Responsabilità etiche e deontologiche nella detection

Con l’inizio del 2021 la cinofilia ha riempito, seppur tristemente, le pagine di molte testate giornalistiche.

Negli ultimi giorni si è molto parlato di un settore della cinofilia cui ho dedicato l’ultimo decennio della mia carriera:

Il rilevamento di odori con l’ausilio del cane. 

Non entrerò nel merito di specifici fatti di cronaca perché, essendo io testimone indiretto tramite gli articoli apparsi sui quotidiani, finirei per dare voce ad un gossip che non ho interesse a portare avanti, perché non appartiene né alla mia persona né al mio approccio alla professione.

Vorrei tuttavia riflettere su quelle che sono le nuove sfide e le nuove necessità di un settore in vertiginosa espansione. 

Come ho già avuto modo di sottolineare in un mio precedente articolo, la detection o rilevamento sostanze, non è più esclusiva delle forze armate/forze di polizia poiché il lavoro del cane da detection è divenuto molto più che il rilevamento di esplosivi o sostanze stupefacenti. 

Molti sono gli ambiti di impiego di queste unità cinofile: dal rilevamento di resti umani/tracce ematiche al monitoraggio di specie animali protette, dal rilevamento della presenza di bocconi avvelenati alla ricerca di larve di specie invasive che potrebbero mettere a serio rischio la salute del nostro ecosistema.

E, non da ultimo, la ricerca in campo medicale, settore che ha visto, tra l’altro, la pubblicazione di ricerche scientifiche di eccellenza made in Italy come ad esempio lo studio condotto da Taverna – Tidu – Grizzi “Sniffing out prostate cancer: a new clinical opportunity”. 

Nuove opportunità significano necessariamente nuove responsabilità. Responsabilità non soltanto tecniche ma anche etiche e deontologiche. 

Innanzitutto, uscire da quello che è l’ambito delle forze armate/forze di polizia comporta necessariamente l’abbandono di quei rigorosi protocolli addestrativi e di impiego operativo che caratterizzano da sempre il lavoro delle nostre istituzioni, cinofile e non.

Per questo motivo è necessario come prima cosa, per il civile che decida di lavorare con un cane da ricerca sostanze, dotarsi di protocolli sia addestrativi che valutativi altrettanto affidabili, basati su un approccio scientifico verificato e soprattutto verificabile (condizione sine qua non per poter parlare di scientifico). 

Questo presupposto iniziale mette già in chiaro un forte punto di rottura con la tradizionale mentalità del cinofilo: bisogna uscire dalla bottega del Maestro ed entrare nel laboratorio del ricercatore.

Bisogna abbandonare l’Arte e sposare la pianificazione e l’analisi statistica. 

Non è più sufficiente nascondersi dietro affermazioni come “abbiamo sempre fatto così”, “il cane trova quindi il metodo funziona” oppure “sono trent’anni che faccio perquisizioni” o ancora “addestro cani sul campo nel fango da quaranta”, c’è bisogno di oggettività perché i nuovi campi di impiego del cane ci pongono davanti a nuove sfide. 

La nascita di nuovi campi di impiego del cane da detection supera il classico lavoro del “se c’è allora ne segnalo la presenza”, vi sono casi in cui è più importante quello che il cane non trova lasciandoselo alle spalle (pensiamo ad un cane che cerca esplosivi, un falso negativo può avere conseguenze drammatiche, così come un cane che deve segnalare la presenza di persone positive al COVID) e casi in cui il cane deve segnalare solo determinate concentrazioni di una molecola che superano o non raggiungono un livello soglia (per non scendere in dettagli relativi al campo medicale basti pensare ai cani da ricerca valuta che non devono segnalare pochi spiccioli). 

Responsabilità etiche e deontologiche nella detection
Responsabilità etiche e deontologiche nella detection

Vi è necessità di oggettivare i propri protocolli addestrativi ed i propri criteri valutativi che non devono più esprimere un mero giudizio “positivo/negativo” ma devono offrire un’analisi completa che riporti anche il numero di false segnalazioni, intese sia come numero di falsi positivi (segnalo ma in realtà non c’è niente) sia come numero di falsi negativi (quanto ho omesso).

Un’affermazione del tipo “il cane trova quindi il mio metodo funziona” è quanto di più pericoloso si possa fare, in assenza di un criterio che comprenda un’analisi statistica legata ad un campione di riferimento. 

In un’epoca di oscurantismo medioevale in cui ogni discussione viene banalizzata a mera tifoseria da stadio, il professionista cinofilo che vuole confrontarsi con i nuovi ambiti applicativi del cane da detection non può esimersi dall’avere una cultura scientifica che va oltre la mera tecnica cinofila per potersi sedere ad un tavolo di confronto multidisciplinare finalizzato alla stesura di progetti validati scientificamente e che quindi possano tutelare tutti gli stakeholder. 

In un’epoca di oscurantismo culturale vi è bisogno di professionisti che considerino il successo non come presenzialismo a tutti i costi ma come occasione di poter dire talvolta “questa cosa non sono in grado di farla perché dati alla mano il mio cane non risponde ai requisiti richiesti”. 

Roberta Bottaro

Mi presento, sono Roberta. Da sempre appassionata di cani e animali, ho deciso di dedicare la mia vita e carriera allo studio del comportamento, sia umano che animale: mi sono laureata magistrale sia in Progettazione e Valutazione delle Sedi e degli Interventi Formativi (Scienze della Formazione) che in Psicologia. Ho concluso un Master di II Livello in "Criminologia e Scienze Psicoforensi" presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Genova, con una tesi sull'impiego del cane nelle perquisizioni. Ho collaborato con il Laboratorio di Cognizione Animale dell'Università di Trieste collaborando a ricerche sull'olfatto del cane. Sono addestratore ENCI per le sezioni 1 cani da compagnia, agility e sport e 3 Cani da caccia, e DTP-SU. Ho insegnato ed insegno Mantrailing (ricerca persone su traccia), tracking (pista) e detection (ricerca sostanze) in tutta Europa e Stati Uniti. Sono Socio fondatore di International Working Dogs Association e Direttore Tecnico di Wild Dog ASD. Ho pubblicato il primo libro italiano sull'addestramento del cane da mantrailing (Mantrailing: guida all'addestramento del cane). Mi potete contattare telefonicamente al +39 331 20 40 331 o per email all'indirizzo robertabottaro.k9@gmail.com oppure su Facebook @roberta.bottaro.cinofilia

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