La mia prima gara cinofila di Rally Obedience!

a cura di Elsabetta Bergonzelli


 

Decido che per me ed Iggy Pop, il mio border collie di 5 anni, è arrivato il momento di misurarci con noi stessi e soprattutto con noi due intesi come binomio, come coppia.

Non avevamo mai affrontato una vera e propria gara, a punti, insieme.

Che cosa mi ha spinta a farlo?

Sicuramente il fatto che in questi anni abbiamo lavorato tanto insieme e che, da qualche tempo, ci dilettiamo e dedichiamo ad allenarci facendo gli esercizi che questa interessante disciplina –la ”Rally’O”– prevede.

Per chi non la conoscesse, la Rally Obedience è una disciplina cinofila dove il binomio cane-umano deve compiere un percorso.

Lungo questo tragitto il conduttore accompagna il cane nell’esecuzione di alcuni esercizi (ad esempio “seduto”, “terra”, “in piedi”; saltare un ostacolo, “portare” o “riportare” un oggetto ecc…) indicati da cartelli disposti lungo il percorso.

 

E’ un attività rivolta a tutti e permette di divertirsi insieme al proprio cane, migliorare il rapporto della ”coppia” ed ottenere maggiori competenze.

 

Lo scopo è ludico, ci sono diversi livelli e tenendo conto, ovviamente, dei bisogni e delle necessità del cane, si possono eventualmente affrontare delle gare.

Secondo me, aldilà di noiosissime filippiche sullo spirito giusto da avere in generale durante una competizione, se un conduttore arriva ad una gara è perché si sente pronto.

La voglia di provare, di cimentarsi, il desiderio di riuscire e di dimostrare le proprie capacità ed i frutti del proprio allenamento, sono ciò che spinge una persona ad affrontare una gara di questo tipo.

L’importante è che si senta pronto anche il cane.

 

Trovo spiacevole vedere binomi dove la complicità a volte viene ”dimenticata a casa” in occasione di una gara e penso che forse bisognerebbe lavorare ancora un po’ sul rapporto più che sugli esercizi in sé…magari giocando (metodo infallibile anche per stemperare la tensione!) e divertendosi maggiormente insieme.

Oppure provare ad essere un po’ meno emotivi e tenere sempre a mente che è un gioco e che, a fianco a noi, c’è la creatura più bella e fedele che un essere umano possa desiderare come compagno di vita.

 con i giusti ritmi e le dovute ricompense, anche l’esecuzione degli esercizi diventerà un piacere.

Se il cane non ha nessun tipo di voglia o di preparazione nell’affrontare un contesto di gara, forse non è ancora il momento giusto.

Un conto sono gli esercizi fatti a casa o al campo di fiducia o al parco.

Altra storia è affrontare un setting totalmente nuovo con: gruppi di cani e gruppi di persone sconosciuti, agitazione, preoccupazione, mille stimoli nuovi…

non bisogna dare nulla per scontato.

Io sono andata a vedere diverse gare prima di convincermi che sarei stata sufficientemente tranquilla, così da non trasmettere al mio cane troppa agitazione ed affrontare serenamente un percorso insieme.

Essere emozionati è normalissimo e non dico che non si debba esserlo, anzi!

L’emozione è il sale della competizione e ci vuole, mica siamo robot!

Credo però che qualche riflessione in più sul modo in cui vorremmo che il nostro amico cane ci vedesse, soprattutto in occasione di una gara cinofila, dovremmo farla.

Sostenersi a vicenda ed essere un tutt’uno con il mio cane è quello che cerco di trasmettermi e trasmettere a lui, cercando di dimenticare, per quanto umanamente possibile, ciò che mi sta attorno.

Non sono arrivata tra i primi ma il mio allenatore scherzando a fine gara mi ha detto:

”Elisabetta hai l’arousal basso”

 dopo essermi fatta una risata, ho pensato che avevo fatto centro.

Perché non ho fatto preoccupare il mio cane per qualcosa che non ha scelto lui ma che abbiamo costruito insieme.

E insieme continueremo a divertirci.

 

Nell’una o nell’altra disciplina.

 

 

Mood: soddisfatta.


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