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Napoli, bimba di 9 mesi sbranata dal pit bull di famiglia: un’altra tragedia che riapre il dibattito sulla gestione dei cani da presa

L’aggressione mortale ad Acerra

Immagine di copertina: dall’archivio di Dogsportal

Una tragedia sconvolgente si è consumata nella notte ad Acerra, in provincia di Napoli. Una bambina di nove mesi è stata sbranata dal pit bull di famiglia mentre si trovava nel suo letto.

Secondo le prime informazioni diffuse dalle principali agenzie di stampa, la piccola era in casa con il padre, che avrebbe scoperto il suo corpo in una pozza di sangue. Immediata la corsa in ospedale, ma le ferite riportate, soprattutto alla testa e al volto, sono risultate fatali.

Gli agenti del commissariato di Acerra, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Dalle prime ricostruzioni, sembra che l’aggressione sia avvenuta mentre il padre dormiva e la madre era al lavoro.

Restano ancora molti interrogativi aperti sulle condizioni che hanno portato a questo dramma.

Un fenomeno sempre più frequente

Questa tragedia non è purtroppo un caso isolato. Solo pochi mesi fa, un episodio simile si è verificato a Vercelli, dove un bambino di cinque mesi è stato ucciso dal pit bull di famiglia.
👉 Bimbo di cinque mesi muore a causa dell’aggressione del cane di famiglia

Ogni volta che accadono episodi del genere, si riapre un dibattito che spesso si trasforma in una sterile contrapposizione tra chi sostiene che “tutti i cani sono uguali” e chi invece sottolinea le differenze genetiche e comportamentali tra le diverse razze.

I cani non sono tutti uguali: ignorarlo è un errore fatale

Una realtà che su Dogsportal.it ribadiamo da anni è che non tutti i cani sono uguali.
Le razze e i tipi di cane sono stati selezionati per secoli con scopi specifici, e questo non può essere ignorato.

I pit bull e gli altri cani da presa hanno caratteristiche ben precise.

Queste caratteristiche non rendono un cane di tipo bull “cattivo” per natura, ma richiedono un’attenzione, una gestione e una preparazione adeguate.

Un proprietario inconsapevole, inesperto o negligente può trasformare queste qualità in un pericolo per sé e per gli altri.

Educazione, prevenzione e responsabilità

Davanti a episodi così gravi, il problema non può essere ridotto a un semplice dibattito su “cani buoni” e “cani cattivi”. La questione centrale è la gestione e la responsabilità di chi sceglie di adottare un cane con determinate caratteristiche.

Negli ultimi anni, si è parlato molto di strumenti come il CAE-1 (Test di Controllo dell’Affidabilità e dell’Equilibrio del Cane), che valuta la capacità del cane di reagire in modo equilibrato a determinati stimoli. Proprio in passatoì qui su Dogsportal.it, Roberta Albanesi, presidente dell’Associazione Culturale Cani da Presa (ACCP), ha scritto: “In realtà sono convinta che tutti i cani, specie quelli di taglia medio-grande, dovrebbero sostenere questo test. Il problema infatti (e di questo ormai c’è una certa consapevolezza, sempre più diffusa anche fra i non addetti ai lavori), non è la razza di appartenenza ma la cattiva gestione del cane che, in caso di incidente, presenta conseguenze la cui gravità è spesso correlata alla taglia in modo direttamente proporzionale.Io sarei favorevole a rendere obbligatorio questo test per tutti cani di taglia medio-grande.Penso che contribuirebbe a ridurre in modo notevole, se non quasi azzerare, il numero di incidenti. Certo è il CAE- 1 richiede impegno: minimo se si è lavorato correttamente con il cane ottenendo una corretta socializzazione, importante invece se lo si è lasciato crescere in modo un po’ selvaggio, senza instaurare un corretto rapporto e affiatamento cane-conduttore. Perché il possedere un cane non è un diritto dell’uomo, a prescindere da qualsiasi condizione: il diritto ad avere al nostro fianco uno splendido amico non deve essere automatico, deve essere acquisito, conquistato. E’ un diritto che possono avere soltanto le persone che hanno la capacità di crescere un cane in modo adeguato, rispettandone le caratteristiche etologiche e rispettando le regole di una vita ormai vissuta in società sempre più urbanizzata.”

Bisognerebbe capire però quanto questo tipo di esame può salvaguardarci da incidenti del genere ed è un pò la critica che viene fatta da una certa parte della cinofilia alla proposta di legge Lombarda con valenza nazionale che parla di nuovo di liste di cani e test come il CAE-1

👉 Leggi di più su: Cani da salvare o da sequestrare? Il dibattito sulla Save List

Serve una normativa più severa?

Il patentino obbligatorio: una soluzione possibile, ma forse è il momento di velocizzare il passo su un radicale cambio di paradigma e guardare alla Responsabilità dei proprietari e non al tipo di cane come proposto dall’assessore della città di Nichelino, Fiodor Verzola con Daspo Cinofilo di cui si è parlato in tutta Italia ma che ancora trova scarsa diffusione e una forte opposizione.

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👉 Approfondisci qui: Daspo cinofilo: perché serve una normativa più rigida

Un’altra proposta che sta prendendo sempre più piede è l’introduzione di un patentino obbligatorio per la detenzione di razze potenzialmente pericolose.
Un’idea che fino a qualche anno fa sembrava eccessiva, ma che oggi appare sempre più necessaria per tutelare sia le persone che i cani stessi.

Quando avvengono tragedie come questa, la domanda non dovrebbe essere solo: “Il cane era pericoloso?”, ma piuttosto: “Come possiamo evitare che simili episodi accadano di nuovo?”

La realtà è che un cane di tipo bull, se gestito in modo inadeguato, può rappresentare un rischio elevato. Questo non è un problema del cane, ma della mancanza di consapevolezza e di competenze di molti proprietari.

In attesa di ulteriori aggiornamenti su questa drammatica vicenda di Acerra, è fondamentale che il dibattito non si riduca a una guerra tra opposti, ma porti finalmente a scelte concrete per garantire maggiore sicurezza e responsabilità nella gestione di determinate razze.

Nel frattempo. Povera, povera, povera bambina.

Qualcuno si muova e lo faccia con la dovuta intelligenza e cultura politica e cinofila.

Aggiornamento:

Si complica la vicenda della piccola Giulia, la bimba di nove mesi trovata morta in una pozza di sangue nel letto della sua abitazione ad Acerra (Napoli). Se inizialmente si era parlato di un’aggressione da parte del cane di famiglia, gli ultimi accertamenti sollevano dubbi sulla dinamica dell’incidente.

Il cane Tyson non presenta tracce di Dna della bambina

Gli esami effettuati su Tyson, un pitbull di 25 kg presente in casa da otto anni, hanno escluso la presenza di tracce ematiche o Dna della vittima nella sua bocca. Questo elemento mette in discussione la prima versione dei fatti fornita dal padre della bambina, che in un primo momento aveva parlato di un attacco da parte di un randagio, per poi attribuire la tragedia al proprio cane.

Sul pelo di Laika, l’altro cane di casa (un meticcio adottato circa un anno fa), sono state invece rinvenute tracce di sangue, ma gli esperti le hanno definite da “imbrattamento”, ipotizzando che possano essere dovute a uno strusciamento dell’animale sul corpo della piccola.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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