Il cane sportivo e l’importanza del defaticamento

A cura Medico Veterinario Fisiatra Annalisa Ferri, Direttore Sanitario di Zampe, amore e fisioterapia
Foto di copertina di Carlo Pierbattista


Defaticamento del cane dopo un’attività importante.

Nel mondo del cane sportivo, sempre più spesso, si parla dell’importanza del riscaldamento (warm up) pre gara, ma poco del defaticamento (cool down).

Tante volte si salta questa fase anche perché nel post gara si accusa la fatica, soprattutto psicologica, del conduttore e le mille emozioni positive e negative della performance. 

Tuttavia è una parte dell’attività sportiva da tenere in considerazione, come dimostrano le numerose pubblicazioni in medicina sportiva umana; infatti, dopo lo sport, il cuore batte più veloce del normale, la temperatura corporea è più alta e i vasi sanguigni sono dilatati.

Ciò significa che si interrompe di colpo l’attività fisica si possono avere dei problemi.

Importanza del recupero

Come si fa nel riscaldamento, nel defaticamento detto anche periodo di recupero, spesso si eseguono degli esercizi ad un passo ridotto e a bassa intensità; ciò permette al battito cardiaco, al respiro ed alla pressione di tornare a livelli normali.

Inoltre, ciò aiuta il sangue a lasciare gradatamente i muscoli e tornare al cuore per poi essere spinto nei polmoni per potersi ossigenare: questo riduce il rischio che i muscoli si “induriscano” dopo l’esercizio, una fastidiosa sensazione che abbiamo provato almeno una volta nella vita.

Eseguire una routine di defaticamento corretta, indipendentemente dallo sport che il cane svolge, non è benefica soltanto nell’immediato, ma prepara il corpo per attività successive (sia nella stessa giornate, sia nei giorni successivi)

Se il defaticamento non viene eseguito e si ha un brusco stop dell’attività corporea, sarà ancora più lungo il recupero.

Routine di defaticamento

Generalmente ci vogliono dalle 24 alle 48 ore affinchè il corpo si “senta stanco” dopo l’esercizio; la routine di defaticamento ci aiuta a far smaltire l’acido lattico che si produce durante un intenso sforzo fisico, tuttavia l’acido lattico viene smaltito nel giro di 2 o 3 ore e la sua quantità si dimezza ogni 15-30 minuti a seconda dell’allenamento e della quantità di acido lattico prodotto.

Sfatiamo un mito: contrariamente a quanto spesso si afferma, l’acido lattico non è il responsabile del dolore muscolare avvertito il giorno seguente ad un allenamento molto intenso. Questo dolore è causato da microlacerazioni muscolari che originano processi infiammatori; inoltre vi è un incremento delle attività ematiche e linfatiche che aumentano la sensibilità nelle zone muscolari maggiormente sollecitate.

A maggior ragione dobbiamo pensare ad applicare questa buona abitudine perché favorire il ritorno del sangue al cuore ci aiuta a portare via tutti quelli che sono i fattori dell’infiammazione presenti nel muscolo e ci danno un recupero migliore e una minore sensazione di dolore ed affaticamento.

Queste indicazioni valgono sia per un cane che fa obedience, agility, canicross, ricerca…e chi più ne ha più ne metta, perché si tratta pur sempre di sforzi intensi, ma con diverse declinazioni; ad esempio in un cane che fa agility si darà molta importanza nel defaticamento alle articolazioni più sollecitate a causa dei salti.

Così come succede per gli atleti umani che si rivolgono a preparatori atletici (e visto che fate sport col cane ve lo consiglio caldamente), rivolgetevi ad un veterinario esperto in materia per studiare il miglior percorso di recupero post esercizio per il vostro amico!

Dogsportal Redazione

Dogsportal Redazione

Il portale italiano su cani, sport & società. info@dogsportal.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *