Perchè Ector – forse – non ha sbagliato e perchè le parole in cinofilia sono importanti

La Polizia Municipale della città di Piacenza, ha tra le sue file Ector, un Pastore Tedesco, a quanto si legge addestrato come cane da detection di sostanze stupefacenti, acquistato con gran risonanza sui media locali dall’amministrazione, al costo di 12 mila euro, solo pochi mesi fa.

Di questi giorni la notizia che Ector, durante un servizio avrebbe tentato di mordere un passante. Ovviamente non si conosce la dinamica precisa dell’accaduto e quindi è impossibile valutare quanto successo. Certo è che un cane adatto a questo tipo di impiego, ben addestrato, che vive con serenità il suo compito, non penserebbe mai e poi mai di mordere un passante.

Nell’articolo è addirittura scritto “forse aveva fiutato qualcosa” e questo commento fa amaramente sorridere gli addetti ai lavori, perchè i cani da detection segnalano eventuali ritrovamenti con comportamenti molto precisi e costruiti volutamente, per esempio sedendosi in una posizione ben precisa e specifica.

Ma veniamo alla parte che lascia basiti, parole che mai ci si aspetterebbe di leggere a proposito di un cane, tantomeno da chi ricopre un ruolo di spicco all’interno di una giunta comunale di una città.

Il commento che si legge da parte delle istituzioni che fortemente hanno voluto e pubblicizzato la presenza di questo cane, è disarmante, perchè oltre ad essere indice di grave carenza di cultura cinofila, arriva proprio dalle istituzioni, dalle quali non si pretende chissà quanta empatia e sensibilità, ma quantomeno il riconoscimento del cane come di un animale con esigenze sociali ed emotive, e non un sorta di robot da sfruttare.

Leggiamo “Ector ha sbagliato”, “necessita di un aggiornamento”, “l’intenzione dell’amministrazione è quella di sfruttarlo il maggior numero di volte possibile”.

Ector non ha sbagliato…

Ector è un cane che o non è stato adeguatamente preparato per il lavoro che deve svolgere (e quindi non ha colpe), o non è ben gestito da parte di chi lo conduce che non è in grado di leggere la situazione e il cane (e quindi Ector non ha colpe), o semplicemente non è un soggetto adatto per il lavoro che deve svolgere (e quindi, ancora una volta, non ha colpe).

Approfondimento sul cane da detection

Ector non necessita di un aggiornamento

Perchè i cani non si aggiornano, sono animali intelligenti, che come è ormai universalmente riconosciuto vivono delle emozioni, sono in grado di imparare tantissimo, ma non sono computer.

Un buon cane da lavoro collabora strettamente con il suo conduttore, e per tutta la vita viene formato e gestito adeguatamente, gli vengono date le giuste competenze tecniche ed emotive per svolgere adeguatamente il proprio compito, che esegue, se ben lavorato, con gioia e grande voglia di compiacere. Non è un computer, non si aggiorna.

L’amministrazione infine, vuole sfruttare Ector il più possibile.

Questa affermazione è davvero disarmante. Forse si vogliono giustificare agli occhi della collettività i 12.000 euro spesi per questo cane, che dopo pochissimi mesi, addirittura durante il servizio mostra aggressività verso i passanti?

E’ questo il messaggio che si vuole far passare, vale a dire che i cani debbano essere sfruttati, programmati, e che sbagliano, facendo ricadere su di loro le colpe di chi dovrebbe tutelarli e promuoverne il corretto inserimento nella società, spiegando soprattutto ai giovani come ci si approccia, come i cani comunicano, promuovendo l’inclusione e l’empatia. Giovani invece che rischiano di ritrovarsi nelle scuole (venne inizialmente presentato come cane che sarebbe stato utilizzato nelle scuole) un cane probabilmente inadatto e potenzialmente pericoloso come i fatti dimostrano.

Ci si chiede chi ha addestrato questo cane, chi ha scelto il soggetto adatto, chi ha scelto l’attuale conduttore, e che formazione cinofila avessero tutti gli attori coinvolti. Chi ne paga le spese è un povero cane, che evidentemente è inadatto al ruolo e mostra segni di forte stress durante il lavoro che dovrebbe svolgere in maniera volenterosa e serena.

Articolo di Marina Agosti – educatrice cinofila

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Dogsportal Redazione

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