citare le fonti del loro sapere (e se le citano vengono smentiti dagli autori stessi).

Ma soprattutto muovono l’opinione pubblica e, purtroppo il legislatore, con paralogismi e tattiche di marketing che toccano le emozioni senza passare dal ragionamento, con l’unico scopo di fare bottino.

Sarebbe ora di smettere di abboccare alla loro caccia le streghe.

Sarebbe ora di diventare proprietari responsabili.

Sarebbe ora di mettersi a studiare e praticare.

Davide Cardia

addestratore ENCI Sezione 1° Dog Trainer Professional riconosciuto FCC Direttore Tecnico del centro cinofilo Gruppo Cinofilo Debù Docente in diversi stage con argomenti legati alla cinofilia e alla sua diffusione Docente corsi di formazione ENCI per addestratori sezione 1 Ospite in radio e trasmissioni televisive regionali Preparatore/Conduttore IPO e Mondioring Autore del libro “Addestramento con il premio” edizioni De Vecchi Curatore del libro “Io e il mio Bullgod” edizioni De Vecchi

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