Punire il cane? Ti elenchiamo almeno 6 problemi

Punire il cane…

Sebbene i circoli gentilisti tendano a pensare che la scuola comportamentista sia promotrice dell’uso della punizione, in realtà i comportamentisti sono sia preoccupati nell’utilizzo di questa sia restii nel consigliarla.

Proviamo ad elencare sei problemi che può causare l’uso delle punizioni e quattro linee guida per far sì che la sua applicazione sia appropriata.

Sei problemi se decidi di punire il tuo cane

  1. La punizione di un comportamento inappropriato non deve inibire il comportamento corretto, ovvero sgridare un cane perché gioca con troppo impeto potrebbe far si che il cane smetta di giocare e non che il cane giochi rispettando le regole.
  2. La persona che applica la punizione potrebbe diventare il fattore inibente del comportamento, col risultato che quel comportamento continui ad esserci ma non si manifesti in presenza dell’inibitore.  Se ad esempio punisco il cane perché fa qualcosa che non mi piace, la conseguenza potrebbe essere che il cane non manifesti quel comportamento in mia presenza ma continui a comportarsi male quando non ci sono io.
  3. Punire il cane potrebbe semplicemente indurre il cane ad evitare colui che lo punisce
  4. Punendolo, si può eccitare il comportamento rendendo vana la fase di apprendimento.
  5. In alcuni casi la punizione può far reagire con aggressività chi la subisce
  6. Visto che l’effetto immediato della punizione è quello di far cessare un comportamento indesiderato, si tende ad abusarne. Il fascino che esercita, in particolare sugli addestratori neofiti, è molto forte. Bisogna invece ricordare che spesso la punizione interviene sul sintomo del problema e non sulla causa.

Quattro linee guida per un corretto approccio

  1. La tempistica è fondamentale. La punizione deve seguire immediatamente il comportamento indesiderato.
  2. La punizione deve essere coerente, ossia è necessario correggere il comportamento indesiderato ogni volta che questo si presenti.
  3. essere significativa, ossia il soggetto che la subisce deve temerla. Se così non fosse, chi la subisce si abituerebbe ad essa temprandosi e rendendo l’intervento successivo sempre e sempre più cruento.
  4. Dopo ogni punizione è necessario che il cane sia in condizione di fare la cosa corretta e che per questa sia abbondantemente premiato

Come diciamo sempre, ricordiamoci che è “solo un cane”.

Ma soprattutto, attenzione al fascino del lato oscuro della forza.

Davide Cardia

addestratore ENCI Sezione 1° Dog Trainer Professional riconosciuto FCC Direttore Tecnico del centro cinofilo Gruppo Cinofilo Debù Docente in diversi stage con argomenti legati alla cinofilia e alla sua diffusione Docente corsi di formazione ENCI per addestratori sezione 1 Ospite in radio e trasmissioni televisive regionali Preparatore/Conduttore IPO e Mondioring Autore del libro “Addestramento con il premio” edizioni De Vecchi Curatore del libro “Io e il mio Bullgod” edizioni De Vecchi

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: